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QUANDO LO STATO NON SI LIMITA A PUNIRE: PERICOLOSITÀ SOCIALE E MISURE DI SICUREZZA. C’è un aspetto del Sistema penale ch...
11/10/2026

QUANDO LO STATO NON SI LIMITA A PUNIRE: PERICOLOSITÀ SOCIALE E MISURE DI SICUREZZA.
 
C’è un aspetto del Sistema penale che sfugge spesso alla percezione comune. Il processo non si esaurisce sempre con la condanna o con l’assoluzione. A volte, accanto alla pena o persino in sua assenza, il Giudice applica qualcosa di diverso: una misura di sicurezza.
Cosa vuol dire? Significa che l’ordinamento non guarda soltanto al passato, al reato commesso, ma anche al futuro, alla probabilità che quella persona torni a delinquere. È il concetto di pericolosità sociale: la valutazione prognostica con cui il Giudice stima se una persona, dopo aver commesso un fatto previsto dalla legge come reato, possa verosimilmente commetterne altri.
Occorre, però, prestare attenzione: la pericolosità sociale non si presume, non si dà per scontata, deve essere compiuto un accertamento.
Chi compie questa verifica? Chi ne ha la competenza? Quali criteri utilizza? E quali sono le conseguenze concrete per la persona che viene dichiarata «socialmente pericolosa»?
Queste domande hanno risposte precise nel codice penale e nel codice di procedura penale, con decenni di decisioni della giurisprudenza costituzionale e di quella di legittimità.
Nella prossima puntata dei nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» affrontiamo questo tema con rigore e chiarezza. Perché capire quando lo Stato può fare di più del semplice punire è questione che riguarda tutti.
 

09/10/2026

Oggi i nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» si occupano del tema: «L’equa riparazione per ingiusta carcerazione e la riparazione dell’errore giudiziario».
Per chi fosse interessato ai precedenti approfondimenti, potrà trovarli nella sezione “Reels” di questa Pagina/Blog.




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L’EQUA RIPARAZIONE PER INGIUSTA CARCERAZIONE E LA RIPARAZIONE DELL’ERRORE GIUDIZIARIO La libertà personale ingiustamente...
05/10/2026

L’EQUA RIPARAZIONE PER INGIUSTA CARCERAZIONE E LA RIPARAZIONE DELL’ERRORE GIUDIZIARIO

La libertà personale ingiustamente limitata non si restituisce. L’ordinamento può però riconoscere quella ferita e, per quanto possibile, porvi rimedio. Il codice di procedura penale prevede due strade distinte, che non vanno, tuttavia, confuse.

La prima è l’«equa riparazione per ingiusta detenzione» (artt. 314 e 315 c.p.p.), che riguarda la custodia cautelare subita durante il procedimento, quando l’interessato viene poi prosciolto con una delle formule di merito previste dalla legge. Spetta anche a chi, prosciolto per qualsiasi causa o persino condannato, ottenga l’accertamento irrevocabile che la misura fu disposta o mantenuta senza le condizioni previste dagli artt. 273 e 280 c.p.p.

La seconda è la «riparazione dell’errore giudiziario» (artt. 643 e seguenti c.p.p.), che presuppone qualcosa di più grave: una condanna definitiva, poi travolta da un proscioglimento in sede di revisione.

Nella puntata di questa settimana dei nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» ricostruiremo i due strumenti normativi secondo l’impianto del codice di rito, anche alla luce della giurisprudenza di legittimità più recente. Faremo anche un cenno ad uno strumento contiguo, che completa la tutela dell’interessato davanti a un determinato esito del processo.
Perché uno Stato che punisce deve anche saper rispondere dei propri errori.

03/10/2026

La puntata di oggi dei nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» si occupa de «La proposta di legge sulle modifiche alla disciplina degli atti persecutori: il c.d. stalking condominiale». Ha relazionato la Dott.ssa Maria Clausi, Giudice Onorario presso il Tribunale di Catanzaro, studiosa del fenomeno da anni sia sul piano pratico-giuridico che scientifico. La Dott.ssa Clausi ha elaborato una proposta di legge - consegnata al Senatore Ernesto Rapani e destinata al vaglio parlamentare in questi giorni - che affronta specificamente il tema degli atti persecutori in ambito condominiale, un fenomeno in crescita e spesso sottovalutato.
Un’occasione per ascoltare una voce autorevole, che conosce il problema dall’interno delle aule giudiziarie e ha scelto di tradurre quella conoscenza in proposta concreta di cambiamento.
Perché a volte il diritto non basta com’è. E chi lo vive ogni giorno lo sa.
Seguiteci ⚖️

Vi ricordiamo l’edizione straordinaria di questa settimana. I nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» tratteran...
01/10/2026

Vi ricordiamo l’edizione straordinaria di questa settimana. I nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» tratteranno una puntata dal titolo «La proposta di legge sulle modifiche alla disciplina degli atti persecutori: il c.d. stalking condominiale». Relazionerà la Dott.ssa Maria Clausi, Giudice Onorario presso il Tribunale di Catanzaro, studiosa del fenomeno da anni sia sul piano pratico-giuridico che scientifico. La Dott.ssa Clausi ha elaborato una proposta di legge - consegnata al Senatore Ernesto Rapani e destinata al vaglio parlamentare in questi giorni - che affronta specificamente il tema degli atti persecutori in ambito condominiale, un fenomeno in crescita e spesso sottovalutato dagli strumenti normativi esistenti.
Un’occasione per ascoltare una voce autorevole, che conosce il problema dall’interno delle aule giudiziarie e ha scelto di tradurre quella conoscenza in proposta concreta di cambiamento.
Perché a volte il diritto non basta com’è. E chi lo vive ogni giorno lo sa.
Seguiteci ⚖️

Quando il vicinato diventa un incubo: gli atti persecutori in ambito condominiale tra diritto vivente e proposta di legg...
28/09/2026

Quando il vicinato diventa un incubo: gli atti persecutori in ambito condominiale tra diritto vivente e proposta di legge.
Quanto spesso capita di subire molestie, offese, ripicche, sgarbi, provocazioni nel contesto condominiale? In una sequenza di comportamenti che non si riescono a ben definire, ma che si “sentono addosso” ogni giorno, come un peso che cresce?
Il delitto di atti persecutori, disciplinato dall’art. 612-bis del codice penale, introdotto d.l. n. 11/2009, nasce per proteggere la persona offesa da condotte reiterate di minaccia e molestia, che la costringono ad alterare le proprie abitudini di vita o la gettano in un perdurante stato di ansia e paura. La Corte di cassazione ha confermato condanne per atti persecutori tra vicini di casa, valorizzando la sistematicità delle condotte e il mutamento delle abitudini di vita come evento tipico del reato.
Ma il diritto scritto riesce davvero a intercettare queste situazioni nella loro complessità? Quali vuoti normativi restano ancora aperti?
Ne parleremo nella prossima puntata dei nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» con la Dott.ssa Maria Clausi, Giudice Onorario presso il Tribunale di Catanzaro, attenta studiosa del fenomeno da anni sia sul piano pratico-giuridico che scientifico. La Dott.ssa Clausi ha elaborato una proposta di legge - consegnata al Senatore Ernesto Rapani e destinata al vaglio parlamentare in questi giorni - che affronta specificamente il tema degli atti persecutori in ambito condominiale, un fenomeno in crescita e spesso sottovalutato dagli strumenti normativi esistenti.
Un’occasione per ascoltare una voce autorevole, che conosce il problema dall’interno delle aule giudiziarie e ha scelto di tradurre quella conoscenza in proposta concreta di cambiamento.
Perché a volte il diritto non basta com’è. E chi lo vive ogni giorno lo sa.
La puntata dei nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» di questa settimana tratterà proprio questi aspetti, con un approfondimento dal titolo «La proposta di legge sulle modifiche alla disciplina degli atti persecutori: il c.d. stalking condominiale».

26/09/2026

Oggi i nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» si occupano del tema «Il carcere senza trattamento rieducativo: l’imputato detenuto».
Per chi fosse interessato agli altri approfondimenti, potrà trovarli nella sezione “Reels” di questa Pagina/Blog.




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C’è una fase del processo penale che fa discutere molto più di altre: il carcere dell’imputato in custodia cautelare.La ...
20/09/2026

C’è una fase del processo penale che fa discutere molto più di altre: il carcere dell’imputato in custodia cautelare.
La carcerazione del condannato, rispetto alla quale la Costituzione pretende che sia uno strumento rieducativo, diverge profondamente da quella di chi colpevole non è ancora, perché «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva». E allora che cosa è, davvero, il carcere prima della condanna? L’ordinamento penitenziario distingue con nettezza. Per gli imputati sottoposti a misure privative della libertà, il trattamento consiste nell’offerta di interventi diretti a sostenere interessi umani, culturali e professionali. Il trattamento rieducativo, invece, è riferito ai condannati e agli internati. La frattura è tutta qui, ed è profondissima: stessa restrizione, ma funzione profondamente diversa.
Si entra in una cella non per espiare e nemmeno per avviare un percorso migliorativo. Può esistere una custodia che non “consumi”, giorno dopo giorno, qualcosa di una persona? E può il carcere restare neutro quando sottrae relazioni, tempo, identità, futuro?
La finalità rieducativa è estranea, in linea di principio, alle misure cautelari: attribuirle alla custodia cautelare significherebbe contraddire la presunzione di non colpevolezza. E tuttavia proprio qui si apre il nodo più difficile: se non c’è ancora pena, ma c’è già privazione della libertà, quale linguaggio giuridico basta a descrivere questa esperienza?
Forse è questo il punto maggiormente dolente del processo: il luogo più afflittivo può ospitare anche chi, per il Sistema penale, non dovrebbe ancora essere chiamato a “rieducarsi”. Il carcere dell’imputato, allora, non è soltanto una questione di regole: è il confine stesso tra necessità e anticipazione, tra esigenze di difesa sociale e privazione della libertà, tra accertamento penale e destino di una persona.
La prossima puntata dei nostri «Itinerari di Diritto e Procedura penale» tratterà proprio questi aspetti, con una puntata dal titolo «Il carcere senza trattamento rieducativo: l’imputato detenuto».

19/09/2026

Oggi i nostri Itinerari di Diritto e Procedura penale trattano de «Le diverse tipologie di “arresto” nel Sistema penale».
Per chi fosse interessato ai precedenti approfondimenti, potrà trovarli nella sezione Reels di questa pagina.
Continuate a seguirci!

Vi invitiamo a seguire «Itinerari di Diritto e Procedura penale», la rubrica giuridica che vi accompagna ogni settimana....
14/09/2026

Vi invitiamo a seguire «Itinerari di Diritto e Procedura penale», la rubrica giuridica che vi accompagna ogni settimana.
Per chi avesse interesse a vedere i precedenti approfondimenti, potrà trovarli nei Reels di questa Pagina.
«Per avere una visione chiara e semplice del Sistema penale».

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