Avvocata Concetta Sannino

Avvocata Concetta Sannino Avvocata a tutela delle donne iscritta registro Regione Lombardia. Vice Pres. Consiglio delle Donne di Treviglio. Membro direttivo Casa delle donne Treviglio.

iscritta UDI Velia Sacchi. Collabora con Federiconelcuore onlus e Prometeo

26/05/2026

Caso Gucci, il paradosso giudiziario: la mandante dell’omicidio sarà milionaria

L’attenzione dei media è da tempo concentrata sul caso di Garlasco. Ma c’è un’altra vicenda giudiziaria che, a distanza di oltre trent’anni, continua a far discutere: l’omicidio di Maurizio Gucci, patron dell’omonima casa di moda, oggi controllata dal gruppo francese del lusso Kering guidato da François-Henri Pinault. Gucci venne assassinato a Milano la mattina del 27 marzo 1995. Per quel delitto è stata condannata in via definitiva a 26 anni di prigione, come mandante, l’ex moglie Patrizia Reggiani. Questa settimana è stata depositata una decisione quanto mai singolare della Corte europea dei Diritti dell’Uomo.

La vicenda nasce da un accordo firmato a Saint Moritz nel 1993 tra Maurizio e Patrizia dopo il divorzio: un vitalizio annuale di circa un milione di franchi svizzeri destinato a proseguire anche dopo la morte dell’imprenditore. Dopo l’assassinio, le figlie Allegra e Alessandra ereditarono il patrimonio paterno. Negli anni successivi, però, i tribunali italiani hanno stabilito che quell’obbligo economico restasse valido e dovesse essere onorato dalle eredi. Il risultato fu paradossale: le figlie della vittima obbligate a pagare cifre esagerate alla donna condannata per averne ordinato l’uccisione. Da qui il ricorso alla CEDU. Allegra e Alessandra sostenevano che le decisioni italiane avevano violato diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea: il diritto al rispetto della vita privata e familiare, il diritto di proprietà e il diritto a un processo equo. Contestavano soprattutto il fatto che la Cassazione avesse dichiarato inammissibili alcuni motivi centrali del loro ricorso senza affrontarli nel merito.

Strasburgo, però, ha deluso le aspettative, decidendo di non decidere, con un provvedimento presentato ieri da molti giornali come una “conferma” delle sentenze italiane. In realtà, la Corte di Strasburgo non ha stabilito che le sorelle Gucci avessero torto e non ha nemmeno esaminato nel merito le loro ragioni. Ha scelto invece di cancellare il ricorso dal ruolo, ritenendo che la controversia non giustificasse più un ulteriore esame dopo l’accordo economico raggiunto nel 2023 tra le due figlie e la madre. L’archiviazione si è basata infatti sull’intesa intervenuta nel febbraio di tre anni fa, con cui Allegra e Alessandra hanno versato alla madre 3,9 milioni di euro per chiudere definitivamente il contenzioso: una cifra molto inferiore rispetto alle somme inizialmente richieste, circa 35 milioni di euro.

L’accordo, peraltro, era stato autorizzato dal giudice tutelare del Tribunale di Milano (Patrizia, oggi 77enne, ha da tempo un amministratore di sostegno), e comunicato alla stessa Corte europea. Le sorelle Gucci hanno sempre sostenuto di aver negoziato sotto la pressione di procedure esecutive e di un contenzioso ormai interminabile. In questa prospettiva, il pagamento non rappresentava una spontanea rinuncia alle proprie ragioni, ma il tentativo di porre fine a una vicenda umanamente ed economicamente devastante, oltre ad essere quanto mai controversa dal punto di vista giuridico. Nel diritto italiano esiste l’istituto dell’indegnità a succedere, previsto dall’articolo 463 del codice civile, che esclude dall’eredità chi si sia reso responsabile di gravi condotte contro il defunto. Tuttavia, nella complessa vicenda Gucci, i giudici hanno ritenuto che il vitalizio derivasse da un accordo contrattuale autonomo e non da un diritto ereditario in senso stretto. Per questo, Patrizia non è mai stata dichiarata “indegna” rispetto a quel credito. Una conclusione a dir poco “discutibile”.

È dunque questo il vero significato del ricorso delle sorelle Gucci: non una battaglia economica, ma il tentativo di ottenere almeno un riconoscimento simbolico del cortocircuito creato da quelle sentenze. Un conflitto irrisolto tra logica giuridica e senso di giustizia. La Corte europea ha scelto, come detto, di non entrare in quel conflitto. La domanda centrale resta quindi senza risposta: fino a che punto il diritto può ignorare il peso morale dei fatti senza smarrire il proprio senso di giustizia? Nessuno, infine, ha ricordato che la questione di principio sollevata da questo caso - se uno Stato possa obbligare gli eredi di una vittima di omicidio a pagare una rendita al condannato per quell’omicidio - non ha mai ricevuto una risposta da alcuna corte internazionale. Non esiste una sentenza che dica che sia giusto. Non esiste una sentenza che dica che sia sbagliato. Il silenzio, in diritto come nella vita, non è neutralità ma abbandono.

10 diritti conquistati per le donne negli ultimi 20 anni.𝐌𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀?👉 Scorri le slide.
21/05/2026

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19/05/2026

Non è stress. È tossicità sul lavoro.


💼 𝐃𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐨 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭𝐞.Domande su figli, stato civil...
13/05/2026

💼 𝐃𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐨 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐭𝐞.

Domande su figli, stato civile o vita familiare non dovrebbero influenzare una selezione professionale.

𝐄𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞, 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚.

📌 Il colloquio dovrebbe basarsi su competenze, esperienza e professionalità.
Non sulla sfera personale.

👉 𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨.






11/05/2026

Perché le donne continuano a guadagnare meno?

𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞 𝐭𝐢 𝐟𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀Alcuni atteggiamenti vengono ancora giustificati come “normali”.𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨. 𝐆𝐞𝐥𝐨𝐬𝐢𝐚. 𝐌𝐚𝐧...
07/05/2026

𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞 𝐭𝐢 𝐟𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀
Alcuni atteggiamenti vengono ancora giustificati come “normali”.

𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨. 𝐆𝐞𝐥𝐨𝐬𝐢𝐚. 𝐌𝐚𝐧𝐢𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
Ma quando diventano frequenti,
non sono segnali d’amore.

👉 𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞.

Perché una relazione sana non ti limita.
Non ti fa sentire in colpa.
Non ti isola.

05/05/2026

Bullismo e cyberbullismo: quando diventano reato

🇮🇹 𝐈𝐥 𝟐𝟓 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.Segna la fine del nazifascismo in Italia e l’inizio di un percorso che por...
25/04/2026

🇮🇹 𝐈𝐥 𝟐𝟓 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Segna la fine del nazifascismo in Italia e l’inizio di un percorso che porterà alla democrazia.
Non è solo una ricorrenza storica.

𝐄̀ 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐞𝐫𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢.
Per questo parlarne è importante.
Perché la libertà non è qualcosa di automatico.

👉 𝐄̀ 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐨, 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨.

22/04/2026

6 falsi miti su separazione e divorzio a cui smettere di credere❌

⚖️ 𝐒𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚.Ma soprattutto: non sono casi isolati.In Italia, i divorzi nel 2024 so...
21/04/2026

⚖️ 𝐒𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚.
Ma soprattutto: non sono casi isolati.

In Italia, i divorzi nel 2024 sono stati 77.364 mentre le separazioni 75.014.
E un dato è particolarmente significativo:

👉 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟏 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐬𝐮 𝟑 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Questo significa che non si tratta di eccezioni,
ma di una realtà che riguarda moltissime persone.

Eppure, su questi temi circolano ancora:
⚠️ 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞
⚠️ 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢
⚠️ 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐞

Capire la differenza tra separazione e divorzio è fondamentale.
Perché non sono solo parole.

Sono passaggi che cambiano concretamente:
diritti, doveri e vita quotidiana.

Indirizzo

Cassano D'Adda

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