25/07/2024
La Corte Costituzionale riconosce al convivente di fatto lo status di familiare, dichiarando incostituzionali ed illegittimi gli articoli 230-bis e 230-ter del codice civile, introdotti dalla Legge n. 76/2016 (cosiddetta Legge Cirinnà).
Con Sentenza n. 148/2024, pubblicata oggi, 25 luglio 2024, la Corte Costituzionale, operando un’interpretazione costituzionalmente e convenzionalmente orientata, ha dichiarato che il convivente di fatto è un familiare.
Con una dettagliata ricostruzione normativa e giurisprudenziale, la Consulta ha rilevato che in una società profondamente mutata – stante la convergente evoluzione sia della normativa nazionale, sia della giurisprudenza costituzionale, comune ed europea, che ha riconosciuto piena dignità alla famiglia composta da conviventi di fatto – i diritti fondamentali della persona devono essere riconosciuti a tutti senza distinzioni, sia alle coppie unite in matrimonio sia a quelle legate da una convivenza di fatto.
La Corte - nel sottolineare che la tutela del lavoro è strumento di realizzazione della dignità di ogni persona, sia come singolo che quale componente della comunità, a partire da quella familiare - ha ritenuto, pertanto, irragionevole la mancata inclusione del convivente di fatto nell’impresa familiare.