Non so neanche se riuscirò a scrivere qualcosa di logico e sensato per chi leggerà questo scritto. E’ certo che scrivere di diritto e praticare il diritto è un arduo impegno. Per me perlomeno, con alti e bassi, lo è sempre stato. Questo spazio intendo dedicarlo alla “musica” e allo “spettacolo musicale” e comunque solo al diritto e all’arte. Perché secondo me per amare il diritto penale e il dirit
to processuale penale bisogna amare il mondo del diritto e riuscire ad immaginarlo scritto in un infinito multiplo “spartito musicale”. Le “chiavi di violino” sono le “disposizioni” fondamentali. Le note musicali sono tutte le altre “disposizioni”. Queste si incontrano, si uniscono e si dividono a seconda della melodia da “suonare” o da “cantare”. Le note volano, camminano, corrono, saltano, spariscono e poi ritornano. Producono suoni armonici solo se e quando gli “operatori” del diritto “leggono” le “norme” che si “colgono” nelle disposizioni o scrivono con arte e ad arte gli “spartiti”. Lo “spettacolo” diventa “un’azione musicale” travolgente a carattere multiforme quando si aprono i sipari del processo penale. Accedono dentro tante “scene” dislocate in ogni “dove” una moltitudine di “terzi” , di “parti” e di “altri” guarnite da vestimenti di ogni forma e colore arricchiti da diversi “segni” e “simboli”. I “terzi”, le “parti” e tutti gli “altri”, seguendo regole ritmiche della “scrittura”, della “lettura” “musicale” e del “canto” “leggono” infiniti spartiti facendo suonare ogni nota con toni variegati. Scrivono gli spartiti “giocando” con le note, la “scrittura” dei “toni” e il “canto”. Nelle “scene” ci sono anche le “comparse”, i “suggeritori” e i “ballerini”. Ci sono i “chiunque” con i loro nomi e cognomi. C’è anche il “pubblico”. A volte clemente ed altre no. Ci sono le “bacchette” impercettibili che hanno ogni forma, colore e dimensione. Per riuscire ad usarle bisogna essere dei “musicisti”, dei “registi” o dei “coreografi” e tanto altro ancora…. Servono per scrivere gli spartiti, richiamare le note dando alle stesse le più possibili proiezioni e direzioni ed ancora ad unire o dividere i diversi “protagonisti” nelle diverse e svariate scene. Ad alcuni servono anche per aprire o chiudere i diversi sipari. Non è un falso gioco. E’ la vita, il dolore, l’ansia e anche il trapasso. E’ condanna. E’ vittoria. E’ anche molto altro. Questo per me è mondo del diritto. Il diritto penale e il diritto processuale penale. Dopo aver percorso una lunga salita costellata da insidie, sbarramenti e terremoti, un giorno, ormai lontano, ho “letto” uno “spartito musicale”….. dei “musicisti” che all’occorrenza fanno anche i “registi” o i “coreografi” mi hanno riposto tra le mani una “bacchetta impercettibile” che ancora cambia colore, forma e dimensioni, mi hanno consentito di usare un particolare vestimento con lo sfondo nero e mi hanno stretto la mano dicendomi che avevo ormai imparato a “leggere” le “note” e ad usare la “bacchetta impercettibile”. Così, come per tanti altri, è cominciata la mia avventura tra i “terzi”, le “parti” i “chiunque” e gli “tutti gli altri”..….! Aimè, la strada da percorrere è sempre una salita simile a quella del primo tratto. Anzi è’ ancor più ardua da riconoscere rispetto alla salita precedente. E’ costellata da burroni invisibili, nemici di ogni genere e specie e da tanto altro. E’ la vita… di un “musicista” che senza dirlo a nessuno all’occorrenza può fare anche il “coreografo” o il “regista”…! I miei articoli o quanto scriverò ovviamente non saranno indirizzati a chi è un “operatore” del diritto ma a coloro che faranno o già fanno le comparse anonime, ai “chiunque” con i nomi e cognomi e agli “altri” e a chiunque avrà il piacere di leggere a prescindere dall’indumento o dalla veste, dal segno o dal simbolo. Leggere il diritto per chi non è operatore del diritto è come leggere un manuale di istruzioni per la vita. Serve ad evitare dolori e patemi e tanto altro. Rebus sic stantibus. avv. Annalisa Demurtas