28/05/2026
La Camera dei Deputati ha approvato, in prima lettura e all’unanimità, la proposta di legge costituzionale che introduce nell’articolo 24 della Costituzione un riferimento alla tutela delle vittime di reato, accanto al principio secondo cui la difesa è diritto inviolabile.
Una riforma al tempo stesso superflua e pericolosa.
Superflua, perché la tutela delle vittime è già garantita dai principi costituzionali e dalla stessa funzione dello Stato.
Pericolosa, perché inserire il concetto di “vittima” nella norma che tutela il diritto di difesa rischia di alterare l’equilibrio del processo penale e di indebolire la presunzione d’innocenza.
Processo e garanzie nascono proprio per sottrarre la giustizia alla pressione emotiva e alla logica punitiva. Se uno entra nel processo come vittima, il rischio è che un altro vi entri già come colpevole.
Questa riforma rappresenta un ulteriore passo verso un modello di giustizia sempre più emotivo e vittimocentrico, sempre più distante dalla tradizione liberale dello Stato di diritto.