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L'apparente scomparsa dell'assegno di divorzio: la situazione attuale in 3 punti

Non c'è giornale che non abbia gridato alla storica dipartita dell'assegno divorzile. Per non cadere in errore, abbiamo pensato di chiarire la vera portata della sentenza n. 11504/2017 in 3 brevi punti:

1) L'assegno di divorzio è ancora dovuto, cambia solo il criterio di valutazione
La recente sentenza della Cassazione è stata effettivamente "rivoluzionaria" per aver modernizzato il criterio cui si deve affidare il Giudice nell'attribuire, o meno, l'assegno divorzile all'ex-coniuge c.d. più debole. Difatti, sino all'anno scorso si doveva far riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio, così come alla sproporzione tra i redditi dei due. Ora, invece, il Giudice dovrà fare esclusivo riferimento all'indipendenza ed autosufficienza economica dei coniugi, singolarmente presi. In parole povere, se con le proprie risorse l'ex-coniuge arriva, o può arrivare, alla fine del mese, nulla è dovuto dall'altro, anche se titolare di un reddito molto più alto.

2) La "svolta" riguarda solo il divorzio, non la separazione. Per ora....
Con la sentenza c.d. Grilli del 2017, la Corte di Cassazione è stata molto chiara nel collegare il cambio di rotta, in merito alla debenza di un assegno divorzile, alla natura del divorzio stesso. Difatti, sostiene la Suprema Corte, con il divorzio si ha una vera e propria estinzione del matrimonio, a seguito del quale cade anche l'ultimo obbigo coniugale, quello di assistenza materiale all'ex-coniuge. Con la separazione, al contrario, tale obbligo non viene meno. Per questo, il riconoscimento di un assego al coniuge economicamente più debole è ancora, in tale sede, basato sul criterio del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Ma vi sono già state sentenze di merito, da ultimo la Corte d'Appello di Roma, per le quali bisogna estendere il nuovo orientamento anche alla fase della separazione dei coniugi e, pertanto, riconoscere un assegno a favore del solo coniuge che dimostri l'impossibilità di essere economicamente autosufficiente. Staremo a vedere se questa apertura si espanderà ad altri Tribunali.

3) Cambiare? Si può! Il ricorso per le modifiche delle condizioni di separazione e divorzio
Qualora riteniate che questa svolta giurisprudenziale tocchi la vostra situazione attuale, sappiate che potete chiedere, con apposito ricorso al Tribunale, la modifica delle condizioni economiche previste dalla sentenza di divorzio e attualizzarle alla luce del nuovo principio espresso dalla Corte di Cassazione. Ma non solo: tale istituto può essere azionato anche qualora siano venute meno, o al contrario siano sorte ex novo, alcune condizioni. Ad esempio, se il vostro ex-coniuge ha un nuovo compagno di fatto, potrebbe non avere più diritto all'assegno. O ancora, se le vostre condizioni lavorative ed economiche sono peggiorate, l'assegno riconosciuto al tempo all'altro coniuge deve essere rivisto in termini di importo e, nei casi più eclatanti, in temini di debenza stessa.

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