Studio Legale Antisso e Commisso

Studio Legale Antisso e Commisso Dal 2006 a Ciriè e a Torino. Civile, penale, informatica giuridica e diritto dell'informatica, spec Avvocati civilisti e penalisti in Torino e Ciriè.

Diritto penale e civile dell'impresa. Recupero crediti. Fallimenti
Risarcimento danni
Responsabilità medica
Sinistri stradali.

Oggi si comprano fiori 💐 e si mandano cuoricini💕Ma c'è una categoria di mamme di cui nessuno parla.Quelle a cui i figli ...
10/05/2026

Oggi si comprano fiori 💐 e si mandano cuoricini💕

Ma c'è una categoria di mamme di cui nessuno parla.
Quelle a cui i figli sono stati portati via all'alba.
Calci sulla porta. Urla. Divise. Mani che prendono.
Bambini che piangono senza capire.
Madri che chiedono spiegazioni,
senza riceverne.

Tutto questo avviene, recita il provvedimento, nell'interesse primario del minore.
Ma quale interesse è stato tutelato in quell'alba?

⚖️ Cosa dice la legge e cosa spesso non viene applicato?

Sull'allontanamento del minore dalla famiglia la legge è chiara: si tratta di misure ECCEZIONALI, da adottare solo quando il minore si trova in situazione di pericolo grave e attuale, e, soprattutto, solo dopo aver valutato e tentato interventi meno invasivi.

La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo afferma che la separazione del bambino dalla famiglia deve essere l'ultima opzione, e che il bambino ha diritto a essere informato e, ove possibile, ascoltato.

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha condannato più volte l'Italia per violazione del diritto al rispetto della vita familiare, proprio nei casi in cui l'allontanamento è avvenuto senza adeguata proporzionalità e senza previo sostegno alla famiglia.

Questo significa una cosa molto grave: che è stato riconosciuto, accertato e messo nero su bianco dalla Corte Europea che, in Italia, il principio di gradualità viene sistematicamente ignorato.

Prima dell'allontanamento, la legge prevede una scala di interventi:

✔️ Supporto educativo domiciliare
✔️ Affidamento ai servizi sociali con il minore che resta in famiglia
✔️ Mediazione familiare
✔️ Percorsi di sostegno alla genitorialità

Quando nessuno di questi strumenti viene attivato, e si passa direttamente all'allontanamento coatto, all'alba, con le forze dell'ordine, non si sta applicando la legge nel suo spirito.
Si sta saltando ogni gradino e atterrando direttamente sull'ultimo.

‼️Il paradosso che nessuno nomina.

L'allontanamento eseguito con modalità traumatiche produce nel minore esattamente il danno che dichiara di prevenire.

I bambini non elaborano la separazione improvvisa come una protezione.
La elaborano come un abbandono. Come una colpa.
Come la prova che il mondo non è sicuro e che nemmeno la mamma ha potuto proteggerli 😔

Lo Stato che interviene senza aver prima costruito una rete non esercita una funzione protettiva.
Esercita una funzione punitiva.

Cosa può fare una madre in questa situazione ❓

🔹 Ha diritto di essere assistita da un avvocato immediatamente, anche nella fase di esecuzione del provvedimento
🔹 Ha diritto di impugnare il provvedimento di allontanamento davanti al Tribunale per i Minorenni
🔹 Ha diritto di richiedere la revoca o modifica del provvedimento se le condizioni cambiano
🔹 Ha diritto al mantenimento dei rapporti con il figlio, salvo diversa disposizione motivata del giudice
🔹 Può rivolgersi al Garante per l'Infanzia e segnalare modalità esecutive sproporzionate

Oggi, nel giorno della festa della mamma, sarebbe importante che qualcuno chiedesse scusa a quelle madri.
Non necessariamente per il provvedimento.
Ma per il modo.
Perché il modo non è un dettaglio procedurale.
Il modo è ciò che il bambino ricorderà per tutta la vita, creando profondi traumi.

🌸 Auguri a tutte quelle madri che trovano la forza e il coraggio di lottare per i diritti dei propri figli.

⚖️ INTERVENTO IN DIRETTA RADIO 🎙️| Sabato 9 maggio 2026 ore 10.00Sabato prossimo l'Avv. Monica Commisso sarà ospite di E...
07/05/2026

⚖️ INTERVENTO IN DIRETTA RADIO 🎙️| Sabato 9 maggio 2026 ore 10.00

Sabato prossimo l'Avv. Monica Commisso sarà ospite di Erredi Radio per affrontare un tema di grande attualità giuridica: la sospensione del profilo Instagram di RTL 102.5 da parte di Meta.

Un caso che solleva questioni decisive per imprese, editori e professionisti:
▪️ Quali strumenti giuridici ha a disposizione chi subisce una sospensione arbitraria da una piattaforma digitale?
▪️ Come si applica il Digital Services Act e il Regolamento Platform-to-Business?
▪️ Un algoritmo può censurare una testata giornalistica senza violare l'Art. 21 della Costituzione?
▪️ Dove e come si agisce legalmente contro Meta?

COLLEGATEVI ,
🔴 Sabato 9 maggio | ore 10.00
🌐 www.errediradio.com

🏛️ Studio Legale Antisso e Commisso
🌐 www.studiolegaletorino.info

Era il 1° maggio 1891 quando i lavoratori scesero in piazza a Milano con le tute sporche di grasso e carbone. Chiedevano...
01/05/2026

Era il 1° maggio 1891 quando i lavoratori scesero in piazza a Milano con le tute sporche di grasso e carbone. Chiedevano otto ore di lavoro.

Il Novecento ha costruito su quelle otto ore un sistema di tutele. Lo Statuto dei Lavoratori ha portato la Costituzione nelle fabbriche. Il D.Lgs. 81/2008 ha riconosciuto lo stress come rischio da prevenire.

Un edificio costruito in cent’anni.

L’algoritmo lo ha aggirato in dieci.

Oggi il lavoratore non indossa più una tuta blu. Spesso non ha nemmeno un contratto.

Ha una partita IVA. Uno smartphone. E un’app che decide se oggi lavora oppure no.

Un esercito invisibile che non sciopera. Non perché non voglia. Perché non può.

Il datore di lavoro non ha più volto. È un algoritmo.

Decide, classifica, esclude.

Senza spiegare.

Nel 2020 il Tribunale di Bologna ha affermato che l’algoritmo di Deliveroo penalizzava indiscriminatamente chi scioperava, chi si ammalava, chi era fragile.

Cecità automatizzata. E quindi discriminazione.

La verità è che stiamo difendendo un lavoratore che non esiste più.

Mentre quello reale resta fuori dalle tutele.

Fuori dai contratti. Fuori dai sindacati. Fuori dal diritto.

E nel frattempo continuiamo a parlare di sicurezza come se fosse solo fisica.

Infortuni. Malattie professionali. Tutto giusto.

Ma è evidente che non basta più.

La nuova malattia del lavoro è invisibile.

È il burnout. È il mobbing algoritmico. È l’esclusione silenziosa da un sistema che non ti licenzia, semplicemente smette di chiamarti.

Non serve più un capo che urla. Basta un’app che tace.

Qui il diritto è in ritardo.

Non perché manchino le norme. Perché manca il linguaggio per descrivere il fenomeno.

E ciò che non si nomina, non si tutela.

Servirebbe una politica capace di aggiornare, non commemorare.

Servirebbe estendere le tutele a chi lavora senza contratto. Regolare gli algoritmi decisionali. Rendere effettivo il diritto alla disconnessione.

Servirebbe, soprattutto, rappresentare chi oggi non ha voce.

Perché ogni generazione ha la sua catena: quella del Novecento era di ferro, la nostra è il codice di un algoritmo.

Non si vede. Non fa rumore. Ma stringe e fa male lo stesso. E lascia ferite profonde nell'anima.

Dunque, buon 1° maggio a chi lavora senza essere visto.



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E giunse finalmente il tempo in cui gli italiani si svegliaron e l'Italia scelse di stare dalla parte della dignità uman...
25/04/2026

E giunse finalmente il tempo in cui gli italiani si svegliaron e l'Italia scelse di stare dalla parte della dignità umana, contro un regime che aveva trasformato la legge in uno strumento di oppressione.

Perché è proprio questo che il fascismo aveva fatto: usare le norme, i decreti, i tribunali per schiacciare le persone. Tutto era formalmente "legale". Eppure tutto era così profondamente ingiusto.

Quella stagione ci ha lasciato una lezione che non possiamo permetterci di dimenticare: la legge, da sola, non garantisce la giustizia. Un ordinamento può essere tecnicamente in vigore e tradire, allo stesso tempo, ogni principio di libertà e uguaglianza.

Da qui nasce una responsabilità nuova: non basta sapere cosa dice una norma. Bisogna chiedersi a chi serve, chi tutela, chi esclude.

L'eredità della Resistenza non vive solo nei libri di storia. Vive ogni volta che qualcuno interpreta una legge mettendo al centro la persona. Ogni volta che si rifiuta di nascondersi dietro un articolo di codice per ignorare un'ingiustizia evidente.

Perché legge, da sola, non basta.
Servono persone animate da spirito di giustizia che sappiano applicarle.

Buon 25 aprile 🇮🇹

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Anche Antisso e Commisso dicono NO alla PROSTITUZIONE FORENSE in difesa del principio di indipendenza dell'avvocato da q...
19/04/2026

Anche Antisso e Commisso dicono NO alla PROSTITUZIONE FORENSE in difesa del principio di indipendenza dell'avvocato da qualsiasi pressione esterna.

Perché l'avvocato è la garanzia che OGNI PERSONA, anche quella senza documenti, anche quella che lo Stato vuole espellere, possa difendersi. Non è un lusso. È un pilastro della democrazia.
L'avvocato non rappresenta lo Stato. Non rappresenta il Governo. Non rappresenta il Viminale.
Rappresenta il suo cliente. Solo lui. Solo quello.
Questa è L'OBBLIGAZIONE DI MEZZI: che tradotto, vuol dire che ti fornisco la MIGLIORE DIFESA POSSIBILE, QUALUNQUE SIA L'ESITO.

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🔴 ASPETTANDO IL 25 APRILE...
DL SICUREZZA, EMENDAMENTO LISEI, L'AVVOCATO DI REGIME E LA PROSTITUZIONE FORENSE.

Se il vostro avvocato ricevesse soldi nel caso in cui riuscisse a convincervi a confessare un reato vi sentireste tranquilli? Credo di no. La violazione del diritto di difesa sarebbe palese. Questa è nella sostanza la proposta sui rimpatri. Al governo serve veramente un disegnino? (Cit. Ermes Antonucci )

⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️⚖️

C'è una data che torna ogni anno a ricordarci dove porta la resa delle istituzioni al potere. Il 25 aprile.

Quest'anno quella data ha un peso in più. Perché mentre il Paese si prepara a celebrare la Liberazione, in questi giorni, in Parlamento si sta consumando qualcosa che ogni avvocato e ogni cittadino dovrebbe conoscere.

Si tratta della PROSTITUZIONE dell'avvocatura.🤬

Il DL Sicurezza è passato al Senato con 96 voti a favore. È ora alla Camera e deve essere convertito in legge entro (IRONIA DELLA SORTE) il 25 aprile!

COSA PREVEDE, IN CONCRETO

Il decreto colpisce su due fronti simultanei.

✔️ DISTRUGGE IL GRATUITO PATROCINIO
Chi impugna un provvedimento di espulsione vede drasticamente limitato l'accesso alla difesa a spese dello Stato. Sapete cosa vuol dire? Vuol dire che se sei un migrante e vuoi combattere la tua espulsione in tribunale, ti devi trovare i soldi, altrimenti, come si dice dalle nostre parti: CICCIA perché lo Stato non te lo paga più 😡

✔️COMPRA GLI AVVOCATI
Con l'emendamento Lisei, firmato da tutta la maggioranza e infilato nel decreto dopo dieci ore di seduta non-stop, arriva un compenso di 615 euro per l'avvocato che assiste un migrante nella procedura di rimpatrio volontario. I fondi sono già stanziati: 246mila euro per il 2026, 492mila euro all'anno per il 2027 e il 2028.

Ma c'è una condizione. Il compenso scatta SOLO DE IL MIGRANTE PARTE VERAMENTE .

Avete compreso bene?!??

‼️L'avvocato viene pagato se il cliente se ne va. Solo se fa sparire il proprio assistito dalla circolazione ‼️

Perché, se sei un avvocato, sai benissimo che il gratuito patrocinio, negli anni, è stato tagliato, mal pagato e, se pagato, pagato dopo anni.
Ma se invece riesci a convincere il cliente ad accettare il rimpatrio? 615 euro, veloci, certi.
Questo non è un onorario. È una taglia sulla partenza.😒😒😒

LA PROSTITUZIONE HA UN PREZZO: 615 EURO

La prostituzione non è solo vendere il proprio corpo. È vendere ciò che di più intimo e identitario si possiede in cambio di denaro. Per l'avvocato, quell'identità è la toga. È l'indipendenza. È il mandato fiduciario che lo lega al proprio assistito e a nessun altro.

Questa norma non chiede all'avvocato di difendere. Gli chiede di consegnare. Di trasformare il rapporto con il proprio assistito — fondato sulla fiducia cieca, sulla lealtà assoluta, sul segreto professionale — in uno strumento di pressione al servizio del Viminale.

Non è declino. È prostituzione istituzionalizzata, pagata con fondi pubblici, gestita attraverso il nostro stesso organismo di autogoverno.

L'art. 24 della Costituzione garantisce a OGNI PERSONA il diritto di difendersi. L'art. 2 della Legge Professionale e l'art. 10 del Codice Deontologico impongono INDIPENDENZA assoluta da pressioni esterne.

Questa norma li viola tutti e tre. Contemporaneamente. Con premeditazione.

IL CNF USATO COME VELO

Il Consiglio Nazionale Forense (senza, peraltro essere mai stato consultato) si ritrova citato nel decreto come gestore dei pagamenti. Ha risposto con una nota durissima, dissociandosi completamente. Anche l'Organismo congressuale forense ha lanciato lo stato di agitazione.

Il meccanismo è subdolo: i soldi non arrivano direttamente dal Viminale (quello ti renderebbe palesemente un ausiliario di polizia). Passano dal tuo organismo di autogoverno, per riciclare la provenienza politica del pagamento.

È il tentativo di dare patente etica alla prostituzione. Di farla sembrare una prestazione professionale ordinaria.

Non lo è.

VOGLIAMO ORA PARLARE DEL CONFLITTO DI INTERESSI ISTITUZIONALIZZATO⁉️

Se il mio interesse economico coincide con l'espulsione del mio assistito, come posso consigliargli in scienza e coscienza un ricorso che ha delle probabilità di successo?

Come ha detto l'ANM: questa norma collega il premio all'insuccesso della strategia difensiva, in contrasto con la logica, prima che con il diritto.

E il precedente è pericolosissimo. Se passa questa logica, cosa vieta domani di premiare l'avvocato che convince il proprio assistito a patteggiare la pena massima? O a rinunciare all'appello?

Una volta che la toga accetta di essere comprata, non esiste più un prezzo che possa essere rifiutato.

IL 25 APRILE NON È UNA DATA SU CUI SI FA CASSA 🇮🇹💰💷

Il 25 aprile 1945 si celebrava la fine di un regime che aveva trasformato ogni istituzione (compresa la giustizia) in strumento del potere.

Il 25 aprile 2026, se questo decreto passa senza modifiche, festeggeremo la Liberazione con una norma che prostitui­sce l'avvocatura al servizio della macchina delle espulsioni di Stato.

La toga non è una divisa. L'avvocato non è un agente del Viminale sotto mentite spoglie forensi. È l'ultimo argine tra il potere e l'individuo.

Questo tema non può restare nelle chat tra colleghi. Va portato nei Consigli dell'Ordine. Va detto ad alta voce, finché c'è ancora tempo.

Perché quell'argine non si vende. Non si compra. Non si prostituisce.

Perchè oggi riguarda il migrante, ma domani potrà riguardare proprio te, vittima di ingiustizia!!

La difesa non si tocca!!!

Trasferire un immobile ai figli in separazione o divorzio è possibile senza imposte?Scopri condizioni, limiti e impatto ...
09/04/2026

Trasferire un immobile ai figli in separazione o divorzio è possibile senza imposte?
Scopri condizioni, limiti e impatto sull’assegno di mantenimento.

Per saperne di più ⬇️

Quando una relazione finisce, le decisioni economiche diventano inevitabilmente centrali. Non si tratta solo di chi resta nella casa familiare, ma di come gestire il patrimonio complessivo e, soprattutto, di come tutelare i figli. Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di trasferi...

LA VERITÀ NON BASTA. SERVE QUALCUNO DISPOSTO A LEGGERLA.C’è un errore che nel diritto di famiglia si continua a fare.Ed ...
08/04/2026

LA VERITÀ NON BASTA. SERVE QUALCUNO DISPOSTO A LEGGERLA.

C’è un errore che nel diritto di famiglia si continua a fare.
Ed è un errore grave.
Si scambia la versione dei fatti con l’accertamento dei fatti.

Oggi, in studio, abbiamo ascoltato una vicenda che dura da oltre 10 anni e che ci ha colpito profondamente per la gravità delle conseguenze.

Denunce a carico di una madre rivelatesi poi infondate con tanto di assoluzione con formula piena.

Ma ormai la macchina è partita.
Prove documentali esistenti.
Battaglia per la tutela dei figli e ingiustizie giudiziarie.
Figli strappati alla propria mamma.
Collocamenti in comunità.
Rapporti genitoriali interrotti per anni.

Non per una condanna.
Non per un accertamento definitivo.
Ma sulla base di ciò che è stato scritto.
E, soprattutto, di ciò che non è stato verificato.

Perché il punto è questo:
nel diritto di famiglia, troppo spesso, chi scrive incide più di chi prova.
Le relazioni degli assistenti sociali diventano verità operative.
Le contestazioni diventano “conflittualità genitoriale”.
Le prove contrarie completamente ignorate.

E il giudice?
Decide. Ma dentro un perimetro già tracciato da altri.
È il meccanismo.

Il problema è che questo meccanismo ha un costo.
Altissimo.
Non in termini economici.
In termini di tempo.
E il tempo, per un minore, non è recuperabile.
Un anno di allontanamento non è un “periodo”.
È una frattura relazionale.
Quattro anni non sono un’attesa.
Sono una sostituzione affettiva.

Poi arriva la verità giudiziaria.
Forse.
Non sempre.
Quasi mai.
E se arriva, arriva quando i figli sono ormai cresciuti, distanti, a volte irraggiungibili.

E allora la domanda è: quanti errori può permettersi un sistema che incide sui legami familiari?
E soprattutto:
chi risponde quando la verità arriva troppo tardi per servire?

Perché il punto non è stabilire chi ha ragione.
Il punto è evitare che il processo produca effetti irreversibili prima ancora di accertarla.
Nel diritto di famiglia, la prudenza è d'obbligo.
Quando manca, non si sbaglia una sentenza.
Si compromette una vita.
La vita di un bambino innocente.



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05/04/2026
Ci sono momenti in cui tutto sembra fermo.Come se niente potesse cambiare davvero.Situazioni bloccate, rapporti logorati...
05/04/2026

Ci sono momenti in cui tutto sembra fermo.Come se niente potesse cambiare davvero.

Situazioni bloccate, rapporti logorati, decisioni rimandate troppo a lungo.E spesso non è la mancanza di soluzioni.È la paura di affrontarle.

La Pasqua, al di là di ogni significato religioso, ci ricorda che la possibilità di ricominciare esiste.Sempre. Anche quando sembra tardi.

Nel nostro lavoro vediamo persone arrivare quando pensano di aver perso tutto:una casa, un equilibrio, una certezza.E invece, proprio da lì, inizia il passaggio più importante.

Non è mai solo una questione giuridica.È un cambio di posizione.Di prospettiva.Di forza.

La vera “resurrezione” non è tornare a com’era prima.È smettere di restare dove non si deve più stare.

E decidere, finalmente, di muoversi.

Buona Pasqua. 🐣🕊️A chi sta aspettando il momento giusto.E a chi ha già capito che il momento giusto… si costruisce.

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Indirizzo

TORINO,/Via Beaumont, 2
Ciriè
10143

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Telefono

+393203861738

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