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27/08/2026

PIGNORAMENTO DEI BENI AZIENDALI: FAI ATTENZIONE AL MUTUO RINEGOZIATO

Se hai modificato il tasso, la durata, le rate o il piano di ammortamento con una semplice scrittura privata, il mutuo originale potrebbe non essere sufficiente da solo per avviare un pignoramento.

Non è un processo automatico: è fondamentale esaminare il mutuo, la rinegoziazione, il precetto e il pignoramento.

Se la banca sta cercando di pignorare un bene della tua azienda, scrivi “RINEGOZIATO” in privato, senza condividere informazioni riservate.

Condividi questo video con chi potrebbe averne bisogno e lascia un commento.
👉 Se ti trovi in questa situazione, scrivi "RINEGOZIATO" in DM.

Questo è un contenuto informativo generale. Ogni caso richiede una valutazione specifica.

25/08/2026

Disdetta dell'affitto commerciale prima della scadenza: è possibile, anche senza una clausola di recesso nel contratto.

L'art. 27, co. 8, L. 392/1978 lo chiarisce: a prescindere da quanto stabilito nel contratto, il conduttore ha il diritto di recedere in qualsiasi momento per gravi motivi, con un preavviso di sei mesi tramite raccomandata.

Questo è un diritto imperativo: non può essere escluso dal contratto (eccetto per grandi locazioni oltre 250.000 € di canone, art. 79).

La novità arriva dalla Cass. n. 17802 del 4 giugno 2026. Quando il recesso non è una scelta imprenditoriale arbitraria, ma una necessità dettata da esigenze oggettive di sopravvivenza aziendale, si possono considerare gravi motivi.

Ci sono tre requisiti da rispettare: motivi oggettivi, sopravvenuti e che incidano in modo significativo sull'andamento dell'azienda.

Questi motivi devono essere specificati nella lettera di disdetta: una volta inviata, non possono più essere modificati.

⚠️ Due settimane dopo, si presenta un caso opposto. Cass. n. 15640 del 18 giugno 2026: il recesso è stato dichiarato inefficace per una società che invocava una generica riorganizzazione e una lieve flessione delle vendite, condannata a pagare i canoni fino alla scadenza del sessennio.

Ecco un errore che pochi conoscono: se la difficoltà era già presente quando il contratto si è rinnovato automaticamente, quel motivo non può più essere utilizzato — è necessario un nuovo motivo, successivo al rinnovo.

📌 Salva questo post se hai un negozio o un capannone in affitto.
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F.A.Q. VELOCI

"Posso uscire dal contratto prima della scadenza?"
"Quanti mesi di preavviso devo dare?"
"Se chiudo l'attività posso lasciare il locale?"
"Devo pagare i sei mesi anche se restituisco le chiavi?"
"Il contratto si è rinnovato sono bloccato per altri sei anni?"

20/08/2026

E LA REGOLA DEL "SALDO ZERO": ECCO COME FARE OPPOSIZIONE

🚨 Immagina che la banca ti invii un decreto ingiuntivo e il primo estratto conto che ricevi mostra già un saldo negativo, mancando tutti gli estratti conto dei periodi precedenti.

Come si è arrivati a alla cifra richiesta nel decreto ingiuntivo?

Se chi propone un decreto ingiuntivo non produce la documentazione precedente, è difficile capire se il saldo iniziale sia frutto di operazioni reali, interessi, commissioni o altri addebiti. Qui entra in gioco il concetto di “saldo zero”.

Il saldo zero implica che si consideri il saldo iniziale del primo estratto conto disponibile come zero e si continui a ricostruire la situazione solo con le operazioni documentate successivamente. Questa è una delle tecniche contabili che si possono utilizzare nella consulenza tecnica d’ufficio, sempre nell'abito di una opposizione a decreto ingiuntivo.

Una recente sentenza del Tribunale di Teramo, relativa ad una opposizione a decreto ingiuntivo ha affrontato questa questione in un caso di opposizione a un decreto ingiuntivo. In quella situazione, gli estratti conto presentati riguardavano un rapporto diverso da quello menzionato nel decreto ingiuntivo, e mancava la documentazione necessaria per il finanziamento.

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✅ Se anche tu hai questo problema scrivi "DECRETO" in privato.

Contenuto informativo, non sostituisce una consulenza legale.

19/08/2026

CESSIONE D' O CESSIONE DI RAMO D'AZIENDA. QUALI NON PASSANO ALL'ACQUIRENTE?
Cass., Sez. II, ord. n. 9704 del 15 aprile 2026.

In tema di cessione di azienda o di un ramo di essa, la responsabilità solidale dell'acquirente per i debiti anteriori al trasferimento, ai sensi dell'art. 2560, comma 2, c.c., implica che tali debiti siano effettivamente annotati nei libri contabili obbligatori, come elemento costitutivo della responsabilità stessa e non surrogabile dalla semplice conoscenza aliunde del debito da parte del cessionario. Tre parole cambiano tutto.

La seconda condizione, spesso decisiva nei rami d'azienda, è che i debiti siano specificamente inerenti alla gestione del ramo ceduto. A cosa serve, in concreto?

Per chi compra, il rischio diventa misurabile. La protezione non dipende dalle clausole contrattuali, bensì dai libri contabili del venditore.

Per chi vende, la cessione di ramo d'azienda o la vendita d'azienda è più facile.

Per chi cede, è ciò che rende l'azienda appetibile. L'acquirente teme una sola cosa: i debiti non visibili. Quando il perimetro è chiaramente definito e documentato, tale timore si attenua e la trattativa non è più ostacolata dal rischio dell'ignoto. Ma occorre considerare anche l'altra faccia: la responsabilità ex art. 2560 tutela i creditori e non trasferisce automaticamente la posizione debitoria; il debitore originario resta cedente. Vendere non equivale a liberarsi.
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✅ Se hai questo problema scrivi “RAMO” in privato.

Va verificato tempestivamente se esistono i presupposti per una composizione negoziata e una cessione autorizzata.

CONTENUTO INFORMATIVO, NON SOSTITUISCE UNA CONSULENZA LEGALE.

16/08/2026

E PROVA DELLA CESSIONE: IL TRIBUNALE DI LATINA SI PRONUNCIA SULLA CERTIFICAZIONE NOTARILE

⁉️ Hai un mutuo ceduto a una società di recupero crediti? Se hai ricevuto una richiesta di pagamento relativa al mutuo, un decreto ingiuntivo, un atto di precetto o un pignoramento, non limitarti a guardare solo l'importo richiesto. È fondamentale anche capire se la prova della cessione del mutuo è stata raggiunta.

Se la titolarità del credito relativo al mutuo viene contestata in modo specifico in tribunale, la società che richiede il pagamento deve dimostrare che quel credito era effettivamente incluso nella cessione.

La sentenza n. 1401/2026 del Tribunale di Latina, ha stabilito che la cessione del mutuo NON É PROVATA QUANDO:

• c'è una dichiarazione della banca cedente relativa al mutuo redatta dopo l'inizio della causa;
• c'è una certificazione notarile del mutuo che faceva riferimento a un elenco non presentato;
• ci sono documenti che non permettevano di verificare se il credito relativo al mutuo fosse incluso nella cessione.

Questo non implica che la prova della cessione del mutuo non sia mai raggiunta. Ecco perché è indispensabile rivolgersi ad uno studio esperto in diritto bancario.

✅ Salva questo post e scrivi “MUTUO” in DM se anche tu hai questo problema.
Contenuto informativo, non sostituisce una consulenza legale.




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11/08/2026

⚠️ HAI RICEVUTO UN DALLA FINANZIARIA? L’IMPORTO POTREBBE ESSERE ERRATO.

Hai ricevuto una busta verde o una PEC riguardante le rate non pagate di un prestito personale o di un finanziamento auto?

Se stai cercando informazioni su “decreto ingiuntivo: come evitare il pignoramento?”

Non dare per scontato che l’importo indicato dalla finanziaria sia corretto.

Nella sentenza n. 2630/2026, il Tribunale di Lecce ha esaminato un finanziamento in cui il TAEG effettivo era superiore a quello dichiarato, poiché non includeva alcuni costi assicurativi.

Il fatto che la polizza fosse de@finita come “facoltativa” non è stato considerato determinante: il giudice ha valutato la sua reale funzione e il legame con la concessione del credito.

Nel caso specifico:

✅ è stato applicato il tasso sostitutivo previsto dalla legge;
✅ il debito è stato ricalcolato;
✅ il decreto ingiuntivo emesso per un importo maggiore è stato annullato.

Questo non significa che il debito sia stato cancellato: resta dovuto l’importo minore accertato dal giudice.

Se ricevi un decreto ingiuntivo da una banca o da una finanziaria, controlla subito:

📌 la data e le modalità della notifica;
📌 se è provvisoriamente esecutivo;
📌 il contratto e il documento SECCI;
📌 il piano di ammortamento;
📌 TAEG, polizze e pagamenti effettuati.

Ricorda che mutui e cessione del quinto hanno regole specifiche e non possono essere automaticamente paragonati al caso in esame.

Salva il video e condividilo con chi ha ricevuto un decreto ingiuntivo. Se il tuo caso riguarda un finanziamento ai consumatori, invia un messaggio privato con la parola “DECRETO”, ma senza inviare informazioni sensibili.

Contenuto informativo, non sostituisce una consulenza legale.

F.A.Q. VELOCI

❓ Decreto ingiuntivo dalla finanziaria: cosa fare?

❓ Quanto tempo ho per oppormi?

❓ Possono pignorarmi il conto o lo stipendio?

❓ L'iimporto richiesto è davvero corretto?

❓Polizza e TAEG possono cambiare il calcolo del debito?



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08/08/2026

All' perdi l'immobile e resti con i debiti, senza alcuna possibilità di chiudere la partita. È una cosa che quasi nessuno spiega a chi ha un immobile pignorato: l'asta non risolve il problema, anzi, lo peggiora.

Quando si parla di esecuzione immobiliare, l'immobile viene messo all'asta. Se l'asta non va a buon fine, il prezzo base scende, anche fino a un quarto in meno, e si riprova. Alla fine, l'immobile viene aggiudicato a un prezzo molto basso, spesso inferiore al suo valore di mercato. E se il ricavato non copre il debito, la differenza resta dovuta: hai perso l'immobile e sei ancora debitore.

Ma cosa succede se lo stesso immobile viene venduto all'interno di una liquidazione controllata? La differenza è notevole.

1️⃣ La vendita è guidata da un programma, non da un calendario d'asta. Il liquidatore stabilisce le modalità e i tempi del realizzo, cercando di ottenere il miglior prezzo possibile. In questo modo, si può cercare il mercato invece di subirlo, e l'apporto di finanza esterna può aprire soluzioni che nell'esecuzione non esistono.

2️⃣ L'immobile esce libero da vincoli. La legge dice testualmente che, una volta eseguita la vendita e riscosso interamente il prezzo, il giudice ordina la cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi, nonché di ogni altro vincolo. Questo è il motivo per cui un acquirente paga di più: compra un bene pulito.

3️⃣ Si ferma la corsa dei creditori. Con l'apertura della procedura, non possono essere iniziate né proseguite azioni esecutive o cautelari individuali sui beni compresi nella procedura, neppure per crediti sorti durante la liquidazione.

👉 Al termine della procedura, i debiti concorsuali non integralmente soddisfatti possono essere dichiarati inesigibili. Stesso immobile, stesso sacrificio, esito opposto.

Per una valutazione del tuo caso salva questo post e scrivi “IMMOBILE” in DM.

Avv. Diego Domenico Griffo — Studio Legale Griffo & Partners

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08/08/2026

All' perdi l'immobile e resti con i debiti, senza alcuna possibilità di chiudere la partita. È una cosa che quasi nessuno spiega a chi ha un immobile pignorato: l'asta non risolve il problema, anzi, lo peggiora.

Quando si parla di esecuzione immobiliare, l'immobile viene messo all'asta. Se l'asta non va a buon fine, il prezzo base scende, anche fino a un quarto in meno, e si riprova. Alla fine, l'immobile viene aggiudicato a un prezzo molto basso, spesso inferiore al suo valore di mercato. E se il ricavato non copre il debito, la differenza resta dovuta: hai perso l'immobile e sei ancora debitore.

Ma cosa succede se lo stesso immobile viene venduto all'interno di una liquidazione controllata? La differenza è notevole.

1️⃣ La vendita è guidata da un programma, non da un calendario d'asta. Il liquidatore stabilisce le modalità e i tempi del realizzo, cercando di ottenere il miglior prezzo possibile. In questo modo, si può cercare il mercato invece di subirlo, e l'apporto di finanza esterna può aprire soluzioni che nell'esecuzione non esistono.

2️⃣ L'immobile esce libero da vincoli. La legge dice testualmente che, una volta eseguita la vendita e riscosso interamente il prezzo, il giudice ordina la cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi, nonché di ogni altro vincolo. Questo è il motivo per cui un acquirente paga di più: compra un bene pulito.

3️⃣ Si ferma la corsa dei creditori. Con l'apertura della procedura, non possono essere iniziate né proseguite azioni esecutive o cautelari individuali sui beni compresi nella procedura, neppure per crediti sorti durante la liquidazione.

👉 Al termine della procedura, i debiti concorsuali non integralmente soddisfatti possono essere dichiarati inesigibili. Stesso immobile, stesso sacrificio, esito opposto.

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Avv. Diego Domenico Griffo — Studio Legale Griffo & Partners

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06/08/2026

Nella composizione negoziata della crisi, l'imprenditore può richiedere al tribunale di autorizzare la vendita dell'azienda o di un suo ramo. Con questa autorizzazione, si ottengono due vantaggi che altrimenti non si avrebbero:

1️⃣ L'acquirente non eredita i debiti. È esonerato dalla responsabilità solidale prevista dall'art. 2560, co. 2, c.c. per i debiti precedenti riportati nei libri contabili obbligatori. Tuttavia, rimangono i debiti verso i lavoratori, e resta in vigore l'art. 2112 c.c.

2️⃣ L'atto ha stabilità. Continua a produrre effetti anche se, dopo la chiusura, si raggiungono un accordo di ristrutturazione, un concordato preventivo, un concordato semplificato, un piano di ristrutturazione omologato, o si avvia la liquidazione giudiziale. Senza l'autorizzazione, la vendita è comunque valida, ma non offre nessuno dei due vantaggi.

E per la newco? Può funzionare, se è ben strutturata. Il conferimento rientra tra le operazioni autorizzabili: il Tribunale di Udine, il 28.11.2024, ha autorizzato il conferimento di un ramo e la cessione a un terzo del 60% delle quote della conferitaria. La nuova società non è il problema; il vero nodo è chi c'è dall'altra parte. Un affitto verso una società con lo stesso amministratore e la stessa compagine, con un acquisto previsto dopo cinque anni, è stato respinto poiché non utile al risanamento e mirato solo a garantire all'affittuario il beneficio della deroga sui debiti (Trib. Piacenza 1.6.2023). Tra i parametri di verifica, la giurisprudenza considera l'assenza di conflitti di interesse e di interposizioni di persona in continuità soggettiva con l'imprenditore.

Una novità che cambia le regole del gioco. Fino a poco tempo fa, era necessario seguire un percorso ben definito, spesso con condizioni sospensive legate all'esito. Dal 2025, vari tribunali — Torino, Perugia, Ferrara, Cuneo, Parma e Milano il 24.4.2026 — hanno cominciato a autorizzare la cessione anche durante trattative con esito ancora incerto, sottolineando l'urgenza e il rischio che il ritardo possa far perdere valore all'azienda. La contropartita è il vincolo sul prezzo: pagamento su un conto dedicato, liberabile solo all'omologa o a favore del curatore, e in un caso la proprietà viene trasferita solo al saldo dell'ultima rata (Trib. Milano 24.4.2026).

Cosa controlla il tribunale: deve verificare che l'operazione sia funzionale alla continuità aziendale, che i creditori non siano in una situazione peggiore rispetto a quella liquidatoria, e che l'acquirente sia stato scelto rispettando i criteri di competitività — che non implica necessariamente un'asta: basta anche una data room o una richiesta via PEC, ma bisogna dimostrare di aver fatto un passo. Serve anche un'offerta già ricevuta: il tribunale non è responsabile di trovare il compratore al tuo posto (Trib. Pavia 14.10.2024).

Questo è un orientamento in crescita, non una regola fissa: ci sono ancora tribunali più cauti. Ma la tendenza è chiara, e chi si muove per tempo ha più possibilità di successo.

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05/08/2026

Hai troppi debiti ( )?

Non è tanto l'importo il problema, ma il fatto che i debiti non scadono mai.
Fuori da una procedura, i debiti rimangono. Gli interessi continuano a crescere, ogni creditore agisce per conto proprio, e i pignoramenti si moltiplicano.

Non c'è un giorno in cui la situazione si chiude.

Il Codice della crisi offre una soluzione per fissare una scadenza ai debiti: la liquidazione controllata.

Cosa accade il giorno dell'apertura. Con la sentenza che avvia la procedura, si applicano, in base al rinvio dell'art. 270, comma 5, CCII, gli artt. 142, 143, 150 e 151:
- per i beni inclusi nella procedura non possono più iniziare né proseguire azioni esecutive o cautelari individuali, nemmeno per crediti accumulati durante la liquidazione.

Si apre così il concorso dei creditori e i processi in corso si fermano. Le esecuzioni già avviate non sono più perseguibili.

⚠️ Il blocco parte con la sentenza di apertura, non con la semplice presentazione della domanda. I debiti smettono di crescere.

La presentazione della domanda sospende, per quanto riguarda il concorso, l'accumulo di interessi convenzionali e legali fino alla chiusura della procedura.

✅ Come finisce. Alla conclusione, i debiti concorsuali non completamente soddisfatti vengono dichiarati inesigibili — con le eccezioni previste dall'art. 278, ultimo comma, CCII, da verificare caso per caso.

Vale anche per l' . Consumatori, professionisti, imprenditori sotto soglia, imprenditori agricoli e start-up innovative possono accedere. Inoltre, l'art. 278, commi 3 e 4, CCII estende l'esdebitazione alle società, con le stesse condizioni dell'art. 280 che si applicano ai soci illimitatamente responsabili e ai legali rappresentanti.

Il punto che cambia la prospettiva: la liquidazione controllata può essere avviata anche su richiesta di un creditore.

Non si tratta di scegliere se farla o meno, ma di decidere se impostarla o subirla.

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