06/04/2017
BREVE RIFLESSIONE A VOCE ALTA SUI DEBITI FISCALI DELLE MICROIMPRESE
Recentemente sto ricevendo un gran numero di richieste di assistenza da parte di imprenditori o ex imprenditori artigiani che, forse solleticati dalla possibilità di definire le pendenze con Equitalia con la rottamazione, mi presentano situazioni debitore con Erario ed Inps a 5 zeri. Molto spesso (nel 75% dei casi) queste persone, ormai disperate, si sono rivolte ad Agenzie che pubblicizzano di risolvere i problemi di debiti, ma che evidentemente non hanno risolto molto se il problema arriva sul mio tavolo.
Mi sono interrogato sulle cause di questa vera e propria montagna di debiti che affligge le PMI artigiane.
Verrebbe allora facile imputare la colpa alla eccessiva pressione fiscale e contributiva sulle imprese e sul sistema che in presenza di una platea imprenditoriale per lo più composta da PMI non favorisce certo queste strutture imprenditoriale (i dati dell CGA di Mestre sono specchio di questo annoso problema).
Tuttavia, ritengo che parte del problema sia anche la scarsa cultura imprenditoriale che contraddistingue realtà imprenditoriali così piccole, e che si basano sul lavoro manuale dell'imprenditore. Perché, diciamolo apertamente, queste imprese si sono finanziate non pagando le imposte, o pagando invece dell'Erario fornitori e dipendenti, come biasimarli?
Visto che per aprire un ristorante è obbligatorio il corso HACCP, per aprire un impresa di autotrasporto fare i corsi di aggiornamento e via dicendo, che non sia il caso di fare anche un corso propedeutico di finanza e di gestione dei debiti alle microimprese?
Dato che lo Stato finché l'impresa è attiva e fattura pretende il pagamento delle imposte, l'imprenditore prima di arrivare in stato di crisi irreversibile dovrebbe a mio avviso essere dotato degli strumenti per potersi accorgere da solo che la situazione è divenuta insostenibile.