Angelo Greco

Angelo Greco Avvocato, imprenditore, scrittore. Fondatore e direttore di laleggepertutti.it

In Italia il futuro di un bambino dipende sempre più dal luogo in cui nasce. La nuova indagine del Sole 24 Ore mostra un...
02/06/2026

In Italia il futuro di un bambino dipende sempre più dal luogo in cui nasce. La nuova indagine del Sole 24 Ore mostra un Paese spaccato: ci sono territori dove scuole, parchi, palestre, centri culturali e servizi sanitari sono raggiungibili a piedi in pochi minuti, e altri dove ogni attività diventa una corsa a ostacoli.

Non conta solo quanti servizi esistono, ma quanto siano vicini e accessibili. Dove esistono reti sociali forti, sicurezza e senso di comunità, i ragazzi crescono con maggiori opportunità e aspettative. Dove invece mancano spazi, sostegno e inclusione, aumentano isolamento, povertà educativa e dispersione scolastica.

Il paradosso è che anche nelle città considerate più vivibili esistono periferie dimenticate. Secondo Save the Children, un minore su dieci nelle città metropolitane vive in aree di forte disagio socio-economico, dove si concentra oltre il 40% delle famiglie in povertà relativa e l’abbandono scolastico raddoppia.

Per questo la qualità della vita dei giovani dovrebbe diventare il vero metro con cui giudicare le politiche pubbliche. Servono spazi educativi di prossimità, aperti tutto l’anno, e decisioni politiche che valutino sempre l’impatto sulle nuove generazioni.

Perché se un territorio non è vivibile per un bambino, prima o poi non lo sarà più per nessuno.


Sei d’accordo che in Italia conti molto il luogo in cui nasci per fare carriera?

Non spetta all’inquilino ritinteggiare l’appartamento in affitto salvo in due casi: se è scritto nel contratto o se ha u...
01/06/2026

Non spetta all’inquilino ritinteggiare l’appartamento in affitto salvo in due casi: se è scritto nel contratto o se ha usato l’appartamento in modo negligente danneggiandolo

01/06/2026

Hai rinunciato a un’eredità piena di debiti… ma poi usi l’auto del defunto o prelevi soldi dal suo conto? Attenzione: molti pensano che questo basti a farti tornare erede e quindi a obbligarti a pagare tutti i debiti lasciati dal defunto. Ma è davvero così?

La legge prevede che l’eredità possa essere accettata anche tacitamente, cioè con comportamenti che dimostrano la volontà di diventare erede. Ad esempio usando i beni ereditari come se fossero propri. Però c’è una differenza fondamentale tra accettazione dell’eredità e revoca della rinuncia.

Infatti, mentre l’accettazione può avvenire anche in modo tacito, la revoca della rinuncia NO. La giurisprudenza è chiara: chi ha già rinunciato all’eredità non può tornare erede con semplici comportamenti informali. Serve necessariamente un atto formale davanti al notaio oppure in cancelleria del tribunale.

Tradotto in parole semplici? Se hai rinunciato all’eredità, il fatto che tu utilizzi alcuni beni del defunto non significa automaticamente che hai revocato la rinuncia. E quindi i creditori del defunto non possono bussare alla tua porta pretendendo il pagamento dei debiti solo per questo motivo.

Naturalmente ogni situazione va valutata con attenzione, soprattutto quando ci sono movimenti di denaro o gestione di patrimoni ereditari. Ma il principio generale è molto importante: la revoca della rinuncia all’eredità non può mai avvenire tacitamente.

Dal 1° luglio 2026 cambia completamente il sistema dei fondi pensione.Ma attenzione: la riforma NON riguarda tutti allo ...
31/05/2026

Dal 1° luglio 2026 cambia completamente il sistema dei fondi pensione.
Ma attenzione: la riforma NON riguarda tutti allo stesso modo.

Se sei già assunto prima del 1° luglio, non cambia automaticamente nulla:
• non entri d’ufficio nel fondo pensione
• il tuo Tfr non viene spostato automaticamente
• non sei obbligato a fare nuove scelte

La vera novità riguarda soprattutto chi verrà assunto per la prima volta nel settore privato DOPO il 1° luglio 2026.

Per questi lavoratori scatterà il cosiddetto “silenzio-assenso”.
Tradotto in italiano semplice: se non fai nulla entro 60 giorni dall’assunzione, entrerai automaticamente nel fondo pensione previsto dal tuo contratto di lavoro.

E che cosa succede?
• il Tfr finirà nel fondo pensione
• entreranno anche i contributi previsti
• i soldi verranno investiti nei mercati finanziari

Chi NON vuole aderire dovrà invece comunicarlo chiaramente entro 60 giorni.
Altrimenti l’iscrizione partirà automaticamente.

La riforma punta molto sulla previdenza complementare perché lo Stato sa benissimo una cosa: per molti giovani la pensione pubblica futura potrebbe essere troppo bassa.

Ci sono però anche vantaggi fiscali:
• tassazione ridotta dal 15% fino al 9%
• deduzioni fiscali sui versamenti
• contributi aggiuntivi del datore di lavoro

Ma ci sono anche rischi, perché i soldi vengono investiti e i rendimenti non sono garantiti.

In pratica il messaggio è chiarissimo:
la pensione futura dipenderà sempre di più dalle scelte personali fatte durante la vita lavorativa.

31/05/2026

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30/05/2026

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30/05/2026

Il datore non può assegnarti a mansioni inferiori se diventi inabile alle precedenti attività se prima non verifica la sussistenza di mansioni equivalenti a parità di stipendio

I dati INVALSI dimostrano una società di giovani sempre più ignoranti. Il sud peggio del nord.
29/05/2026

I dati INVALSI dimostrano una società di giovani sempre più ignoranti. Il sud peggio del nord.

29/05/2026

Ti tamponano. Ti buttano a terra. Ti lasciano ferito sull’asfalto. E poi scappano.

È quello che sarebbe successo nel caso che vede coinvolta Belén Rodríguez, denunciata per omissione di soccorso dopo un incidente avvenuto nel centro di Milano. Ma attenzione: prima dei processi mediatici, bisogna capire cosa dice davvero la legge.

Molti pensano che basti verificare che “nessuno si sia fatto male” per poter andare via. Non è così.

Quando in un incidente ci sono feriti, anche lievi, la legge impone di fermarsi e attendere la polizia. Se te ne vai senza fornire le tue generalità, rischi il reato di fuga. E non importa che l’altro conducente dica “sto bene”: non sei tu a decidere se il sinistro abbia conseguenze.

C’è poi un secondo obbligo, ancora più importante: prestare assistenza. E attenzione, assistere non significa improvvisarsi medico o fare manovre eroiche. Significa chiamare i soccorsi, verificare le condizioni dei feriti, attivare il 118. Se non lo fai, scatta il reato di omissione di soccorso.

Diverso invece il caso del semplice danno materiale. Se urti un’auto parcheggiata o rompi uno specchietto e scappi senza lasciare i dati, non commetti un reato ma una violazione amministrativa: una multa che può superare i mille euro.

Ma la domanda che tutti si fanno è un’altra: “Se non c’era la polizia, basta la denuncia di un passante?”

Qui la risposta cambia completamente.

Per le semplici multe stradali, come divieto di sosta o eccesso di velocità, serve l’accertamento di un pubblico ufficiale. Il cittadino non può trasformarsi in vigile urbano con una foto fatta dal cellulare.

Se invece si tratta di un reato – come omissione di soccorso o guida in stato di ebbrezza – allora sì: qualsiasi cittadino può denunciare i fatti alle autorità. E la magistratura può procedere anche solo sulla base delle testimonianze.

Perché davanti ai reati, la legge non chiede il silenzio dei passanti. Chiede responsabilità.

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