28/08/2024
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PRIME RIFLESSIONI SULLA SENTENZA 143/2024 DELLA CORTE COSTITUZIONALE
Abbiamo pubblicato sul nostro sito una nota relativa alla sentenza n. 143/2024 con la quale la Corte costituzionale ha affermato che: a) l’eventuale introduzione di un terzo genere di stato civile a tutela delle persone non binarie richiede necessariamente un intervento legislativo;
b) è incostituzionale l’art. 31, co. 4, del d. lgs. 150/2011 “nella parte in cui prescrive l’autorizzazione del tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l’accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso”.
Purtroppo, con riguardo a questo secondo profilo, non ci pare che le persone trans* possano fare affidamento su questa sentenza per poter accedere alla chirurgia affermativa senza aver previamente ottenuto una autorizzazione del tribunale.
La Corte, infatti, non ha giudicato in sé e per sé incostituzionale la norma che prescrive l’autorizzazione giudiziale agli interventi, ma ha reso una c.d. pronuncia di “accoglimento parziale”, considerando “irrazionale” il regime autorizzatorio non in quanto tale, ma “nella sua rigidità”: nella impostazione della sentenza, allora, l’autorizzazione giudiziale agli interventi di chirurgia affermativa continua a restare necessaria, tranne nel caso in cui una persona abbia già ottenuto una pronuncia di rettifica anagrafica, perché a quel punto sarebbe irragionevole imporre l’autorizzazione giudiziale agli interventi affermativi proprio a chi ha già affermato anagraficamente il proprio genere.
Rinviamo alla nostra nota ogni approfondimento e rinnoviamo il nostro impegno a continuare nel nostro percorso di rivendicazioni, anche giudiziarie.
Ogni sentenza è un pezzo di strada verso l’uguaglianza.
È impegno di tuttə ottenerne altre.
https://www.retelenford.it/news/articoli/persone-non-binarie-e-autorizzazione-agli-interventi-chi-rurgici-per-le-persone-trans-prime-riflessioni-sulla-sen-tenza-n-143-della-corte-costituzionale/