08/12/2019
Il ruolo della famiglia nella devianza (continuazione)
La maggiorparte delle prime ricerche sull'argomento mostra che i giovani provenienti da famiglie disgregate sono molto più coinvolti nella delinquenza rispetto a quelli che vivono in famiglie intatte.
In seguito altre ricerche hanno dimostrato l'importanza della stabilità, ma soprattutto della coesione della famiglia nella protezione dei figli dalla delinquenza.
Recentemente Aebi ha fatto una ricerca su un campione casuale di 970 giovani di età compresa tra i 14 e i 21 anni per valutare la relazione tra la struttura familiare e i più frequenti comportamenti devianti dei giovani che distingue in 5 categorie:
1) il furto (di denaro, di oggetti o di veicoli);
2) i comportamenti violenti (danneggiamento, porto d'armi, minacce, partecipazione a risse, lesioni volontarie, incendi);
3) la devianza legata alle sostanze stupefacenti (consumo o vendita di droghe leggere o pesanti);
4) la devianza tipicamente giovanile (guida senza patente, graffiti);
5) gli altri comportamenti problematici (fughe, assenteismo da scuola).
I risultati della ricerca mostrano che l'impatto della disgregazione della famiglia è significativo solo per alcune condotte giovanili di tipo deviante, mentre per i comportamenti più gravi di tipo delinquenziale, essa è molto più debole o addirittura inesistente. In particolare è stata riscontrata una correlazione elevata della rottura familiare con l'uso di droghe leggere, ed una correlazione molto bassa con i reati violenti.
Per quanto concerne il motivo della disgregazione familiare, dalle ricerche effettuate risulta che il suo impatto è lievemente più forte, ma in misura non significativa, quando essa deriva dalla separazione dei genitori piuttosto che dalla morte di essi. La ragione di tale differenza risiede però nella conflittualità e nella ostilità che accompagnano la separazione coniugale o il divorzio piuttosto che nell'atto in sè: tanto è vero che un elevato livello di conflittualità ha una relazione significativa con problemi di tipo scolastico, con comportamenti devianti, con problemi di tipo psicopatologico come l'iperattività e la depressione.
Mentre solitamente la separazione o il divorzio con un basso livello di conflittualità rappresenta solo un periodo di crisi transitoria tra un equilibrio familiare ed un altro durante il quale le relazioni familiari si modificano, con la necessità di continui adattamenti alle nuove realtà.
È importante inoltre valutare i cambiamenti di status economico a cui vanno incontro i genitori separati, poichè il divorzio può comportare, tra altro, un abbassamento del livello economico del nucleo familiare in cui vive il minore.
Nell'ambito delle famiglie disgregate, infine, gli autori confrontano quelle ricostituite con quelle monoparentali, ma non rilevano un più elevato livello di delinquenza nelle prime, anche se l'inserimento nella famiglia di un nuovo componente in qualità di sostituto genitoriale può aumentare l'effetto della rottura familiare sulla devianza giovanile aggiungendo nuovi motivi di conflittualità oltre a quelli già esistenti.