Studio Legale Viva

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25/12/2017

BUON NATALE ai circa mille innocenti che sono finiti in carcere anche quest’anno e che per questo sono stati risarciti dallo Stato.

BUON NATALE ai loro familiari e ai loro cari, costretti a subire indirettamente il torto più grande: la privazione della libertà senza colpa.

BUON NATALE a tutti coloro che sono ancora in carcere senza essere riusciti a dimostrare la propria innocenza.

È per tutti loro - e per le vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione che verranno - che continueremo a lavorare. Come sempre.

20/12/2017

La Corte di Cassazione penale, sez. V, con la sentenza n. 49016 analizza il valore probatorio delle conversazioni svoltesi su Whatsapp La Corte di Cassazione, sez. V penale con la

04/12/2017

Quali sono le agevolazioni per i sussidi informatici per i soggetti disabili

03/12/2017

I della italiana: 1240 conferiti ai magistrati italiani solo negli ultimi 12 mesi

Mentre il Governo propone ciclicamente riforme del processo penale e civile nel tentativo di migliorarne l'efficienza, vi sono tantissimi magistrati (oltre ai 187 fuori ruolo che non svolgono alcun compito) che assolvono altri ed impegnativi incarichi professionali (consulenze, docenze, magistratura tributaria...)
oltre quelli cui sono naturalmente preposti.

Sarebbe forse il caso di un intervento restrittivo sul punto ?

Al link sottostante gli elenchi:

http://www.csm.it/web/csm-internet/magistratura/ordinaria/pianta-organica/albo-incarichi-extragiudiziari

Processo mediatico e dintorni...
27/10/2017

Processo mediatico e dintorni...

27/10/2017 L'UCPI e l'osservatorio sull'informazione giudiziaria: chi gestisce i trailer giudiziari? Richieste le circolari misteriose che governano la produzione dei video sui processi penali RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI EX LEGE 241/1990 L'Unione delle Camere Penali Italiane, organismo di rappres...

02/08/2017

NARDO’ (Lecce) – Energia a sbafo con la classica tecnica della calamita sul contatore. E nei guai finisce un insospettabile: P.R., 53 anni, di Nardò, titolare di un opificio del posto. Il suo nome compare nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a firma del pubblico ministero Donatina B...

01/08/2017

SANT'ALFONSO MARIA DE LIGUORI PATRONO DEGLI AVVOCATI

Il Santo di oggi 1.8.2017 è Sant'Alfonso Maria de Liguori (Napoli 27.9.1696-Nocera 1.8.1787); Avvocato, Vescovo, filosofo, musicista, fondatore della Congregazione dei Redentoristi. Esercito' la professione forense dal 1715 al 1723 formulando i principi fondativi dell'etica forense. È considerato Patrono Ufficiale degli Avvocati Italiani.

Nelle Sue "Regole Morali" dell'Avvocato da "Degli obblighi de' giudici, Avvocati, accusatori e rei".

"Non bisogna accettare mai cause ingiuste, perché sono perniciose per la coscienza e pel decoro.
Non bisogna difendere una causa con mezzi illeciti e ingiusti.
Non si deve aggravare il cliente di spese indoverose, altrimenti resta all'Avvocato l'obbligo della restituzione.
Le cause dei clienti si devono trattare con quel l'impegno con cui si trattano le cause proprie.
È necessario lo studio dei processi per dedurne gli argomenti validi alla difesa della causa.
La dilazione e la trascuratezza negli Avvocati spesso dannifica i clienti e si devono rifare i danni, altrimenti si pecca contro la giustizia.
L'Avvocato deve implorare da Dio l'aiuto nella difesa, perché Dio è protettore della giustizia.
Non è lodevole un Avvocato che accetta molte cause superiori ai suoi talenti, alle sue forze, e al tempo, che spesso gli mancherà per prepararsi alla difesa.
La giustizia e l'onesta' non devono mai separarsi dagli avvocati cattolici, anzi si devono sempre custodire come la pupilla degli occhi.
Un Avvocato che perde una causa per sua negligenza si carica dell'obbligazione di rifar tutti i danni al suo cliente.
Nel difender le cause bisogna essere verifico, sincero, rispettoso e ragionato.
I requisiti di un Avvocato sono la scienza, la diligenza, la verità, la fedeltà e la giustizia".

06/06/2017

Dopo via Brenta, continua con successo nel Tribunale di Viale De Pietro la raccolta firme promossa dalla Camera Penale di Lecce

25/05/2017

La Giunta UCPI, con le quattro precedenti delibere di astensione, ha denunciato i limiti della riforma del processo penale di iniziativa governativa. Ancora una volta, anche con il DDL di riforma della legittima difesa e con la introduzione del reato di tortura, disattendendo le indicazione dell’avv...

22/05/2017
13/05/2017

La pillola del 13 maggio 2017
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: NOI SIAMO L’ECCEZIONE, NON LA REGOLA
11mila firme: questo lo strepitoso risultato raccolto dalle Camere penali italiane nella sola prima settimana dal lancio ufficiale della campagna di raccolta delle firme a sostegno della legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti. Strepitoso perché ottenuto da una federazione di associazioni territoriali strutturalmente non attrezzate per sostenere e gestire iniziative schiettamente politiche quale questa in corso; strepitoso perché frutto della iniziativa di poco più di un terzo, ad oggi, delle Camere penali.
Obiettivo ancora lontanissimo, certo, ma il dato colpisce, a conferma che il tema suscita grande attenzione e coinvolgimento, e che si tratta di un tema, possiamo dirlo, popolare (come d’altronde avevano già provveduto a dimostrare, nell’ultimo quindicennio, le iniziative referendarie radicali).
Sarebbe davvero un grande passo avanti se questa iniziativa, non a caso concepita e voluta libera da ogni ipoteca politica, al prezzo consapevole di una conseguente, maggiore debolezza organizzativa, raggiungesse un primo, fondamentale risultato: e cioè quello di guadagnare a questo importante e delicatissimo tema almeno la decenza di un confronto di idee civile, leale, scevro dalle consuete mistificazioni.
Sarebbe bello, dunque, che ci si potesse finalmente confrontare su questo prospettato riassetto ordinamentale e costituzionale senza doversi misurare con l’intollerabile sfregio dell’essere additati –i sostenitori della separazione delle carriere- come gli eredi del disegno politico di Licio Gelli, o come coloro che puntano ad una magistratura inquirente ridotta a cagnolino ubbidiente del potere esecutivo.
Anche perché, se mai riuscissimo a restituire a questo importante confronto l’onestà intellettuale che gli è indispensabile, sarebbe finalmente possibile comprendere, per esempio, cosa gli oppositori di questa riforma pensino degli assetti ordinamentali vigenti nella gran parte delle democrazie occidentali.
Il Prof. Michele Caianiello, ordinario di procedura penale nell’Università di Bologna, ospite ieri sera della trasmissione settimanale su Radio Radicale da cui origina questa piccola rubrica, ha in pochi minuti tratteggiato, con disarmante semplicità, una panoramica comparativa bastevole da sola a liquidare ogni possibile mistificazione.
Le soluzioni ordinamentali –ci ha ricordato il prof. Caianiello- sono molto variegate, ma tutte prevalentemente caratterizzate dalla separazione tra magistratura requirente e magistratura giudicante. In Inghilterra fino al 1986 l’attività inquirente era addirittura riservata alla Polizia; poi si è aggiunta ad essa la figura di un avvocato, dunque non un magistrato togato, che governa e controlla l’attività di indagine della Polizia. Allo stesso modo negli Stati Uniti la funzione dell’ufficio di Accusa è affidata agli avvocati, a livello statale con sistema elettivo, ed a livello federale per nomina Presidenziale. In Germania ed in Francia, altri due colossi della democrazia occidentale, i Pubblici Ministeri sono togati, ma sottoposti all’esecutivo e con carriere separate, ovviamente, dai magistrati giudicanti. E così in Polonia, ed in molti altri stati europei.
La proposta di legge delle Camere Penali Italiane non prevede, per sovrappiù, in nessun modo la sottoposizione del Pubblico Ministero all’esecutivo. L’indipendenza è un valore condiviso e garantito dalla previsione di un doppio CSM; mentre l’azione penale rimane obbligatoria, ma temperata dalla indicazione delle priorità di politica criminale rimesse non certo all’esecutivo, ma al potere legislativo, cioè all’organo che esprime la sovranità della volontà popolare in ogni società democratica.
Insomma, basta guardarsi intorno per comprendere che la vera anomalia, il sistema ordinamentale davvero eccezionale è esattamente il nostro. L’idea che il Giudice, che la Costituzione vuole equidistante dalle parti, sia composto da Colleghi dei magistrati del Pubblico Ministero, accomunati dal medesimo concorso, dalla medesima formazione, dal medesimo organo di autogoverno, è una anomalia tutta italiana. Chi difende questo sistema, invocando altrimenti catastrofi democratiche, dovrà spiegare con chiarezza come mai queste catastrofi non si registrano in quelle grandi democrazie europee che abbiamo solo a titolo di esempio ricordato; e se dunque, al contrario, non si debba riflettere sulla catastrofe democratica del nostro sistema, dove le Procure della Repubblica decidono le sorti politiche di un Paese; e dove l’unica indipendenza ancora da conquistare è proprio quella dei Giudici dai propri Colleghi Pubblici Ministeri. Firmate, firmate, firmate.

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