25/07/2025
Il femminicidio diventa un reato autonomo nel codice penale. Il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge con 161 voti favorevoli su 161 presenti, accompagnati da un applauso in aula. Ora la palla passa alla Camera, dove si attende un voto altrettanto unanime per la conferma definitiva.
La premier Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando che «l’Italia è tra i primi Paesi a introdurre questa misura, che rappresenta un passo importante nella lotta a una piaga intollerabile».
Il reato di femminicidio viene definito in maniera più ampia rispetto al passato: include azioni motivate da discriminazione o odio verso le donne, oppure come conseguenza del rifiuto di una relazione affettiva. La pena prevista è l’ergastolo.
Durante il dibattito sono stati presentati e approvati emendamenti che ampliano l’applicabilità della legge anche alle persone che si identificano come donne, pur non essendolo anagraficamente. Inoltre, sono state estese le aggravanti già previste per maltrattamenti in famiglia, lesioni e stalking.
Tra le novità c’è anche un fondo da 10 milioni di euro dedicato agli orfani di femminicidio. L’assistenza sarà estesa a tutti i minori rimasti senza madre a causa di un omicidio commesso per motivi di genere, anche quando l’assassino non ha mai avuto un legame affettivo con la vittima.
Gli aiuti saranno riconosciuti anche ai figli di donne sopravvissute a tentativi di femminicidio, ma che a causa delle ferite riportate non sono più in grado di prendersi cura dei loro bambini.
Nonostante l’approvazione bipartisan, alcune forze politiche del centrosinistra, come Pd, Avs e M5S, hanno espresso critiche, evidenziando l’assenza di misure specifiche per la prevenzione, l’educazione affettiva e il cambiamento culturale.
Fonte: Il Messaggero