25/02/2023
A Roma uno studente delle elementari su cinque non sa scrivere in corsivo. Gli altri lo fanno con grande difficoltà, "colpa dello stampatello degli schermi di tablet e smartphone". A rivelarlo è una ricerca condotta da Carlo Di Brina, dirigente della Neuropsichiatria infantile del policlinico Umberto I, da Barbara Caravale del dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e sociale dell'università La Sapienza, e da Nadia Mirante dell'Unità di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza del Bambino Gesù.
La ricerca, che ha coinvolto 594 piccoli alunni tra i 7 e gli 11 anni, è frutto di un monitoraggio degli studiosi su 31 classi di 16 scuole primarie pubbliche della Capitale per intercettare i possibili disturbi dell'apprendimento. I ricercatori, nello specifico, hanno indagato la leggibilità della scrittura in corsivo, ovviamente a mano, dei bambini.
Hanno chiesto di copiare un testo in cinque minuti utilizzando il corsivo. 32 partecipanti, il 5,3%, sono stati esclusi dallo studio per aver usato lettere maiuscole o per aver prodotto un testo più breve. Mentre il 10% invece è risultato disgrafico. Secondo gli esperti, la disaffezione nei confronti del corsivo sarebbe provocata dall'utilizzo dello stampatello su tablet, smartphone e computer.
L’articolo di Valentina Lupia su la Repubblica - Roma