08/05/2026
Due pagine del Il Sole 24 Ore di oggi che raccontano bene il paradosso italiano di questi anni.
Da una parte migliaia di progetti nel settore delle rinnovabili ancora bloccati tra autorizzazioni, pareri e tempi incompatibili con il mercato. Dall’altra imprese che continuano a subire il peso dei rincari energetici e che oggi hanno bisogno di nuovi strumenti di sostegno per restare competitive.
Le parole del Presidente di Confindustria Emanuele Orsini sul bisogno di uno “shock autorizzativo” nei prossimi mesi fotografano una realtà evidente: il tema energetico non è più soltanto ambientale, ma industriale, economico e strategico.
Sbloccare gli investimenti nelle rinnovabili significa attrarre capitali, creare occupazione, ridurre i costi energetici per famiglie e imprese, aumentare l’indipendenza energetica del Paese e migliorare concretamente la qualità della vita e della salute dei territori.
La Sardegna, in questo scenario, ha avuto un atteggiamento di protezione (giusta) verso tutte le aree di pregio ma in quelle già compromesse andrebbero previste regole chiare, tempi certi e una visione che sappia distinguere tra speculazione e sviluppo serio.
Il rischio più grande oggi è restare fermi mentre una parte del mondo ha già imboccato questa via e una parte d’Europa accelera.