21/02/2022
𝐂𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐜𝐡𝐞, 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐬𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐮 𝐅𝐚𝐜𝐞𝐛𝐨𝐨𝐤 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐢𝐭𝐨, 𝐢𝐧𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞.
A nulla è valsa la richiesta della moglie di vedersi applicata la scriminante della provocazione che “salva” dalla condanna coloro che reagiscono ad un fatto ingiusto.
Secondo la Corte di Cassazione, la reazione infatti deve avvenire quanto meno nell’immediatezza del fatto e non a distanza di tempo, ravvisandosi in tal caso una ipotesi di vendetta ed odio, punita dalla legge.
La donna è stata punita con una multa di € 1.032,00 e la rifusione delle spese di parte civile, quantificate in € 2.500,00.
Tempi duri, quindi, per chi “lava i panni sporchi” sui social.