29/05/2026
Se ti dicono che hai un tumore al pancreas e che sei operabile, davvero rinvieresti l’intervento per cercare un’altra struttura?
Domanda assurda... ma non più di tanto dopo aver letto Cass. civ., Sez. III, ord. n. 13660/2026, in tema di consenso informato e scelta della struttura sanitaria.
Il consenso informato è un presidio fondamentale, è chiaro, ma non può essere trattato come un adempimento astratto, sganciato dalla realtà clinica.
Esso, infatti, ha senso quando serve a mettere il paziente in condizione di compiere una scelta effettivamente utile, concreta, praticabile.
Qui, però, dalla stessa ordinanza emerge un dato che non può essere ignorato: l’intervento era comunque necessario, la DCP era indicata come trattamento da eseguire secondo la miglior scienza del momento, l’intervento aveva finalità di radicalità oncologica (che da quando si apprende dalla stessa ordinanza era stata raggiunta) e gli esiti permanenti sarebbero stati comunque collegati al trattamento necessario.
E allora la domanda diventa inevitabile: se non vi era un esito migliore concretamente perseguibile, quella ulteriore precisazione nel consenso cosa avrebbe cambiato? A cosa sarebbe servita, realmente, nella decisione del paziente?
Davanti a una diagnosi oncologica così grave, soprattutto quando si parla di pancreas, il paziente non ragiona in un laboratorio teorico e, francamente, ritengo inverosimile che a fronte di una progressione della neoplasia e la notoria necessità di intervento tempestivo, il paziente avrebbe davvero rifiutato l'intervento per poi andare a cercare un'altra struttura "migliore" dove essere preso in carico.
La Cassazione valorizza il diritto alla scelta della struttura ma a mio avviso si rende totalmente avulsa dalla realtà clinica.
Infatti, nei percorsi oncologici complessi, la libertà di scelta non può essere ricostruita anni dopo ignorando la natura della patologia, l’indicazione chirurgica, le alternative concretamente praticabili e il possibile esito clinico.
Il consenso informato deve essere costruito sulla realtà della cura e anche giudicato dentro quella realtà.
Nel video che pubblicherò nei prossimi giorni proverò ad approfondire proprio questo punto.