Studio Legale Degli Esposti-Giuliani

Studio Legale Degli Esposti-Giuliani Ci occupiamo di diritto civile, diritto di famiglia e diritto commerciale. Lo Studio si occupa di diritto civile, diritto di famiglia e diritto commerciale.

Assistenza e consulenza in materia di locazioni, condominio, proprietà, separazioni e divorzi, successioni, amministrazione di sostegno, recupero crediti e infortunistica stradale. Oltre ad occuparsi di infortunistica stradale, codice della strada, locazioni, condomini, fornisce consulenza ed assistenza in diritto di famiglia e delle successioni e amministrazione di sostegno con competenza e profe

ssionalità, curando con sensibilità anche tutti gli aspetti collegati alla gestione di tali delicate tematiche. Nell’ambito del diritto commerciale, lo Studio fornisce consulenza ed assistenza legale alle aziende, sia in fase stragiudiziale che in fase giudiziale, in particolare nel campo del recupero crediti, della contrattualistica, della redazione di atti societari, potendo anche contare sull’ausilio di competenti partners e consulenti specializzati, fornendo un’assistenza in grado di unire ad una consulenza altamente specializzata, tempestiva e qualificata, una forte personalizzazione del servizio reso al cliente.

𝑳𝒐 𝑺𝒕𝒖𝒅𝒊𝒐 𝒓𝒊𝒎𝒂𝒓𝒓𝒂̀ 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒔𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒂𝒍 24/12/2025 𝒂𝒍 6/01/2026 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊.𝑨𝒖𝒈𝒖𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝑩𝒖𝒐𝒏 𝑵𝒂𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒖𝒏 𝒇𝒆𝒍𝒊...
18/12/2025

𝑳𝒐 𝑺𝒕𝒖𝒅𝒊𝒐 𝒓𝒊𝒎𝒂𝒓𝒓𝒂̀ 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒔𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒂𝒍 24/12/2025 𝒂𝒍 6/01/2026 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊.
𝑨𝒖𝒈𝒖𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝑩𝒖𝒐𝒏 𝑵𝒂𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒖𝒏 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒆 𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐!

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15/04/2025
CONDOMINIO: L’AMMINISTRATORE E’ OBBLIGATO A FORNIRE I NOMINATIVI DEI CONDOMINI MOROSIL’amministratore è obbligato a comu...
26/02/2025

CONDOMINIO: L’AMMINISTRATORE E’ OBBLIGATO A FORNIRE I NOMINATIVI DEI CONDOMINI MOROSI

L’amministratore è obbligato a comunicare ai creditori i nominativi, nonché le quote millesimali, dei condomini che risultano morosi.
Tale obbligo è imposto dall'art. 63 disp. att. Codice Civile, comma 1, che delinea un vero e proprio obbligo legale di cooperazione da parte dell’amministratore stesso col terzo creditore del condominio.
Infatti, quest’ultimo potrà agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti solo dopo avere inutilmente aggredito i condomini morosi.
Tale principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 1002/2025, nella quale viene condannato l’amministratore, che aveva fornito dati solo parziali e confermato il pieno diritto del creditore alla comunicazione di tutti i dati e nominativi dei condomini morosi, comprese le loro quote millesimali, per poter procedere con il recupero delle somme in prima battuta nei loro confronti.

CONTO CORRENTE COINTESTATO: APPARTIENE AD ENTRAMBI I CONIUGI?La Corte di Cassazione Civile con la sentenza n. 1643 del 2...
13/02/2025

CONTO CORRENTE COINTESTATO: APPARTIENE AD ENTRAMBI I CONIUGI?

La Corte di Cassazione Civile con la sentenza n. 1643 del 23 gennaio 2025 è intervenuta sulla questione che rappresenta un motivo di litigio in molte separazioni e divorzi, chiarendo che il denaro depositato su un 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 non appartiene automaticamente a entrambi i coniugi.

Infatti, la titolarità delle somme può essere attribuita esclusivamente a colui che ha effettivamente effettuato i versamenti.

Ma per poter rivendicare l’esclusiva proprietà del denaro, il coniuge deve poter dare 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐭𝐢 che i versamenti sul conto corrente provengono esclusivamente dal medesimo, dimostrando la provenienza del denaro (nel caso specifico, le somme accreditate riguardavano assegni circolari).

La sentenza ha ribaltato così la 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀ prevista dall’articolo 1854 del Codice Civile, che stabilisce che quando un conto corrente è intestato a più persone con la facoltà di operare separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori solidali per i saldi del conto.

CASSAZIONE: FIGLIO ALLONTANATO DAI GENITORI PER USO SMODATO DEL CELLULARE E CATTIVI RISULTATI A SCUOLALa Cassazione Civi...
30/01/2025

CASSAZIONE: FIGLIO ALLONTANATO DAI GENITORI PER USO SMODATO DEL CELLULARE E CATTIVI RISULTATI A SCUOLA

La Cassazione Civile interviene su un tema importante e sempre più diffuso che riguarda i minori, ovvero l’𝐮𝐬𝐨 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐚𝐫𝐞.

In questo contesto si inserisce la decisione presa dalla Suprema Corte che affrontando il caso di un minore che viene collocato in una casa famiglia per decisione del Tribunale per i minorenni competente, stabilendo di sospendere la responsabilità genitoriale di entrambi i genitori e disponendo l’𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢. Il minore, quindi, è stato collocato in una casa famiglia, con il divieto assoluto di utilizzare dispositivi elettronici. Inoltre, i contatti con i genitori sono stati limitati e demandati a successivi accertamenti.

La vicenda ruota attorno a una situazione familiare estremamente delicata, caratterizzata da alta conflittualità tra i genitori, episodi di violenza domestica e comportamenti problematici del minore, come l’uso smodato del cellulare. I genitori ovviamente si oppongono alla decisione di primo grado e poi a quella della Corte d’Appello che la conferma.

La Cassazione però con l’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐧.𝟏𝟖𝟑𝟐/𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟓/𝟏/𝟐𝟎𝟐𝟓 respinge il ricorso dimostrando anche di condividere le conclusioni del giudice di primo grado sull’importanza di una corretta educazione digitale.
Per la Cassazione la decisione di inserire il minore, in un ambiente diverso da quello familiare, era giustificata dal giudizio sulla inadeguatezza della coppia. «L’idoneità genitoriale, così come il miglior interesse del minore, vanno valutati all’attualità e in chiave prognostica, dovendosi assicurare l’interesse del minore a vivere e crescere in ambiente armonioso e a mantenere rapporti con entrambi i genitori, salvo che questi siano inadeguati. Al tempo stesso, bisogna assicurare che i genitori possano svolgere compiutamente la loro funzione parentale, connotata da diritti e doveri, ricevendo a tal fine, ove necessario, un adeguato supporto dalle istituzioni».

Proprio tenendo fermi questi principi, i Giudici hanno ritenuto che a causa del “comportamento “problematico dei genitori” l’affidamento ai servizi e l’allontanamento dal nucleo famigliare, rispondesse al preminente interesse del minore confermando quanto disposto dal Tribunale, che ha scelto di vietare al minore l’utilizzo di smartphone e tablet, ritenendoli un fattore aggravante della sua situazione, già sufficientemente problematica.

Per la prima volta viene evidenziato anche dalla Cassazione il 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢. Questo aspetto è emerso come un campanello d’allarme, evidenziando un problema diffuso tra i giovani. La dipendenza da dispositivi elettronici può avere conseguenze negative sullo sviluppo emotivo, sociale e scolastico dei ragazzi.

LOCAZIONE E MOROSITA’: RISOLUZIONE DEL CONTRATTO CON LA CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSACosa fare se il conduttore non provv...
16/01/2025

LOCAZIONE E MOROSITA’: RISOLUZIONE DEL CONTRATTO CON LA CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA

Cosa fare se il conduttore non provvede a pagare l’affitto?
Quali rimedi può attivare il proprietario per tutelarsi?
Se nel contratto di locazione è stata inserita una specifica clausola, il locatore potrà avvalersi di quest’ultima per risolvere il contratto.
Infatti, la risoluzione del contratto non avviene solo in via giudiziale, ma può avvenire anche di diritto nel caso della 𝐜𝐥𝐚𝐮𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚 prevista dall’art. 1456 del Codice Civile.
Questa clausola è il patto mediante il quale le parti decidono che un determinato inadempimento comporterà la risoluzione del contratto.
In sostanza, quando si verifica la tipologia d’inadempimento indicata nella clausola, non è necessaria la valutazione giudiziale sulla gravità dell’inadempimento e la parte che subisce l’inadempimento, proprio in virtù dell'accordo contenuto nella clausola, può sottrarsi al vincolo contrattuale in maniera rapida e in via stragiudiziale, semplicemente manifestando la volontà di avvalersi della stessa e senza necessità di una sentenza; l’eventuale giudizio promosso dal creditore sarà di mero accertamento, diretto a conseguire una sentenza dichiarativa dell’avvenuta risoluzione.
La clausola rappresenta una forma di tutela contro l’inosservanza del contratto tra locatore e conduttore, rappresentando un patto accessorio al contratto principale. Al fine della sua validità l’inadempimento deve essere specificamente indicato e non basta un richiamo generico alle obbligazioni contrattuali: solitamente nei contratti di locazione, si fa riferimento all’omesso pagamento di una o due mensilità.
E’ bene sottolineare che l’inadempimento che consente al locatore di avvalersi della clausola risolutiva dev’essere effettivo; in caso contrario, l’esercizio del diritto viola il principio di buona fede
In questo senso si è espressa la Corte di Cassazione, nell’ordinanza 28 agosto 2024, n. 23287 (testo in calce), precisando che l’inadempimento dell’obbligazione che consente al contraente di avvalersi della clausola risolutiva espressa deve essere effettivo, in caso contrario, l’esercizio di tale diritto costituirebbe un abuso.
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CONVIVENTI: ESISTE L’OBBLIGO DI ASSISTENZA ANCHE DOPO LA FINE DELLA RELAZIONE?Nell’ambito delle unioni di fatto, una del...
11/01/2025

CONVIVENTI: ESISTE L’OBBLIGO DI ASSISTENZA ANCHE DOPO LA FINE DELLA RELAZIONE?

Nell’ambito delle unioni di fatto, una delle questioni più spesso dibattute è se persiste, dopo il termine della relazione, un obbligo di assistenza dell’ex.
La risposta a questa domanda è stata data Cassazione Civile, che nella recente Ordinanza n. 28 del 2/01/2025, che ha chiarito che le unioni di fatto, riconosciute dall’art. 2 della Costituzione, rappresentano una forma di famiglia tutelata, caratterizzata da doveri morali e sociali tra i conviventi.
Viene esteso, quindi, per la prima volta il dovere di solidarietà anche alla fine del rapporto.
La vicenda, in particolare, riguardava la richiesta di rimborso avanzata da un fratello all’altro fratello, relativamente alle spese sostenute dalla loro madre per mantenere loro padre, ex convivente della donna.
La Corte nega la pretesa restituzione delle somme, affermando che è da «ricondurre nell'alveo dei doveri sociali e morali» anche la solidarietà nei confronti dell'ex-convivente "more uxorio", considerandola meritevole di tutela.
Inoltre, ribadisce che “occorre osservare che le convivenze di fatto sono un diffuso fenomeno sociale, anche se di origine relativamente recente, poiché dai dati statistici risulta la moltiplicazione delle unioni libere, che ormai sopravanzano, in numero, le famiglie fondate sul matrimonio”.
Per questi motivi, il ricorso viene respinto considerando il contributo economico prestato dalla madre come non ripetibile (ovvero non restituibile), in quanto costituisce un obbligo morale e sociale, nell’ottica della tutela di una concezione pluralistica della famiglia.

CANE CHE ABBAIA INCESSANTEMENTE: E’ STALKINGL’abbaiare senza sosta del cane del vicino può comportare la condanna per 𝐬𝐭...
09/01/2025

CANE CHE ABBAIA INCESSANTEMENTE: E’ STALKING

L’abbaiare senza sosta del cane del vicino può comportare la condanna per 𝐬𝐭𝐚𝐥𝐤𝐢𝐧𝐠 di quest’ultimo.
Questa è stata la decisione presa dal Tribunale di Firenze, che in una recente sentenza ha riconosciuto la responsabilità penale del proprietario, dal momento che il suo comportamento ha causato un turbamento psicologico nei vicini, i quali sono stati costretti a modificare le loro abitudini di vita.
La vicenda, andata avanti per anni, riguarda tre esemplari di labrador lasciati nel giardino di una villetta, i quali disturbavano il vicinato con il loro incessante abbaiare, sia di giorno che di notte. Ciò avrebbe "creato consapevolmente e volontariamente uno stato di ansia nel dirimpettaio di casa, costringendolo a cambiare abitudini".
Un vicino, infatti, avrebbe subito - secondo quanto esposto nella denuncia - le tipiche conseguenze dello stalking: notti insonni, cambiamenti di umore, difficoltà sul posto di lavoro, fino alla scelta di trasferirsi in un’altra abitazione per alcuni periodi dell’anno.
Pertanto, il Tribunale toscano ha riconosciuto la responsabilità penale del proprietario, dal momento che il suo comportamento ha causato un turbamento psicologico nei vicini, i quali sono stati costretti a modificare le loro abitudini di vita.
La sentenza di condanna, che dispone la reclusione a 1 anno e 8 mesi e il risarcimento dei danni a favore delle vittime, costituisce un precedente importante in merito allo 𝐬𝐭𝐚𝐥𝐤𝐢𝐧𝐠 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 legato alla gestione negligente di animali domestici.

NUOVO CODICE DELLA STRADA: SOSPENSIONE BREVE DELLA PATENTECome ormai ben noto, il nuovo Codice della Strada entrato da p...
07/01/2025

NUOVO CODICE DELLA STRADA: SOSPENSIONE BREVE DELLA PATENTE

Come ormai ben noto, il nuovo Codice della Strada entrato da poco in vigore ha apportato importanti modifiche in numerose norme, tra le quali quella relativa all’introduzione della 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 per gli automobilisti che, a seguito di alcune infrazioni al Codice della Strada, si trovino con un punteggio residuo inferiore ai 20 punti.
Questa misura va a colpire le violazioni già penalizzate con la decurtazione di punti, prevedendo una sospensione temporanea della patente per chi commette infrazioni particolarmente pericolose.
La nuova disciplina individua una serie di infrazioni che attivano questa misura accessoria. Tra queste troviamo:
1. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 (articolo 6, comma 4, lettera b);
2. 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐨 (art. 143 comma 11);
3. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐞𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞 (art. 145, comma 10);
4. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐦𝐚𝐟𝐨𝐫𝐨 o dell’agente del traffico che vietino la marcia (art. 146, comma 3);
5. 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨, inclusi il superamento di barriere chiuse o in chiusura (art. 147, comma 5);
6. 𝐬𝐨𝐫𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 ove non consentito (articolo 148, commi 9-bis e 15), ovvero sorpasso effettuato senza rispettare le prescritte regole di comportamento sia nei confronti di altri veicoli che di tram e velocipedi (articolo 148, comma 15, in violazione dei commi 2, 3 e 8);
7. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚, nei casi in cui la mancata distanza causi incidenti con gravi danni ai veicoli (art. 149, comma 5);
8. 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐬𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, curve e dossi, nonché manovre relative a cambi di direzione o corsia, immissione nel flusso della circolazione, inversione del senso di marcia, retromarcia, svolta o sosta effettuate senza le prescritte cautele e regole di esecuzione (articolo 154, comma 7 e 8);
9. 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐜𝐨 o utilizzo irregolare del casco sui ciclomotori e motocicli (art. 171, comma 2);
10. 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐢𝐧𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 inclusi dispositivi anti-abbandono per bambini (art. 172, commi 10 e 11);
11. 𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 senza vivavoce o auricolare (art. 173, comma 3-bis)
12. 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 (art. 176):
13. 𝐫𝐞𝐭𝐫𝐨𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐮 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚;
14. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚;
15. 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐢𝐝𝐚;
16. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐮𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e degli altri dispositivi di segnalazione visiva prescritti durante la sosta in condizioni di scarsa visibilità;
17. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐢𝐚𝐧𝐠𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚.
18. per i conducenti di età inferiore a 21 anni e i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente B, i conducenti che esercitano attività di trasporto di persone o cose, i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate o di autoveicoli con rimorchio che insieme raggiungano la stessa massa, di autobus e di altri autoveicoli per il trasporto di persone con più di otto posti a sedere escluso quello del conducente guida, nonché di autoarticolati e autosnodati, 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐛𝐞𝐯𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐨𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞 e sotto l’influenza di queste, qualora il tasso alcolemico accertato non sia superiore a 0,5 g/l e anche se abbiano causato un incidente (articolo 186-bis, comma 2);
19. 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐞𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐢 𝐩𝐞𝐝𝐨𝐧𝐢 e in generale mancato arresto in caso di attraversamento di persona invalida con ridotte capacità motorie o su carrozzella o non vedente, nonché mancato uso di cautela in presenza di bambini e anziani (articolo 191, comma 4).
Per i conducenti di veicoli pesanti o destinati al trasporto di persone, le infrazioni includono anche il superamento dei periodi di guida consentiti o la circolazione durante i periodi di riposo.
La durata della sospensione varia in base al punteggio residuo del conducente. Nello specifico:
• Sospensione di 7 giorni per chi possiede tra i 10 e i 19 punti residui.
• Sospensione di 15 giorni per chi ha meno di 10 punti.
La durata della sospensione può raddoppiare se l'infrazione ha causato un incidente.
Se ci si mette alla guida durante il periodo di sospensione, si commette un illecito che comporta le seguenti sanzioni:
• Una multa che può partire da 2.046 euro e arrivare fino a 8.186 euro, a discrezione della Prefettura.
• La revoca della patente.
• Il fermo amministrativo del veicolo.
• In caso di recidiva, si può arrivare alla confisca del veicolo.

SPID INFOCERT: RUBATI DATI A MILIONI DI UTENTI La società Infocert, uno dei principali provider di identità digitale Spi...
29/12/2024

SPID INFOCERT: RUBATI DATI A MILIONI DI UTENTI

La società Infocert, uno dei principali provider di identità digitale Spid in Italia, è stato colpito da un attacco hacker il 27 dicembre scorso, reso noto solo oggi.
Sarebbero stati sottratti i dati di milioni di utenti, in parte già pubblicati on line nel dark web dagli hackers e messi in vendita.

Nonostante la gravità dell’attacco, Infocert ha rassicurato i clienti dichiarando che “nessuna credenziale di accesso ai servizi Infocert e password è stata compromessa”.

Indirizzo

Via Bolognese, 55
Castiglione Dei Pepoli
40035

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 12:30
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Venerdì 09:00 - 12:30

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