21/03/2026
Sul referendum dei prossimi giorni tanto si è detto e altrettanto si è scritto.
Condivido con piacere e stima una riflessione dell' Avv. Antonio Mumolo sperando di fare chiarezza su un tema così tecnico e complesso come quello sul quale siamo chiamati ad esprimerci domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo.
"AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA VOTERÓ NO E SPERO CHE LO FACCIA ANCHE TU"
Questa riforma non risolverà i problemi della giustizia perché non è il suo obiettivo.
*Il vero obiettivo: intimidire e controllare i magistrati*
Lo ammette candidamente lo stesso Ministro Nordio, che dichiara che la riforma “oggi serve a noi, domani servirà a loro, quando governeranno", dimenticando che una riforma costituzionale dovrebbe servire ai cittadini e non a chi governa. La sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi, fa anche peggio: “Votiamo sì, così ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione". La Bartolozzi non si è mai scusata per questa frase infame ed è ancora al suo posto.
Le intenzioni dichiarate dagli estensori già basterebbero a convincerti a votare NO, ma se entriamo nel dettaglio i motivi per votare NO si sprecano.
Innanzitutto la legge Cartabia ha già di fatto separato le carriere, quindi una riforma costituzionale su questo argomento è semplicemente inutile.
Questo intervento così sgraziato ha invece un pesante impatto sul CSM. Per frammentarne l’azione e ridurne l’efficienza, l’organo di autogoverno dei giudici sarà diviso in un CSM per i giudici e uno per i PM *(divide et impera)*, e per i provvedimenti disciplinari sarà istituito un organo nuovo: l’Alta Corte Disciplinare. Nascerebbero quindi tre nuovi organi costituzionale (al posto di uno), con un'aggiunta di costi per i cittadini pari a circa 100 milioni di euro all'anno.
Ma l’intervento più discutibile e preoccupante di questa riforma è l’inserimento del sorteggio come metodo di nomina dei membri del CSM. Già, in sé, lasciare al caso la nomina dei membri di un organo costituzionale è assurdo e non avviene in nessun altro paese al mondo, ma c’è di più: mentre i membri togati (i magistrati) saranno sorteggiati a caso, i membri laici saranno sorteggiati in una lista di nomi selezionati dalla maggioranza politica. Una differenza che, nelle votazioni, darebbe un grande vantaggio al gruppo coeso dei membri laici (e ai politici che li hanno designati), mentre i membri togati sarebbero praticamente lì solo per caso.
Sono interventi che puntano a minare l’indipendenza dei magistrati, a renderli più fragili per poterli intimidire, con l’intento, dichiarato dagli estensori della riforma, di assoggettarli al potere politico e avere infine le mani libere. Non possiamo permettere che questo governo, dopo aver umiliato il parlamento impedendo ogni discussione, modifichi unilateralmente 7 articoli della Costituzione e pregiudichi l’indipendenza di chi amministra la giustizia.
*Per questo, al referendum del 22 e 23 marzo proteggiamo la costituzione: VOTIAMO NO.*
Abbiamo bisogno di coinvolgere più persone possibili e quindi, se condividi, ti prego di girare questo messaggio a tutti i tuoi contatti.
Questo referendum non necessita del quorum. Anche un solo voto può fare la differenza. Vai a votare, ricordando che difendere oggi la Costituzione significa difendere i diritti di tutti.