Gli Effetti negli Affetti

Gli Effetti negli Affetti avvocato esperto in diritto di famiglia e la famiglia: preziosa compagine di belle speranze divorzia da se stessa.

Gli effetti del diritto penetrano negli affetti: difendendo, ammettendo, negando, contrastando, censurando, ripristinando ….

L’abbandono del tetto coniugale è causa di addebito della separazione? L’addebito della separazione può sussistere quand...
03/06/2015

L’abbandono del tetto coniugale è causa di addebito della separazione?

L’addebito della separazione può sussistere quando la intollerabilità della prosecuzione della convivenza dipende dalla violazione da parte di uno dei coniugi dei doveri derivanti dal matrimonio.

L’abbandono del domicilio coniugale da parte di uno dei coniugi rientra ad esempio tra i motivi che rendono impossibile la prosecuzione della convivenza e come tale eventuale causa di addebito della separazione.

L’allontanamento dalla casa coniugale, però, da parte di uno dei coniugi è giustificata quando la intollerabilità della convivenza è determinata dal comportamento violento dell’altro coniuge.

Il marito, pertanto, che provoca violenze e lesioni personali gravi alla moglie che portano alla crisi e alla separazione, non può chiedere la pronuncia di addebito per abbandono del domicilio coniugale della moglie.

Il motivo della intollerabilità della prosecuzione della convivenza, infatti, non è da individuare nell’abbandono ma nelle violenze e lesioni che il coniuge ha subito, che possono essere motivo di addebito.

Il divorzio breve è legge.Da oggi la legge sul divorzio breve entra in vigore.Vediamo quali sono i punti chiave della ri...
26/05/2015

Il divorzio breve è legge.

Da oggi la legge sul divorzio breve entra in vigore.

Vediamo quali sono i punti chiave della riforma.
1. Tempi della separazione:
a) nell’ipotesi di separazione giudiziale il termine per lo scioglimento del matrimonio (cioè per coloro che hanno contratto matrimonio con rito civile) o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (cioè per coloro che hanno contratto matrimonio con rito religioso), è dodici mesi, anziché di tre anni come previsto in precedenza, dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale;
b) nell’ipotesi di separazione consensuale il termine per lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio è di sei mesi, e decorre dalla data di omologa (cioè dalla data in cui il Presidente del Tribunale convalida le condizioni della separazione che gli stessi coniugi hanno concordato).
c) Il termine si riduce a sei mesi anche nel caso di giudizio contenzioso che si sia trasformato in consensuale.
2. Requisito essenziale per procedere al divorzio è che la separazione deve protrarsi ininterrottamente. La ripresa della convivenza dopo la separazione, infatti, sospende il termine, che dovrà essere eccepita dal coniuge convenuto.
3. I termini valgono indipendentemente dalla presenza o meno dei figli.
4. Con la separazione personale si scioglie anche la comunione tra i coniugi, che decorre dal momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato.
5. Le disposizioni della legge sul divorzio breve si applicano anche ai procedimenti in corso e pendenti alla data odierna, entrata in vigore della presente legge.

I Buoni fruttiferi acquistati durante il matrimonio, ricadono nella comunione dei beni?Il casoAntonio* è sposato con Lau...
22/05/2015

I Buoni fruttiferi acquistati durante il matrimonio, ricadono nella comunione dei beni?
Il caso
Antonio* è sposato con Laura*, in regime di comunione legale ed è proprietario esclusivo di una casa.
La vende ricavando la somma di 250.000 euro, che decide di investire in buoni postali e fruttiferi, i quali vengono intestati a lui e alla moglie.
I coniugi, dopo alcuni anni si separano.
Durante la separazione e prima dello scioglimento della comunione, Antonio riscuote i Buoni postali e ritenendosi esclusivo proprietario, trattiene tutte le somme.
Laura ritiene, però, che le somme riscosse dall’ex marito, appartengano a lei nella misura del 50% e per cui ne pretende la restituzione.
Soluzione
La regola del codice civile stabilisce che costituiscono oggetto di comunione “gli acquisti compiuti dai coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi a beni personali”.
In virtù di questa disposizione, pertanto, confluisce immediatamente nel patrimonio comune non solo l'acquisto che i coniugi effettuano congiuntamente, ma anche gli acquisti fatti da un solo coniuge, di cui l'altro coniuge diventa per legge contitolare.
Non impedisce la caduta in comunione il fatto che il denaro impiegato nell'acquisto, anziché comune, sia personale.
I coniugi in regime di comunione non posso per comune volontà escludere un acquisto dalla comunione, tranne nell’ipotesi in cui abbiano stipulato preventivamente una convenzione matrimoniale derogatoria.
I buoni postali, peraltro, sono beni mobili e rientrano nella specifica categoria dei prodotti finanziari.
Attraverso l’acquisto del buono, infatti, i coniugi investono il denaro di cui hanno la disponibilità, trasformandolo in un bene durevole, destinato ad incrementare il patrimonio familiare.
Per tali motivi, Antonio dovrà restituire a Laura il 50% del valore dei Buoni postali incassato.
È irrilevante, infatti, che il denaro investito inizialmente appartenesse all’uno o all’altro coniuge.
Nel caso in esame, la circostanza che manchi la dichiarazione che i Buoni venivano acquistati con il prezzo del trasferimento della casa di proprietà esclusiva di Antonio, e che gli stessi Buoni venivano cointestati ad entrambi, conferma che i coniugi erano consapevoli che i buoni postali entrassero a fare parte della comunione dei beni.
Tutto ciò depone a favore di Laura e della sua pretesa di denaro.
* Nomi di fantasia

Spese della casa familiare chi è tenuto al pagamento?Il pagamento delle spese relative all'uso della casa familiare, di ...
20/05/2015

Spese della casa familiare chi è tenuto al pagamento?

Il pagamento delle spese relative all'uso della casa familiare, di proprietà di uno dei coniugi ma assegnata in sede di separazione all’altro coniuge, sono a carico del coniuge assegnatario, in mancanza di un provvedimento espresso che ne accolli l'onere al coniuge proprietario. Tra le spese rientrano la manutenzione ordinaria, le bollette e le spese condominiali ordinarie, non anche quelle straordinarie.

La donazione ricevuta in costanza di matrimonio, ricade nella comunione dei beni?IL CASOLucia* riceve in donazione da un...
15/05/2015

La donazione ricevuta in costanza di matrimonio, ricade nella comunione dei beni?
IL CASO
Lucia* riceve in donazione da una anziana zia, vedova e senza figli, una casa molto grande con la possibilità di dividerla e ottenere due appartamenti.
Il marito di Lucia, amante delle macchine sportive, prova a convincere la moglie a mettere in vendita la casa.
Lucia si rifiuta e per tutelare la donazione ricevuta anche rispetto al marito, vorrebbe donare, a sua volta, la casa ai suoi due figli.
- RISPOSTA
Preliminarmente occorre precisare che il coniuge di Lucia non può vantare alcun diritto sull’immobile, in quanto i beni provenienti da donazione sono esclusi dalla comunione legale.
Tuttavia non è consigliabile la donazione a favore dei figli, perché se è vero che la donazione dell’immobile può essere effettuata, ciò comunque renderebbe più difficoltoso un eventuale successivo trasferimento.
Vi è da aggiungere che nel caso di premorienza di Lucia, l’atto potrebbe essere impugnato dal coniuge e da eventuali ulteriori legittimari in caso di incapienza del patrimonio ereditario.
E nel caso in cui i figli decidessero di vendere l’immobile, difficilmente il terzo sarebbe disposto ad acquistare il bene oggetto di donazione.
* nome di fantasia

Crisi dei genitori: a chi va affidato il minore?In caso di crisi dei genitori e cioè nel procedimento di separazione, di...
13/05/2015

Crisi dei genitori: a chi va affidato il minore?

In caso di crisi dei genitori e cioè nel procedimento di separazione, divorzio, annullamento o nullità del matrimonio oppure nei procedimenti relativi all’affidamento dei figli nati fuori del matrimonio, il giudice deve valutare, come regola, la possibilità che i figli restino affidati a entrambi i genitori, mentre al contrario disporre l'affidamento dei figli, in via esclusiva, ad uno solo dei genitori quando ritenga che l'affidamento all'altro sia contrario all'interesse del minore.
La responsabilità genitoriale, pertanto, è esercitata da entrambi i genitori con la conseguenza che le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione e alla salute sono assunte di comune accordo, tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

Il giudice può anche stabilire che i genitori esercitino, ma solo su questioni di ordinaria amministrazione, la potestà separatamente.

Il comportamento del genitore che non si attenga alle condizioni stabilite per i figli, potrà essere valutato dal giudice anche al fine della modifica delle modalità di affidamento.

Malattia sopravvenuta del coniuge, da diritto alla riduzione dell’assegno di mantenimento?E’ possibile la riduzione dell...
12/05/2015

Malattia sopravvenuta del coniuge, da diritto alla riduzione dell’assegno di mantenimento?

E’ possibile la riduzione dell’assegno di mantenimento se il coniuge onerato subisce una malattia tale che il suo reddito deve essere impegnato per le proprie cure. La determinazione della situazione economica ai fini della riduzione dell’assegno di mantenimento, deve fare riferimento alle condizioni di salute sotto il profilo delle terapie e dell’assistenza, anche se non continuative, ma destinate prevedibilmente ad accrescersi nel tempo: rilievo, quest’ultimo, che avvalora la decisione di valutare le maggiori spese a carico dell’onerato e prevedibilmente crescenti con l’avanzare delle patologie.

Il coniuge che riceve una eredità perde il diritto al mantenimento?L’assegno può ve**re meno quando l’ex coniuge riceve ...
11/05/2015

Il coniuge che riceve una eredità perde il diritto al mantenimento?

L’assegno può ve**re meno quando l’ex coniuge riceve una eredità che migliora il proprio reddito ma se si tratta di una eredità di modesto valore o di beni (anche immobiliari) che siano privi di valore o che non diano redditi notevoli, ciò non elimina il diritto al mantenimento. Di converso, l’assegno può aumentare se colui che deve il mantenimento riceve un’eredità consistente.

Diritti Successori: i beni della matrigna restano in famiglia?Il casoGiovanni* vedovo con due figli, passa a seconde noz...
08/05/2015

Diritti Successori: i beni della matrigna restano in famiglia?
Il caso
Giovanni* vedovo con due figli, passa a seconde nozze. Al decesso lascia una eredità immobiliare consistente. L’eredità viene divisa tra i figli che ricevono i due terzi dei beni, e la moglie superstite che riceve un terzo.
I figli di Giovanni vorrebbero sapere a chi sarà devoluta l’eredità di famiglia ricevuta dalla matrigna, in caso di premorienza, ovvero se i beni resteranno in famiglia o se sarà devoluta ai parenti della stessa.
- RISPOSTA
Tra i figli di Giovanni e la seconda moglie del padre non sussiste alcun rapporto di parentela per tale ragione, in base alla legge, non spetta loro nessuna quota ereditaria. Potrebbero ricevere una quota di eredità solo nel caso di testamento da parte della matrigna, altrimenti la stessa sarà devoluta a favore parenti più stretti fratelli, nipoti, ect.
* nome di fantasia

Accesa conflittualità tra i coniugi: è legittimo l’affidamento esclusivo?La sostituzione del regime di affidamento condi...
06/05/2015

Accesa conflittualità tra i coniugi: è legittimo l’affidamento esclusivo?

La sostituzione del regime di affidamento condiviso del figlio delle parti, con quello di affidamento esclusivo del minore alla madre o al padre, è giustificato quando sia dimostrato essere nocivo, causa di ansia, confusione, tensione e possibile fonte di future patologie per il minore.
Le condizioni pregiudizievoli all’interesse del minore, sono atte, pertanto, a legittimare l’affidamento del figlio esclusivo alla madre o al padre.

Il tradimento da diritto al risarcimento del danno non patrimoniale?La fonte della richiesta di risarcimento del danno n...
05/05/2015

Il tradimento da diritto al risarcimento del danno non patrimoniale?

La fonte della richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale conseguente al tradimento è rappresentata dalla combinazione delle disposizioni di due norme del codice civile, in base alle quali il coniuge tradito perché possa avere diritto al risarcimento del danno occorre che egli lamenti una lesione di un diritto costituzionalmente garantito come il diritto alla salute, alla riservatezza, alla onorabilità e dignità, alla realizzazione nell’ambito del proprio nucleo familiare, nonché nelle relazioni sociali.

È tradimento la relazione extraconiugale virtuale? Una relazione extraconiugale che si limita solo allo scambio di messa...
04/05/2015

È tradimento la relazione extraconiugale virtuale?

Una relazione extraconiugale che si limita solo allo scambio di messaggi e mail rientra nell’ambito dell’adulterio sentimentale, ma per essere considerata quale causa di addebito nel giudizio di separazione occorre dimostrare che il comportamento del coniuge colpevole sia stato percepito al di fuori del rapporto personale di coppia e, al contempo, sia stato obiettivamente ingiurioso nei confronti dell’altro coniuge.

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