Studio Legale Avv.to Michele Marra & associati

Studio Legale Avv.to Michele Marra & associati ESPERTI IN DIRITTO DEL LAVORO, DIRITTO CIVILE, DIRITTO SANITARIO, DIRITTO PENALE E DI FAMIGLIA

24/05/2026
24/05/2026

La Cassazione torna sul tema delle attribuzioni patrimoniali tra coniugi.
𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨
La moglie aveva pagato integralmente un’autovettura intestata al solo marito. I coniugi avevano optato per la separazione dei beni. Dopo la separazione, la donna chiedeva la restituzione del prezzo sostenendo che non si trattasse di una liberalità.
𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨
La Corte d’Appello aveva qualificato l’operazione come donazione indiretta.
La Cassazione ha cassato la decisione precisando che, nel contesto di relazioni coniugali, la qualificazione come donazione indiretta esige una prova rigorosa — e una motivazione altrettanto rigorosa. Perché operazioni di questo tipo, di regola, non esprimono animus donandi: costituiscono adempimento del dovere di contribuzione familiare gravante su ciascun coniuge ai sensi dell’art. 143 c.c., oppure adempimento di un’obbligazione naturale.
— Cass. civ. ord. n. 10338 del 20 aprile 2026
La questione, dunque, non è soltanto chi abbia pagato, ma quale fosse la funzione concreta dell’esborso nel contesto della vita familiare. Un principio che la stessa Corte ha ribadito anche di recente.
— Cass. civ. ord. n. 8793 dell’8 aprile 2026

24/05/2026

Importante pronuncia della Corte d’Appello di Napoli in favore di medici e infermieri impegnati durante la campagna vaccinale Covid-19. I giudici hanno riconosciuto il diritto ai compensi previsti dalla normativa emergenziale per le prestazioni aggiuntive svolte nel periodo pandemico, condannando l’ASL Napoli 2 Nord al pagamento degli importi non corrisposti.La vicenda riguarda numerosi professionisti sanitari che, durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria, hanno prestato servizio nelle attività di somministrazione dei vaccini senza ricevere le indennità stabilite dalla legge: 80 euro l’ora per i medici e 50 euro l’ora per gli infermieri.Assistiti dagli avvocati Rosita Marra e Michele Marra, i ricorrenti hanno affrontato un lungo iter giudiziario culminato con il riconoscimento delle proprie ragioni in sede di appello.“La Corte d’Appello ha confermato un principio fondamentale”, dichiara l’avvocato Michele Marra. “Le attività svolte durante la campagna vaccinale non potevano essere considerate semplice lavoro straordinario ordinario, ma prestazioni aggiuntive espressamente previste dalla normativa emergenziale Covid”.Secondo quanto sostenuto dall’ASL, infatti, gli importi richiesti dai sanitari non sarebbero stati dovuti, poiché le ore lavorate potevano essere retribuite come normale straordinario. Una tesi respinta dalla Corte d’Appello, che ha invece ribadito la natura eccezionale dell’attività vaccinale durante la pandemia.Nelle motivazioni della sentenza si legge che “nel corso dell’emergenza pandemica si è reso possibile il ricorso alle prestazioni aggiuntive per fini diversi da quelli individuati dal contratto” e che “quando il sanitario dipendente del Servizio sanitario nazionale abbia prestato attività di infermiere vaccinatore non potrà che essere retribuito come previsto dalla norma di legge, considerato che tale attività esula dai compiti ordinari assegnati dal contratto collettivo”.I giudici hanno inoltre escluso la possibilità di utilizzare l’istituto del lavoro straordinario previsto dal contratto collettivo, sottolineando come quelle prestazioni fossero caratterizzate da una disciplina speciale introdotta proprio per fronteggiare l’emergenza sanitaria.“Questa sentenza rappresenta un precedente molto importante per tutti gli operatori sanitari che hanno lavorato nei centri vaccinali durante il Covid”, afferma ancora l’avvocato Michele Marra. “La Corte ha chiarito che non era possibile applicare tariffe differenti rispetto a quelle stabilite dalla legge emergenziale”.Secondo la decisione, l’interpretazione sostenuta dall’azienda sanitaria avrebbe violato anche il principio di parità di trattamento previsto dall’articolo 45 del decreto legislativo 165 del 2001, creando disparità tra lavoratori impegnati nelle medesime attività.Ora, spiegano i legali, resta però il problema della prescrizione. Le vaccinazioni oggetto del contenzioso sono state effettuate tra maggio 2021 e la primavera del 2022 e, per chi non ha ancora avviato alcuna iniziativa formale, il rischio è quello di perdere progressivamente il diritto ai compensi.“Molti sanitari potrebbero vedere prescritti i propri crediti mese dopo mese”, avverte l’avvocato Michele Marra. “Per questo è fondamentale interrompere i termini con un atto stragiudiziale prima che il diritto venga definitivamente perso”.

05/05/2026

Una sentenza shock conferma che si può ridurre la paga senza cambiare mansioni. Ecco come funziona l’accordo e quali sono le tutele per il lavoratore

05/05/2026

🟢AORN CASERTA, LA DENUNCIA DI NURSIND ALL'ISPETTORATO DEL LAVORO

Turni irregolari, straordinari fuori controllo e sicurezza a rischio: il NurSind accende i riflettori sulla situazione all’Ospedale di Caserta.
Una denuncia forte che non può restare senza risposta.

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07/03/2026

CHE SENSO PUO' MAI AVERE UN DOPPO CSM ????
Ma allora che senso ha creare due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i Giudici ed uno per i Pubblici Ministeri? Moltiplicare gli incarichi e i costi? I veri motivi sono chiariti dalle dichiarazioni della Presidente Meloni, dei Ministri Taiani, Nordio e Salvini e dai disegni di legge giacenti in parlamento e da alcune leggi già approvate. La Presidente Meloni, il giorno stesso dell’approvazione della legge sulla separazione dichiarò che era necessario limitare le intromissioni della magistratura nell’attività di governo e che anche la riforma della Corte dei Conti e della limitazione della responsabilità dei pubblici amministratori nasceva dallo stesso intento; il ministro Nordio ha dichiarato che la riforma avrebbe giovato anche alla Sinistra in caso di alternanza tra i poli; il ministro Tajani ha anticipato la volontà di sottrarre la Polizia Giudiziaria alla direzione del P.M. e nei disegni di legge giacenti in Parlamento si precisa che il Parlamento anno per anno stabilirà la priorità dei reati da perseguire. Altra proposta di legge tende ad impedire al P.M. di acquisire autonomamente notizie di reato o di consentire alle forze di polizie di comunicare immediatamente al P.M. le notizie di reato. Basterebbero tali leggi ordinarie per svuotare di significato l’indipendenza del Pubblico Ministero sancita dalla Costituzione.
In sostanza oggi il Pubblico Ministero, per cultura e formazione è il primo difensore del cittadino e del soggetto più debole. Con la separazione delle carriere avrebbe una formazione completamente diversa, anche distante dal principio di imparzialità e si trasformerebbe in un poliziotto, ma a disposizione della polizia e del potere esecutivo».

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