06/01/2026
In seguito all'orribile del capotreno Alessandro Ambrosio nella di , è inevitabile esprimere una profonda inquietudine e una decisa condanna per la violenza che ha colpito un luogo che dovrebbe essere sicuro per tutti, lavoratori e viaggiatori.
La stazione non è solo un nodo cruciale per la mobilità, ma rappresenta anche un ambiente di lavoro per moltissimi operatori che, ogni giorno, contribuiscono a garantire il servizio ferroviario.
È inaccettabile che una persona possa perdere la vita in un luogo di lavoro, in un momento in cui dovrebbe sentirsi al sicuro. Questa tragedia evidenzia l'urgenza di riconsiderare la sicurezza all'interno delle stazioni, specialmente in un contesto di crescente e , che si manifesta con più intensità dopo il tramonto.
Pertanto, facciamo tutti appello alle autorità competenti affinché vengano implementati misure concrete e efficaci per garantire la sicurezza in stazione. È fondamentale che l’area venga considerata una "zona rossa", destinata a interventi di sicurezza robusti e strategici, piuttosto che rimandare a soluzioni demagogiche che non affrontano il problema alla radice, pur consapevoli che non può essere solo l'esercizio dell'ordine pubblico il percorso adeguato ad affrontare fattori criminogeni come emarginazione, degrado, povertà, e vuoti esecutivi di giustizia.
Per quanto possa valere in un momento di dolore così violento e lacerante, le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Alessandro e a tutti i suoi colleghi.
È tempo di agire: la è un diritto fondamentale che deve essere tutelato con forza.
Un breve filmato delle telecamere di videosorveglianza mostra l'uomo ricercato per l'omicidio del 34enne Alessandro Ambrosi aggirarsi nell'atrio della stazione