Avvocato Massimo Caredda

Avvocato Massimo Caredda Avvocato specializzato in diritto commerciale e societario, consulente legale d'azienda e DPO

Segnalo la recente pronuncia del Tribunale di Cagliari che ho avuto il piacere di massimare per la rassegna di Giurispru...
20/07/2023

Segnalo la recente pronuncia del Tribunale di Cagliari che ho avuto il piacere di massimare per la rassegna di Giurisprudenza delle Imprese in materia di responsabilità del liquidatore per ritardata presentazione dell’istanza di fallimento (ora liquidazione giudiziale).

Dopo una lettura del provvedimento mi sorge una domanda, volutamente provocatoria:
fare impresa nella vigenza del nuovo codice della crisi significa svolgere un’attività ad altissimo rischio dove non sono ammessi errori di valutazione?

Per pacifica e consolidata dottrina, la valutazione sulla sussistenza dei presupposti della continuità aziendale e, più in generale, sulla solvibilità dell’impresa, si sostanzia in un giudizio probabilistico, spettante in via esclusiva all’organo di gestione.

Questo assunto fa il paio con la business judgment rule, in forza della quale ciò che forma oggetto di sindacato da parte del giudice non è la convenienza e/o l’utilità dell’atto in sé, né il risultato che abbia eventualmente prodotto, ma solo le modalità di esercizio del potere discrezionale spettante agli amministratori, che per essere immuni da critiche non devono travalicare i limiti della ragionevolezza.

La “ragionevolezza” è quindi il metro di giudizio delle scelte adottate dall’imprenditore. Quando una condotta gestoria sia da definire ragionevole e quando no spetta solo al giudice del merito stabilirlo, con buona pace di chi oggi predica la certezza del diritto e pretende di attrarre investimenti nel territorio, soprattutto nel settore dell’innovazione tecnologica, dove il rischio d’impresa è ancora più accentuato.

Secondo quest’ultima pronuncia del Tribunale, ad esempio, viene considerata irragionevole l’attività del liquidatore che resiste ad una pretesa di pagamento di un creditore sociale, che nella specie rappresentava gran parte del debito complessivo della società. Il liquidatore avrebbe quindi potuto (rectius: dovuto)“ragionevolmente” prevedere l’esito negativo del giudizio?

Secondo il Tribunale di Cagliari si. Ma a questo punto sorge una seconda domanda (meno provocatoria e più pratica):
se il liquidatore non avesse resistito e avesse presentato istanza di fallimento, avrebbe potuto essere accusato di non aver fatto gli interessi della società, ad esempio resistendo alle pretese di pagamento di un creditore della cui fondatezza era lecito dubitare?

Ai giudici del multiverso l’ardua sentenza…

Il liquidatore di una società di capitali, quale rappresentante legale dell’ente, è legittimato ad agire tempestivamente nella richiesta di fallimento in propri

Sono felicissimo di poter condividere la pubblicazione del lavoro scritto a quattro mani con la bravissima Carla Zuddas,...
02/02/2023

Sono felicissimo di poter condividere la pubblicazione del lavoro scritto a quattro mani con la bravissima Carla Zuddas, ricercatrice dell’Università degli Studi di Cagliari, in materia di cessione di , edito sul terzo volume 2022 della .

Insieme abbiamo cercato di ricostruire ed analizzare, alla luce della recente pronuncia della Suprema Corte, la nota vicenda che ha riguardato il fallimento della società Shardna, detentrice di una imponente biobanca di popolazione contenente oltre 230.000 campioni biologici e dati personali, demografici, genealogici, clinici e genetici di circa 11.700 abitanti del territorio dell’Ogliastra.

In attesa di leggere il provvedimento del giudice di rinvio, proviamo a fare il punto sull’ormai caldissimo tema della circolazione di dati genetici, che è stato anche al centro di importanti dibattiti della comunità scientifica, e, da ultimo, oggetto di trattazione all’evento

Un altro mio contributo in materia di responsabilità degli   di società di capitali per la rassegna di Giurisprudenza de...
25/01/2023

Un altro mio contributo in materia di responsabilità degli di società di capitali per la rassegna di Giurisprudenza delle Imprese.

Questioni tecniche a parte, resta di indubbio interesse la riproposizione da parte del Tribunale di Palermo della c.d. , ultimo argine alla recrudescenza delle azioni di responsabilità contro gli amministratori a seguito dell'entrata in vigore del Codice della crisi.

Qui il link alle massime estratte dalla sentenza:

L’azione esperita dal curatore del fallimento, prevista dall’art. 146 l. fall., ha una duplice natura: ha natura contrattuale l’azione di responsabilità nei con

Che fine fa il debito dell’impresa a seguito di escussione della garanzia statale e surroga di MCC? Quali i rischi in ca...
30/11/2022

Che fine fa il debito dell’impresa a seguito di escussione della garanzia statale e surroga di MCC? Quali i rischi in caso di perdurante insolvenza? Una possibile risposta per le imprese arriva dalla della crisi.
Il coinvolgimento del Fondo Centrale di Garanzia negli accordi saldo e stralcio con le sarà uno dei driver centrali per la concreta riuscita dei piani di risanamento delle imprese che presentano indizi di crisi.
Ciò rende ancor più centrale la predisposizione da parte dell’azienda di opportuni presidi amministrativi e contabili per rilevare tempestivamente la crisi, obbligo già pienamente operativo a decorrere dal 15 luglio scorso.

Amministratori e liquidatori di imprese in crisi 🆘 un ruolo difficile quasi sempre foriero di responsabilità e scarsamen...
01/07/2022

Amministratori e liquidatori di imprese in crisi 🆘 un ruolo difficile quasi sempre foriero di responsabilità e scarsamente remunerato.

Su Giurisprudenza delle Imprese una interessante pronuncia del Tribunale di Bologna sul delicato tema ↙️

Il curatore fallimentare che intenda far valere la responsabilità dell’ex amministratore o del liquidatore per violazione degli obblighi di corretta gestione e

📚Segnalo un’interessante pronuncia del Tribunale di Catania che fa il punto in materia di responsabilità gestoria dell’a...
07/03/2022

📚Segnalo un’interessante pronuncia del Tribunale di Catania che fa il punto in materia di responsabilità gestoria dell’amministratore di s.r.l.
📌Di seguito il link alla massima estrapolata per la rivista Giurisprudenza delle Imprese e il provvedimento completo.
Buona lettura 📖

Per il corretto esperimento dell'azione di responsabilità nei confronti dell'amministratore di s.r.l., la parte attrice deve allegare, in relazione a specifici

Sempre più di frequente i clienti mi chiedono come comportarsi quando devono finanziare la propria società, soprattutto ...
17/02/2022

Sempre più di frequente i clienti mi chiedono come comportarsi quando devono finanziare la propria società, soprattutto quando la stessa non è in grado, per le più disparate ragioni, di sostenersi finanziariamente senza gli apporti dei soci.

❗️Uno degli aspetti più rilevanti che può orientare le scelte dell’impresa è senza dubbio quello dell’utilizzabilità dei crediti nascenti dal finanziamento dei soci per la copertura di future operazioni di aumento di capitale, sia conseguenti a perdite (ricapitalizzazione), che per consolidamento della struttura patrimoniale (es. in vista dell’ingresso di un partner industriale o finanziario).

🔅Sul tema si è recentemente espresso il Tribunale di Bologna, che ammette l’aumento di capitale mediante compensazione tra il debito del socio verso la società ed un credito vantato dal medesimo nei confronti dell’ente, senza che a ciò possa ostare il limite della postergazione del rimborso dei finanziamenti dei soci di cui all’art. 2467 c.c.

🔺Sembra quindi messo in discussione l’orientamento (più restrittivo) del Tribunale di Roma (ord. 10 gennaio 2017), secondo cui, in caso di finanziamento eseguito in una condizione di crisi, il credito nascente del socio sarebbe inesigibile e, dunque, non compensabile in sede di aumento di capitale, nemmeno con il consenso della società, avendo l’amministratore il dovere di opporre al socio la postergazione.

👇Qui sotto l’articolo con le massime da me estrapolate in collaborazione con la Rivista Giurisprudenza delle Imprese

Buona lettura 📚

In sede di aumento del capitale sociale, è legittimo il conferimento attuato mediante compensazione tra il debito del socio verso la società ed un credito vanta

⭕️Su Giurisprudenza delle Imprese il provvedimento del Tribunale di Bologna che ha statuito il seguente principio di dir...
09/02/2022

⭕️Su Giurisprudenza delle Imprese il provvedimento del Tribunale di Bologna che ha statuito il seguente principio di diritto:

“a decorrere dal 1° gennaio 2015, il compenso dell’amministratore di società a partecipazione pubblica soggiace al limite dell’80% del compenso erogato nel 2013, da intendersi come il costo effettivamente sostenuto dalla società, indipendentemente da qualsivoglia distinzione circa il numero delle mensilità concretamente erogate in tale annualità (nel caso di specie, la società aveva erogato un compenso nel 2013 per due sole mensilità)”.

Di seguito il link all’articolo con le massime estrapolate.

A decorrere dal 1° gennaio 2015, il compenso dell’amministratore di società a partecipazione pubblica soggiace al limite dell’80% del compenso erogato nel 2013,

🏙Per al rubrica diritto societario & affini, un tema sempre più “caldo” a seguito della riforma della crisi d’impresa, q...
05/02/2022

🏙Per al rubrica diritto societario & affini, un tema sempre più “caldo” a seguito della riforma della crisi d’impresa, quello della responsabilità dell’amministratore di fatto di società di capitali.

❗️Secondo l’ormai costante orientamento della Suprema corte, “è assoggettabile all’azione di responsabilità, ai sensi degli art. 146 L.F., anche l’amministratore di fatto, identificabile in colui che abbia effettivamente gestito la società in assenza di una nomina in forma legale oppure quando l’investitura sia ricollegabile al contegno dei soci, in modo da determinare l’inserimento di tale organo amministrativo nella funzione, con conseguente assunzione degli obblighi connessi all’ufficio assunto”.

🧷Nè un esempio l’attualissima pronuncia del Tribunale di Bologna, secondo cui la continua, sistematica, spregiudicata e significativa ingerenza negli affari di una società in bonis, viziata da importanti interessi personali in altre società, nonché la conclusione di contratti che, in ogni caso, per regolamentazione negoziale, non avrebbero mai potuto arrecare alcun utile o beneficio alla società, comporta senza alcun dubbio la responsabilità per mala gestio dei soggetti ingerenti, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2476 c.c.

🔍Di seguito il link alla sentenza e alle massime estrapolate per la rivista Giurisprudenza delle Imprese.

Buona lettura📖

La qualifica di amministratore di fatto postula, a norma dell’art. 2639 cod. civ., l'esercizio in modo continuativo e significativo dei poteri tipici inerenti a

04/10/2021

Studio Legale Simbula, al fine di offrire un immediato supporto e assistenza ad imprese e professionisti per la predisposizione della documentazione per partecipare alla Sandbox e/o al Fintech Hub Milano, ha aperto uno sportello dedicato. Per una più ordinata gestione delle pratiche, sono state ape...

  ➡️ Pubblicato in G.U. il Decreto Legge 118/2021, il quale prevede interessanti novità in ambito di accordi di   dei  ....
26/08/2021

➡️ Pubblicato in G.U. il Decreto Legge 118/2021, il quale prevede interessanti novità in ambito di accordi di dei .

🟢 In soldoni, l’impresa in difficoltà che presenti concrete prospettive di aziendale, può concludere accordi di ristrutturazione dei debiti con il 75% dei creditori e renderli vincolanti anche per i creditori non aderenti, purché appartenenti alla medesima categoria e adeguatamente coinvolti nella trattativa, il tutto senza intervento del Tribunale, tranne in fase di omologa, e senza la supervisione del commissario giudiziale.

Nell’articolo del Sole 24 Ore i dettagli della nuova misura ↘️

  ▶️ In un caldo   di Agosto, il Consiglio dei Ministri approva il tanto atteso Decreto legge che formalizza l’ormai sco...
09/08/2021

▶️ In un caldo di Agosto, il Consiglio dei Ministri approva il tanto atteso Decreto legge che formalizza l’ormai scontato slittamento del della , la cui entrata in vigore viene rinviata al 16 maggio 2022.

❗️Tra le tante novità contenute nella novella legislativa, la figura dell’ indipendente che sostituisce i tanto discussi OCRI, inizialmente deputati alla composizione negoziata della crisi, e l’ulteriore rinvio del meccanismo di allerta, puramente simbolico, al 31 dicembre 2023.

‼️La composizione negoziata della crisi viene quindi declinata come strumento attivabile dall’impresa in stato di incubazione pre-crisi, e viene incentivata attraverso numerose misure premiali (anche fiscali) diventando un importante tavolo di trattativa con i creditori funzionale al risanamento dell’azienda ed alla ristrutturazione dei debiti.

🔅Inoltre, da quanto emerge nella bozza di decreto legge in circolazione, la composizione negoziata assurge a sede privilegiata per la dei contratti “squilibrati” a causa della da Covid-19, e l’eventuale rifiuto del terzo contraente di avviare la trattativa potrà essere superato dal Tribunale su istanza dell’imprenditore, sentito il parere dell’esperto indipendente, laddove la rinegoziazione sia essenziale ai fini del risanamento aziendale.

Queste e tante altre le novità che necessiteranno dei doverosi approfondimenti e di ulteriori specificazioni, soprattutto in sede di regolamentazione attuativa, ma la strada imboccata sembra quella buona. Per la prima volta il mondo della regolamentazione della crisi si avvicina a quello dei contratti d’impresa, aprendo le porte a nuove opportunità di crescita e per tutte le realtà produttive.

Indirizzo

Via Alghero 51
Cagliari
09127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 17:00

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