Avv. Quirino Mescia

Avv. Quirino Mescia L'Avv. Quirino Mescia è iscritto all'Ordine degli Avvocati di Campobasso dal 2002 ed è abilitato a

La recente ordinanza Cassazione 9949/2026 ribadisce che l’azione di rivalsa o regresso della struttura verso il professi...
15/05/2026

La recente ordinanza Cassazione 9949/2026 ribadisce che l’azione di rivalsa o regresso della struttura verso il professionista è ammessa solo in caso di dolo o colpa grave. Pertanto:
a) Le clausole con cui la struttura pretende che il sanitario la tenga indenne “sempre e comunque” dal risarcimento verso il paziente sono nulle, perché in contrasto con l’art. 9 L. 24/2017, norma imperativa e non derogabile.
b) Anche se il medico opera come libero professionista, avvalendosi dell’organizzazione della clinica (sale operatorie, personale, organizzazione), il rapporto interno struttura–sanitario resta regolato dalla legge Gelli per cui la rivalsa resta possibile solo per dolo o colpa grave.

Nel caso di decesso del paziente, la responsabilità della struttura sanitaria verso i parenti che agiscono iure proprio ...
06/05/2026

Nel caso di decesso del paziente, la responsabilità della struttura sanitaria verso i parenti che agiscono iure proprio per la lesione e/o la perdita del rapporto parentale è di natura extracontrattuale.
Il contratto tra paziente e struttura non produce, di regola, effetti protettivi in favore dei congiunti, salvo il ristretto ambito dei danni da nascita indesiderata. Fuori da queste ipotesi, la domanda dei parenti resta azione aquiliana ex art. 2043 c.c., con relativo, più gravoso, onere probatorio su tutti gli elementi dell’illecito, inclusa la colpa.
Diverso il profilo dei danni subiti direttamente dal paziente, fatti valere dai superstiti iure successionis: qui la struttura risponde a titolo contrattuale (artt. 1218 e 1228 c.c.), una volta dimostrato, secondo il criterio del “più probabile che non”, il nesso causale tra condotta sanitaria e evento dannoso.

Oggi pomeriggio, avrò l’onore di partecipare alla presentazione del libro di Giovanni Mancinone dedicato alla storia di ...
30/04/2026

Oggi pomeriggio, avrò l’onore di partecipare alla presentazione del libro di Giovanni Mancinone dedicato alla storia di Domenico D’Amico e di tanti altri lavoratori morti sul lavoro.
Sarò presente non solo come avvocato ma anche come cittadino che crede che la sicurezza sul lavoro non sia un costo, ma un diritto fondamentale.
La presentazione si terrà alle 17 a Bojano a Palazzo Colagrosso.
Vi invito a partecipare e a condividere: ricordare queste storie significa provare a cambiare il presente, perché nessuno debba più morire di lavoro.

Quando inizia a decorrere la prescrizione per chiedere il risarcimento del danno da morte di un familiare, causata da tr...
28/04/2026

Quando inizia a decorrere la prescrizione per chiedere il risarcimento del danno da morte di un familiare, causata da trasfusioni di sangue infetto?
Con l’ordinanza del 27 aprile 2026 (Cass., Sez. III civ., n. 11414/2026), la Cassazione ribadisce un principio importante: la prescrizione non decorre automaticamente dal decesso ma dal momento in cui i congiunti percepiscono quella morte come “danno ingiusto” collegato a una condotta illecita (trasfusioni infette).
👉 In concreto, la Corte:
• censura la Corte d’appello che aveva fatto partire il termine dal giorno del decesso, dichiarando prescritto il diritto;
• richiama l’orientamento secondo cui, specie nei danni lungolatenti, conta la consapevolezza del nesso causale, non il mero verificarsi dell’evento;
• valorizza il momento della domanda della prestazione assistenziale ex L. 210/1992 da parte dei congiunti (ove esistente) come forte indizio del fatto che i familiari hanno acquisito la consapevolezza necessaria ad agire.

Quando un familiare muore per malattia professionale o infortunio sul lavoro, i prossimi congiunti possono, ricorrendone...
23/04/2026

Quando un familiare muore per malattia professionale o infortunio sul lavoro, i prossimi congiunti possono, ricorrendone i presupposti, accedere a due tipi di tutela diversi:
1. Rendita Inail ai superstiti: prestazione economica che serve a compensare il danno patrimoniale causato dalla perdita del reddito del lavoratore.
2. Risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale: ristoro per il danno non patrimoniale causato dal dolore e dallo sconvolgimento della vita affettiva per la morte del congiunto.
La Cassazione (ord. 2624/2026) ha chiarito che la rendita Inail non si può scomputare dal risarcimento per la perdita del rapporto parentale perché si tratta di due voci di danno diverse.

La Corte di Cassazione (sez. lavoro, ord. 10 aprile 2026, n. 9116) torna sul tema del precariato degli insegnanti di rel...
20/04/2026

La Corte di Cassazione (sez. lavoro, ord. 10 aprile 2026, n. 9116) torna sul tema del precariato degli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica.
Cosa dice la Corte?
• È abuso l’utilizzo di contratti annuali rinnovati per più di tre anni scolastici
• L’abuso c’è anche se i rapporti non sono continuativi ma, sommando gli anni di incarico, si supera comunque il limite delle tre annualità.
📌 Conseguenze
In presenza di abuso, gli insegnanti di religione hanno diritto al risarcimento del danno “eurounitario”, calcolato secondo i parametri dell’art. 32, comma 5, l. 183/2010 (oggi art. 28, comma 2, d.lgs. 81/2015), oltre all’eventuale maggior danno provato.
⚖️ Questa ordinanza si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato (tra le altre Cass. 18698/2022, 19044/2022, 6565/2023, 13640/2025, 31343/2025) e rafforza la tutela contro l’uso strutturale e abusivo del tempo determinato.
👉 Se sei un insegnante di religione cattolica con anni di contratti annuali alle spalle, questa pronuncia potrebbe riguardare direttamente la tua posizione.

La Cassazione ha chiarito che anche se svolgi mansioni inferiori solo per una parte del tempo (anche il 10%), si configu...
02/04/2026

La Cassazione ha chiarito che anche se svolgi mansioni inferiori solo per una parte del tempo (anche il 10%), si configura demansionamento illegittimo se avviene in modo sistematico e protratto nel tempo.
Nel caso deciso con l’ordinanza n. 7711/2026, un infermiere impiegato anche in attività tipiche del personale di supporto (come compiti igienico alberghieri) ha ottenuto un risarcimento per la lesione della propria professionalità e dignità.
Cosa significa in pratica?
Se sei infermiere:
• puoi essere coinvolto in attività di supporto solo in modo marginale o occasionale;
• se invece queste attività diventano una parte fissa e ripetuta del tuo lavoro, si configura demansionamento.
Difendere le proprie mansioni non è solo una “questione di orgoglio”, ma di tutela della professionalità e della dignità sul lavoro.

La Cassazione ha chiarito che: • il danno da fauna selvatica si inquadra nell’art. 2052 c.c. (danno cagionato da animali...
09/01/2026

La Cassazione ha chiarito che:
• il danno da fauna selvatica si inquadra nell’art. 2052 c.c. (danno cagionato da animali, presunta);
• la legittimazione passiva è in via esclusiva della Regione, in quanto titolare delle funzioni di programmazione, coordinamento e controllo sulla fauna selvatica.
Pertanto il danneggiato:
- ha azione diretta contro la Regione
- deve provare la dinamica del sinistro e il nesso causale con il danno subito.
La Regione deve invece dimostrare il caso fortuito per liberarsi da responsabilità.

Quando un cornicione, un balcone o una porzione di facciata si stacca e provoca danni a persone o cose, il proprietario ...
06/01/2026

Quando un cornicione, un balcone o una porzione di facciata si stacca e provoca danni a persone o cose, il proprietario dell’edificio è esposto a una responsabilità particolarmente severa.
In ambito civile, al danneggiato basta dimostrare la rovina (crollo o distacco della parte dell’edificio) e il danno subito: è il proprietario che deve fornire una prova liberatoria rigorosa, dimostrando che l’evento non è riconducibile a difetto di manutenzione o vizio di costruzione, ma a un caso fortuito o a un fatto del tutto eccezionale.
Un adeguata manutenzione e la prevenzione del rischio possono fare la differenza per limitare la responsabilità dei proprietari e rafforzare la loro posizione difensiva in un eventuale giudizio.

Nel danno cosiddetto “lungolatente” – come il contagio da HCV che si manifesta clinicamente molti anni dopo l’evento les...
31/12/2025

Nel danno cosiddetto “lungolatente” – come il contagio da HCV che si manifesta clinicamente molti anni dopo l’evento lesivo – il risarcimento deve essere calcolato a partire dalla manifestazione dei sintomi e non dalla semplice contrazione dell’infezione. È quanto afferma la Cassazione, Terza Sezione Civile, con l’ordinanza 31842/2025.
La Corte chiarisce che il danno biologico non coincide con la mera lesione ma con le conseguenze pregiudizievoli concrete e accertabili nella vita della persona: senza effetti dannosi verificabili, non vi è danno risarcibile.
La sentenza è importante anche perchè, sul piano delle concause naturali, la Suprema Corte ribadisce che il giudice deve:
• accertare l’efficienza eziologica della condotta illecita;
• motivare in modo puntuale come i fattori naturali preesistenti o concomitanti (nel caso, l’etilismo) incidano, in concreto, sulla misura del danno.
Se l’apporto della concausa naturale resta incerto, tutte le conseguenze restano imputate all’autore dell’illecito.
Nel caso deciso, la Cassazione ha cassato con rinvio la sentenza d’appello per carenza di motivazione sulla reale incidenza dell’etilismo nella liquidazione del danno da contagio da HCV sfociato nel decesso del paziente.

Indirizzo

Piazza Falcone E Borsellino, 3
Campobasso
86100

Orario di apertura

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16:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
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Venerdì 09:00 - 13:00
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Telefono

+39087491755

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