Studio Notarile Dario Colangeli Notaio

Studio Notarile Dario Colangeli Notaio Dal 1981 offriamo servizi notarili a famiglie, professionisti ed imprese.

Lo Studio notarile Colangeli è presente sul territorio della Provincia di Pesaro e Urbino dal 1981 con la nomina del Notaio Angelo Colangeli cui si è aggiunto dal 2012 il Notaio Dario Colangeli che prima già aveva esercitato la professione di Avvocato presso il foro di Pesaro e Urbino. Lo Studio Notarile Colangeli si avvale della fondamentale collaborazione dell’Associazione INSIGNUM che racchiude

le migliori menti del Notariato Italiano e che fornisce agli associati un importante supporto scientifico ed operativo su tutte le materie dell’attività notarile e fornisce soluzioni diverse ed innovative in grado di realizzare le sempre più complesse esigenze dei cittadini e il miglior assetto patrimoniale all’interno delle famiglie nonchè le più moderne soluzioni d’impresa. Lo Studio Notarile Colangeli si avvale di un team di collaboratori di elevata professionalità ed esperienza ognuno dei quali è in grado di fornire la migliore consulenza e assistenza alla clientela sempre in stretta relazione con i Notai ed in base ai protocolli operativi interni di continuo aggiornati ed integrati. Lo Studio Notarile Colangeli fornisce un servizio di prima consulenza qualificato, di pronta fruizione e facile accesso su tutte le materie dell’attività notarile indipendentemente dall’effettivo conferimento dell’incarico.

Il 23 maggio del 1992 nell'attentato mafioso di Capaci, insieme a Giovanni Falcone morirono assassinati sua moglie Franc...
23/05/2026

Il 23 maggio del 1992 nell'attentato mafioso di Capaci, insieme a Giovanni Falcone morirono assassinati sua moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Li vogliamo ricordare con queste parole di Paolo Borsellino:

"Giovanni Falcone lavorava con perfetta coscienza che la forza del male, la mafia, lo avrebbe un giorno ucciso. Francesca Morvillo stava accanto al suo uomo con perfetta coscienza che avrebbe condiviso la sua sorte. Gli uomini della scorta proteggevano Falcone con perfetta coscienza che sarebbero stati partecipi della sua sorte.

Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché non si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui?

Per amore!

La sua vita è stata un atto d’amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato. Perché se l’amore è soprattutto ed essenzialmente dare, per lui, e per coloro che gli sono stati accanto in questa meravigliosa avventura, amare Palermo e la sua gente ha avuto e ha il significato di dare a questa terra qualcosa, tutto ciò che era ed è possibile dare delle nostre forze morali, intellettuali e professionali per rendere migliore questa città e la patria cui essa appartiene."

(Paolo Borsellino, intervento a Casa Professa, 25 giugno 1992.)

Chi è indicato come “erede” in una polizza vita riceve davvero il capitale?⚖️ La Corte di Cassazione, con sentenza n. 10...
22/05/2026

Chi è indicato come “erede” in una polizza vita riceve davvero il capitale?
⚖️ La Corte di Cassazione, con sentenza n. 10382 del 2026, ha chiarito un principio importante.

👉 Nel caso esaminato, un assicurato aveva designato come beneficiari della polizza gli “eredi testamentari o, in mancanza, gli eredi legittimi”.

Nel testamento aveva lasciato la quasi totalità del patrimonio ai figli e soltanto un residuo di denaro contante alle sorelle. Dopo la morte, le sorelle hanno rivendicato il capitale della polizza sostenendo di essere eredi testamentari.
✅ La Cassazione ha confermato invece che spetta ai figli.

La Corte ha ricordato che la designazione del beneficiario nella polizza vita è un atto inter vivos con effetti post mortem (art. 1920, secondo comma, Codice Civile). Quando si indica genericamente “gli eredi”, si deve fare riferimento a chi riveste effettivamente tale qualità al momento della morte dell’assicurato, secondo il titolo successorio prescelto (eredità a titolo universale). Non rientrano invece i legatari, ossia coloro ai quali sono stati attribuiti beni determinati senza la qualità di eredi.

📃 La sentenza sottolinea che ciò che conta è la sostanza delle disposizioni testamentarie, non la qualificazione formale data dal testatore.
👨‍⚖️ Il giudice deve interpretare la volontà complessiva del defunto, valorizzando sia l’elemento letterale che quello logico, in ossequio al principio di conservazione del testamento.

Questo orientamento garantisce maggiore certezza nella individuazione dei beneficiari delle polizze vita e riduce il contenzioso tra eredi e legatari.

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Un versamento o un acquisto intestato al coniuge o al convivente è sempre considerata una donazione? Non necessariamente...
18/05/2026

Un versamento o un acquisto intestato al coniuge o al convivente è sempre considerata una donazione? Non necessariamente.

⚖️ La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10388 del 20 aprile 2026, ha ribadito che per configurare una donazione indiretta serve una prova rigorosa dell’intenzione di donare (animus donandi).

👉 Nel caso esaminato, una moglie aveva acquistato un’autovettura con denaro proprio ma l’aveva intestata al marito durante il matrimonio. Dopo la separazione, ha chiesto la restituzione delle somme sostenute, negando ogni intento liberale.
❌ La Corte d’Appello aveva invece qualificato l’operazione come donazione indiretta (art. 809 c.c.), irripetibile. La Cassazione ha cassato la sentenza con rinvio.

☝️ La Corte ha precisato che, nei rapporti tra coniugi o conviventi di fatto, le attribuzioni patrimoniali si presumono compiute nell’adempimento dei doveri di contribuzione e solidarietà familiare (art. 143 c.c.), non per spirito di liberalità.

⚠️ L’animus donandi non può essere desunto in via automatica o presuntiva dal solo rapporto affettivo: deve essere provato rigorosamente da chi invoca la donazione, attraverso circostanze concrete e inequivoche.

La pronuncia si inserisce in un orientamento consolidato della Cassazione, che distingue nettamente le contribuzioni familiari (irripetibili) dalle vere donazioni indirette. Questo principio tutela i coniugi e i conviventi da presunzioni indebite e chiarisce i confini tra sostegno familiare e atti di liberalità.

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Una lite tra condomini deve essere discussa nel tribunale di competenza del luogo in cui si trova il condominio? 🏢 Non s...
05/05/2026

Una lite tra condomini deve essere discussa nel tribunale di competenza del luogo in cui si trova il condominio? 🏢 Non sempre.
⚖️ La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 3719 del 18 febbraio 2026, sez. II civile, ha chiarito i confini del foro speciale previsto per le cause condominiali.

📃 L’art. 23 del Codice di Procedura Civile stabilisce che le cause tra condomini relative ai rapporti derivanti dalla proprietà o dall’uso delle parti comuni dell’edificio si discutono davanti al giudice del luogo dove si trova l’immobile. Questo foro speciale ed esclusivo si applica anche alle controversie per danni arrecati alla proprietà individuale di un condomino da opere o omissioni riguardanti le parti comuni.

❌ Tuttavia, la Cassazione ha escluso l’applicazione di questo foro speciale nelle liti tra i condomini (o il condominio) e l’amministratore concernenti l’adempimento degli obblighi derivanti dall’incarico. In questi casi, ciascuna parte agisce per tutelare un interesse personale, non un interesse condominiale. Pertanto, si applicano i criteri generali di competenza per territorio (artt. 18, 19 e 20 c.p.c.).

👉 Nella fattispecie, l’azione promossa dal condominio contro l’amministratore uscente per ottenere il rendiconto della gestione e la restituzione di somme e documenti non rientra nella materia condominiale. Si tratta di una controversia di natura contrattuale tra il condominio e il professionista, soggetta alle regole ordinarie di competenza.

La pronuncia della Cassazione delimita con chiarezza l’ambito di applicazione del foro condominiale, distinguendo le controversie tra condomini da quelle tra condominio e amministratore.

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Una rinuncia all’eredità può essere revocata tacitamente? 🤔⚖️ La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 6803 del 21 marzo...
29/04/2026

Una rinuncia all’eredità può essere revocata tacitamente? 🤔
⚖️ La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 6803 del 21 marzo 2026, ha risposto di no, confermando che serve la stessa forma solenne della rinuncia.

📃 L’art. 519 del Codice Civile stabilisce che la rinuncia all’eredità deve essere fatta per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, a pena di nullità.
📃 L’art. 525 c.c. prevede invece che la rinuncia possa essere revocata, purché non sia scaduto il termine per accettare l’eredità e questa non sia stata acquistata da altri.

👉 La questione dibattuta riguardava la possibilità di revocare la rinuncia in modo tacito, attraverso un comportamento concludente incompatibile con la volontà di rinunciare (ad esempio accettando l’eredità di fatto). Esistevano due orientamenti contrastanti: uno che ammetteva la revoca tacita e un altro che la escludeva.

La Cassazione ha aderito alla tesi più rigorosa, sostenendo che, poiché la rinuncia richiede forma solenne, anche la sua revoca deve rispettare la stessa formalità. Una revoca tacita non sarebbe quindi ammissibile, perché non garantirebbe la stessa certezza e pubblicità dell’atto di rinuncia.

✅ La pronuncia della Cassazione rafforza il principio di solennità degli atti successori, tutelando la certezza dei rapporti giuridici e impedendo interpretazioni ambigue sui comportamenti dei chiamati all’eredità.

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Oggi 25 Aprile festeggiamo la liberazione d'Italia. Nel 1945 gli Italiani si liberavano dal fascismo e dal nazismo. La s...
25/04/2026

Oggi 25 Aprile festeggiamo la liberazione d'Italia.

Nel 1945 gli Italiani si liberavano dal fascismo e dal nazismo. La seconda Guerra Mondiale per noi italiani finì quel giorno.

Questa data simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l'avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.

Una data che da allora è il simbolo della Liberazione per il nostro paese, attuata dalle forze armate alleate, dall'Esercito Cobelligerante Italiano ed anche dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943.

Entro il 1º maggio tutta l'Italia settentrionale fu liberata: il 21 aprile Bologna, poi il 23 Genova e in seguito, il 28 aprile, Venezia.

La Liberazione mise così fine a vent'anni di dittatura e a cinque anni di una lunghissima guerra.

Buon 25 aprile dallo Studio Colangeli! 💚🤍❤️

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Le quote di una SRL possono avere diritti diversi tra loro? ✅ Sì, ed è uno strumento molto utile. ⚖️ La Corte di Cassazi...
21/04/2026

Le quote di una SRL possono avere diritti diversi tra loro?
✅ Sì, ed è uno strumento molto utile.

⚖️ La Corte di Cassazione e la dottrina hanno chiarito più volte la portata dell’articolo 2468, terzo comma, del Codice Civile, che consente all’atto costitutivo di attribuire a singoli soci “particolari diritti riguardanti l’amministrazione della società o la distribuzione degli utili”.

Questi diritti particolari, detti anche “diritti speciali”, permettono di personalizzare la governance e la ripartizione dei benefici senza modificare le quote di partecipazione al capitale.

Possono essere di natura amministrativa (ad esempio il diritto di nominare uno o più amministratori, poteri di veto su certe decisioni, approvazione preventiva dei trasferimenti di quote o diritto di prelazione) oppure patrimoniali (quota privilegiata sugli utili, priorità nella distribuzione del residuo di liquidazione, o diritti legati al raggiungimento di obiettivi di performance).

👉 L’introduzione, la modifica o la soppressione di tali diritti richiedono sempre il consenso unanime di tutti i soci. Inoltre, i soci dissenzienti hanno diritto di recesso ai sensi dell’art. 2473 c.c.

Nella pratica, i diritti particolari sono molto usati in tre ambiti principali:
- nella pianificazione successoria delle imprese familiari, per concentrare i poteri gestori su alcuni eredi mantenendo parità economica;
- nelle operazioni di venture capital, per tutelare gli investitori con diritti di veto o privilegi senza alterare le percentuali di capitale;
- nei piani di incentivazione manageriale, per legare parte dei benefici al raggiungimento di risultati.

Si tratta di uno strumento di grande flessibilità, che consente di bilanciare interessi diversi all’interno della stessa società, sempre nel rispetto dei limiti posti dalla legge.

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Un alloggio del portiere può diventare bene comune tra i condomini? 🏢La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6620 del 19...
15/04/2026

Un alloggio del portiere può diventare bene comune tra i condomini? 🏢
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6620 del 19 marzo 2026, ha chiarito che sì, quando perde la sua funzione originaria.

Nel caso esaminato, un condomino aveva acquistato un appartamento e, rivendendolo, si era riservato la quota millesimale sui locali della portineria e dell’alloggio del portiere. Questi locali non erano più utilizzati come abitazione del portiere, ma erano stati messi a reddito. L’acquirente ha chiesto lo scioglimento della comunione ordinaria e la vendita all’asta del bene.

⚖️ Il Tribunale e la Corte d’Appello avevano rigettato la domanda, sostenendo che servisse una delibera unanime dei condomini. La Cassazione ha invece accolto il ricorso.

📃 a Corte ha ricordato che i locali per il portiere sono parti comuni ex art. 1117, comma 2, c.c. Tuttavia, quando perdono la destinazione condominiale, non servono più per il servizio comune e diventano oggetto di comunione ordinaria (artt. 1100 e seguenti c.c.). In questo caso, ciascun partecipante può chiedere lo scioglimento della comunione ai sensi dell’art. 1111 c.c.

Il venir meno della destinazione a uso condominiale può risultare anche da una volontà tacita o dall’uso concreto e costante dei condomini, senza necessità di una delibera assembleare formale. La sentenza ribadisce che la natura del bene si determina in base alla sua effettiva funzione, non solo dal regolamento o dagli atti di provenienza.

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🏡 Sogni di acquistare casa o ristrutturarla nel 2026?Il panorama dei bonus fiscali per la casa è cambiato ancora una vol...
12/04/2026

🏡 Sogni di acquistare casa o ristrutturarla nel 2026?

Il panorama dei bonus fiscali per la casa è cambiato ancora una volta. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e 2026, tra cui la forte ridefinizione del Superbonus e l’omogeneizzazione delle aliquote per Bonus Edilizio, Ecobonus e Sismabonus, orientarsi è diventato ancora più importante.

Per questo il Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori hanno aggiornato la guida “Immobili e bonus fiscali 2026”: uno strumento chiaro, pratico e costantemente aggiornato che ti aiuta a districarti tra norme complesse, aliquote, regole di cumulabilità e opportunità ancora disponibili.

Dalla prima edizione del 2021 la guida ha già ricevuto 23 aggiornamenti. Quella del 2026 è stata completamente rivista sia nei contenuti che nel formato per riflettere le importanti modifiche legislative degli ultimi due anni.

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Buona lettura!

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Tantissimi auguri di Buona Pasqua 🐣🕊️ da tutto lo staff dello Studio Colangeli. 🌈🗓️ Lo Studio riaprirà Mercoledì 8 april...
04/04/2026

Tantissimi auguri di Buona Pasqua 🐣🕊️ da tutto lo staff dello Studio Colangeli. 🌈

🗓️ Lo Studio riaprirà Mercoledì 8 aprile

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Via Luigi Einaudi N. 6/A
Fano
61032

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
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