31/05/2026
“ RITA ATRIA LA SETTIMA VITTIMA DI VIA D’AMELIO “ QUANDO SMETTIAMO DI ESSERE AVVOCATI E LEGGIAMO COME PADRI
Ricordo quando Nadia Furnari mi consegnò il fascicolo processuale del “ suicido “ di Rita Atria, la giovanissima testimone di giustizia, la picciridda di Paolo Borsellino, trovata morta a Roma una settimana dopo la strage di via D’Amelio, dove la mafia uccise il Giudice Borsellino e la sua scorta Agostino Catalano Emanuela Loi Vincenzo Fabio Li Muli Walter Eddie Cosina Claudio Traina.
Non fu una lettura facile. Ma non per la corposità del fascicolo, invero poche pagine.
Ma perché gli occhi dell’Uomo presero il sopravvento su quelli dell’Avvocato.
Lessi quelle carte come Goffredo, e non come l’avv D’Antona. Pensai a mia figlia. Provai un senso di tristezza misto a rabbia a vedere come quella bambina, Rita aveva 17 anni, fosse stata lasciata sola da quello Stato che aveva il dovere di difenderla.
Morta da sola senza nessuno accanto, su un marciapiede di una calda domenica di luglio 1992.
Il processo fu archiviato senza alcuna vera indagine.
E i pochi atti presenti nel fascicolo erano contraddittori.
Per conto della sorella di Rita Atria, Annamaria, e per l’associazione antimafie Rita Atria, abbiamo chiesto la riapertura del fascicolo alla Procura di Roma.
Ancora attendiamo
E’ uscita la seconda edizione del libro “ Rita Atria la settima vittima di via D’Amelio “ curata questa da Nadia Furnari e Giovanna Cucè.
Questo sabato sarò a Palermo per la presentazione.