13/10/2025
Nell'ultimo vertice della Nato, tenuto lo scorso giugno all'Aja, i 32 capi di Stato e di Governo hanno deciso di portare dal 2 al 5% del Pil l'ammontare della spesa militare entro il 2035.
Per l'Italia significa che si dovrà passare dagli attuali 1.451 miliardi di dollari a circa 1.750 miliardi di dollari.
Una follia inaudita.
L'Italia NON ha bisogno di investire in armi, ma in sanità, in istruzione e ricerca, in infrastrutture e welfare, in detassazione per l'assunzione di giovani, per l'avviamento di start up e di aiuto alle giovani imprese. Necessita di una Giustizia rapida ed urgentemente di una riforma della Pubblica Amministrazione.
Guarda il caso, per raggiungere l'obiettivo, la Commissione Europea consentirebbe lo sforamento del Patto di stabilità, con un prestito agevolato da restituire in 45 anni.
Se fossi Presidente del Consiglio, mi opporrei con forza.
Tra 45 anni avremo un'Italia completamente diversa che di certo non avrà bisogno di armamenti, ma di risposte immediate.
I nostri figli, anzi i nostri nipoti, andranno a lavorare in America o in Asia in settimana e torneranno ogni tanto nei weekend dai loro cari. Al ritorno necessiteranno di un'Italia futuristica e NON affatto di un Paese militarizzato.
Avremo un mondo completamente diverso e, per l'ennesima volta, si pensa all'interesse economico dei pochi, a scapito dei più...