04/05/2022
Quale è il rapporto tra la Mediazione demandata e l'art. 185-bis c.p.c.?
Quando il Giudice, prima effettua la proposta conciliativa ex art. 185 c.p.c e successivamente, senza conoscere le posizioni delle Parti relativamente alla suddetta proposta, dispone la mediazione delegata, impone alle Parti processuali la risoluzione volontaria della controversia, minacciando serie conseguenze in caso di mancato raggiungimento dell'accordo per futili motivi.
Rinviando la causa al Mediatore, il Giudice auspica che le Parti ristabiliscano un canale di comunicazione che il processo non può garantire.
Tribunale Roma sez. XIII, 27/06/2019, n.13630
Procedura di mediazione: ratio e ruolo del mediatore
La procedura di mediazione costituisce, infatti, un procedimento deformalizzato che si svolge davanti al mediatore, in cui la miglior garanzia di riuscita è costituita innanzitutto dalla stessa professionalizzazione della figura del mediatore, e dall'offerta alle parti di un momento di incontro, perché possano liberamente discutere prima che le rispettive posizioni risultassero irrigidite dalle posizioni processuali assunte e dalle linee difensive adottate, nonché da agevolazioni fiscali.
Il successo dell'attività di mediazione è riposto nel contatto diretto tra le parti e il mediatore professionale il quale può, grazie all’interlocuzione diretta ed informale con esse, aiutarle a ricostruire i loro rapporti pregressi, ed aiutarle a trovare una soluzione che, al di là delle soluzioni in diritto della eventuale controversia, consenta loro di evitare l'acuirsi della conflittualità e definire amichevolmente una vicenda potenzialmente oppositiva con reciproca soddisfazione, favorendo al contempo la prosecuzione dei rapporti commerciali.
Fonte:Giuffrè