Studio Legale Avv. Stefania Zisa

Studio Legale Avv. Stefania Zisa Diritto civile, il ricevimento avviene tramite prenotazione telefonica

20/12/2022

"Molte professioni possono farsi con il cervello e non con il cuore; ma l’avvocato no! L’avvocato non può essere un puro logico né un ironico scettico, l’avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sé; assumere su di sé i loro dolori e sentire come sue le loro ambascie. Per questo amiamo la nostra toga; per questo vorremmo, che quando il giorno verrà, sulla nostra bara sia posto questo cencio nero al quale siamo affezionati, perché sappiamo che esso è servito ad asciugare qualche lacrima, a risollevare qualche fronte, a reprimere qualche sopruso e soprattutto a ravvivare nei cuori umani la fede, senza la quale la vita non merita di essere vissuta, nella vincente giustizia”
(Piero Calamandrei)

28/04/2022

RNF📌 INFORMA📣


⚖️Il cognome del padre ai figli non è più automatico. "Discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre".

♦️Così la Corte costituzionale con una sentenza alla luce della quale la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell'ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due⚖️.

15/03/2022

RNF 📌AVVOCATO

08/03/2022

Avvocati di altri tempi: Lidia Poet, la prima donna avvocato.
Ricordiamo la figura di Lidia Poet, una delle prime donne a laurearsi in Italia in Giurisprudenza, per la caparbietà e la straordinaria determinazione con le quali difese il diritto di esercitare la professione di avvocata.
Nel 1881, Lidia Poet si laurea col massimo dei voti a Torino. Dopo due anni di pratica legale, supera l’esame di abilitazione e presenta all’Ordine degli Avvocati la domanda per essere iscritta all’albo degli Avvocati e dei procuratori legali.
In assenza di norme che escludessero le donne dalla professione di Avvocato, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino iscrive la Poët, prima donna in Italia, all’albo degli Avvocati (con 8 voti favorevoli e 4 contrari).
La comparsa di alcuni articoli , di natura polemica e prettamente sessista, contro la presenza di una donna nell'albo professionale crearono le condizioni per impugnare il provvedimento di ammissione.
La Corte d’Appello di Torino, su ricorso del Procuratore Generale del Re annulla l’iscrizione sull’assunto che la professione forense fosse un pubblico ufficio e come tale vietato alle donne. Anche la Cassazione, successivamente adita dalla Poët, conferma l’esclusione delle donne dalla professione di avvocato.
“L’avvocheria è un ufficio esercitabile soltanto da maschi e nel quale non devono immischiarsi le femmine”.
L'estratto del pronunciamento della Corte d'Appello di Torino.
Dopo la sentenza Lidia Poet rilascia una intervista al Corriere della Sera il 4 dicembre 1883 dove esclama ironicamente: “I miei avversari hanno un concetto assai strano delle loro mogli, delle loro sorelle, delle loro madri. Essi parlano sempre della donna come di cosa essenzialmente fragile.
Lidia, di fronte ad una situazione di fatto giuridica e legislativa che escludeva le donne – in quanto donne – dall’avvocatura non si arrende e decise di presentare un ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso fu poi rigettato e Lidia fu costretta a limitarsi a collaborare col fratello Enrico presso il suo studio. La sua attività, anche se non poteva essere esercitata a pieno titolo, si concentrò nella difesa dei diritti dei minori, degli emarginati e delle donne. Inoltre, si impegnò nel sostenere la causa del suffragio femminile.
Nonostante gli impedimenti che le sbarrarono la via, partecipò al primo Congresso Penitenziario Internazionale a Roma, nel 1883, e al quarto Congresso Penitenziario Internazionale a San Pietroburgo, nel 1890. Rappresentò l’Italia in diverse occasioni in qualità di vicepresidente della sezione di diritto del Segretariato del Congresso Penitenziario Internazionale. Fu anche nominata Officier d’Académie dal Governo francese, che per l’occasione la invitò a Parigi. Infine, ottenne una medaglia d’argento per l’opera prestata quale infermiera per la Croce Rossa durante la prima guerra mondiale.
Grazie al movimento delle donne, nel 1919 il Parlamento approva la legge Sacchi che ammette le donne ad accedere ai pubblici uffici, ad eccezione della magistratura, e Lidia Poét all’età di 65 anni, finalmente, diventa Avvocato. La prima, in Italia: “Le donne sono ammesse, a pari titolo degli uomini, ad esercitare tutte le professioni e a coprire tutti gli impieghi pubblici, esclusi quelli che implicano poteri pubblici giurisdizionali o l’esercizio di diritti e di potestà politiche, o che attengano alla difesa militare dello Stato”.

03/02/2022

🟥MAGISTRATURA, GIUSTIZIA e AVVOCATURA
nel DISCORSO di INSEDIAMENTO del PRESIDENTE MATTARELLA🟥

31/01/2022

IN PRIMIS

WLCAL ❤️

23/08/2021

Guardate questo volto, stampatevelo bene in testa.
È quello di Vanessa Zappalà. O, meglio, era. Perché questa notte Vanessa, mentre camminava con alcuni amici ad Aci Trezza (Catania), il paese dei Malavoglia, è stata raggiunta dall’ex fidanzato, che ha estratto una pi***la e le ha sparato addosso cinque colpi, di cui uno l’ha centrata alla testa, uccidendola sul colpo.
Vanessa aveva 26 anni, una vita intera davanti. E invece è diventata la vittima numero 41 (solo nel 2021) di questa piaga senza fine che si chiama femminicidio.
“Non chiamatelo amore. Non chiamatelo raptus. È solo altro sangue sulle mani di uomini che odiano le donne” la piange la Uil Sicilia.
Mesi fa Vanessa aveva denunciato a più riprese l’uomo per stalking per la violenza e la morbosa gelosia, chiedendo e ottenendo anche per un breve periodo i domiciliari. Ma non le è bastato a salvarsi la vita.
E quella domanda che ogni volta ritorna identica: a cosa serve denunciare? A che serve ribellarsi, uscire allo scoperto, se lo Stato non riesce a difenderti e proteggerti? Quale donna avrà più il coraggio di denunciare sapendo quello che rischia?
Vanessa è vittima due volte. Del suo assassino e dello Stato che non l’ha saputa proteggere. E complice chiunque resti zitto e indifferente.
Addio Vanessa.

Lorenzo Tosa

11/08/2021

Grande classico agostano 🏖

19/07/2020

Indirizzo

Via Dei Platani 2a
Comiso

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 19:30
Mercoledì 09:30 - 19:30
Giovedì 09:30 - 19:30
Venerdì 09:30 - 19:30

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