21/11/2024
Come fosse un “portantino” trasferisce il grasso dal fegato al flusso sanguigno. E non solo: la stessa cosa fa con i virus che possono colpire il fegato stesso. È partendo da questa chiave interpretativa che un team di ricercatori australiani del Westmead Institute for Medical Research è arrivato a scoprire il gene che potrebbe trattare, e frenare, l’epatite B, C e D. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Infectious Disease e il gene in questione si chiama TM6SF2: la scoperta del ruolo che potrebbe avere nel bloccare i virus che attaccano il fegato apre la porta a un potenziale trattamento che inibisce il gene e, di conseguenza, impedisce alle particelle del virus di lasciare il fegato e diffondersi.
L'articolo completo di Donatella Zorzetto su