10/05/2026
INFEZIONE OSPEDALIERA RICONOSCIUTO IL DANNO PER LA MORTE DI UN PAZIENTE PRESSO AORN DI CASERTA
In relazione ad ATP promossa dagli eredi di un paziente dell’Aorn di Caserta, deceduto per una infezione ospedaliera durante il suo ricovero , gli avvocati Angelica Marra e Michele Marra sono riusciti ad ottenere l’accertamento del nesso causale ,dopo una brillante azione seguita dall’avv.to Angelica Marra,che con dovizia di indagine tecnica, analitica indagine dei fatti, analisi storica dell’accaduto, ha ben evidenziato ai CC.TT.UU il quadro di responsabilità della struttura ospedaliera, tanto che gli espertti hanno cos’ sottoscritto …”
Difatti, gli stessi CCTTPP concordano nell’affermare che il paziente si trovasse in uno stato di sepsi severa pur proponendo una discutibile visione della causa mortis annoverandola come complicanza (sistemica? Nota dei CCTTUU) della polmonite iniziale. Su tale aspetto, ci si trova parzialmente d’accordo in quanto anche da noi sostenuto che il paziente decedette per una complicanza settica della polmonite (evento iniziale).
Con riferimento al rischio infettivologico del paziente, da noi mai sottostimato, si deve pur rappresentare ai CCTTPP che i germi contratti dal paziente in corso di degenza sono tutti tipicamente nosocomiali e vanno inquadrati – se non altro per l’elevato numero di positivizzazioni (non ci siamo trovati ad un singolo evento infettivo che – volendo – poteva rappresentare una sorta di eccezione ad una condotta ineccepibile della struttura in termini di prevenzione igienico-saniatria) – con una non corretta gestione di device medici e di gestione diretta del paziente da parte dei sanitari non potendosi limitare – per ovvi motivi di convenienza – ad affermare che si trattasse di una complicanza “inevitabile”.
Ancora, a tal proposito, si potrebbe ipotizzare una inevitabilità del contagio se l’azienda avesse dimostrato (non solo con protocolli aziendali ma anche – e soprattutto – con audit di controllo interni per l’effettiva messa in atto di tali procedure) di aver messo in atto tutte le azioni volte a mitigare/ridurre il rischio infettivo. Di tale dimostrazione non vi è traccia da parte dell’azienda convenuta.
Nuovamente, si ribadisce il concetto che non si tratta di una mera “colonizzazione da parte di germi nosocomiali” ma, stante anche i valori degli indici di flogosi (vedasi PCR, PCT e GB), di una vera e propria infezione sistemica sostenuta da plurimi germi nosocomiali MDR (d’altronde gli stessi CCTTPP parlano di sepsi severa).
Adesso si passa alla seconda fase quella della determinazione del danno, certo la vita della persona non sarà mai risarcibile, ma sostenere gli eredi per questa perdita d’affetto e della persona cara è il minimo che si può fare per chi va in ospedale per trovare cure e sostegno e non torna più per questa gravissima emergenza che è divenuta l’infezione ospedaliera . Purtroppo non si fa abbastanza per formare personale ospedaliero che possa affrontare questo problema che diventa sempre più grave.