28/07/2021
Viva Lidia e Viva Torino.
Oggi sarà scoperto, alla presenza della Sindaca di Torino, Chiara Appendino, il cippo commemorativo voluto dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino e posizionato nei giardini del Palazzo di Giustizia per , prima del Regno d’Italia. Iscritta all’Albo di Torino nel 1883, rimossa subito dopo per volontà della Corte d’Appello, e infine riammessa nel 1920 dopo una lunga battaglia.
Ecco la storia: Lidia si laurea in giurisprudenza il 17 giugno 1881 con una tesi sulla condizione femminile e sul diritto di voto. Superati gli esami per diventare procuratore legale, chiede di entrare nell'Ordine degli Avvocati di Torino. La richiesta suscita polemiche, ma non essendoci un divieto specifico, viene accolta a maggioranza: Lidia Poët è la prima donna iscritta all'ordine. E' il 9 agosto 1883. Ma il procuratore del Re presso la Corte d’Appello di Torino si oppone. Ecco la motivazione: “Ponderando attentamente la lettera e lo spirito di tutte quelle leggi che possono aver rapporto con la questione in esame, ne risulta evidente esser stato sempre nel concetto del legislatore che l’avvocheria fosse un ufficio esercibile soltanto da e nel quale non dovevano punto immischiarsi le ”. Il testo contiene altre simili stupidaggini. Lidia Poët è avvocata sì, ma non può esercitare la sua . Lei allora comincia a collaborare con il fratello Enrico e si dedica a fare della sua lotta la lotta di tante. Solo alla fine della prima guerra mondiale esce una legge, la n. 1179 del 17 luglio 1919, che autorizza le donne ad entrare nei pubblici uffici (con l'eccezione della magistratura). Lidia Poët nel 1920, all'età di 65 anni entra finalmente nell'Ordine, è ufficialmente avvocata. Lei comunque ha vissuto. Densamente, viaggiando, passando attraverso il mare di contraddizioni che il mondo le ha posto di fronte.
Noi di ringraziamo la sua forza e vogliamo che il suo nome e la sua storia vivano di nuovo.
(grazie a Farfalla Pensante)