11/12/2020
Oggi vi racconto una storia.
Una storia epica.
Non perché effettuata da me che sono un quisque de populo ma perché l'operato dell'Agenzia delle Entrate alle volte ricalca i passi di personaggi epici.
In buona sostanza l’Agenzia delle Entrate, quasi ad emulare l’Eneide di Virgilio, ha utilizzato come celebre cavallo di T***a la fase di accertamento con adesione per disconoscere la contabilità di una mia Società Assistita e recuperare a tutti i costi dell’IVA non dovuta.
I probi Achei funzionari dell’Agenzia delle Entrate, avrebbero tentato pertanto di introdurre, non di certo soddisfatti di aver perso l’occasione di recuperare imposte risultate non dovute in base a quanto prodotto in fase prodromica al contenzioso, il famigerato cavallo di T***a disconoscendo documenti che nulla avevano a che fare nelle motivazioni e con i poteri conferiti in accertamento oggetto di contezioso.
Purtroppo per la stessa Agenzia, nonostante il tentativo effettuato dall’Amministrazione Finanziaria fosse abile, stavolta la storia dovrà avere un epilogo differente, anche perché il sottoscritto Legale nonostante il nome aulico di autore latino non è lo stesso di Virgilio.
In soldoni quanto effettuato da parte dell’Agenzia delle Entrate in fase di adesione, una volta acclarato l’errore di compilazione del rigo in luogo di un altro, è risultato essere illegittimo per eccesso di potere.
Tale operato è stato correttamente ripreso e condannato inoltre con condanna alle spese per Euro 3.370,00 oltre accessori che l'Ade dovrà pagare.