18/01/2024
Oggi compio 25 anni di iscrizione all’Albo degli Avvocati.
Era il 18 gennaio 1999.
Una vita professionale intensa ed eclettica in cui ho avuto la fortuna di avere ottimi Maestri, due fra tutti che non ci sono più Antonio Lai ed Elio De Montis, e l’opportunità di lavorare con tanti Colleghi che hanno arricchito il mio bagaglio di esperienza.
Questo mestiere l’ho scelto per vocazione, l’ho svolto con dedizione e sacrificio, reinventandomi ogni volta che ce n’è stato bisogno, con umiltà, senza perdere mai di vista i valori di lealtà e correttezza che mi ha trasmesso la mia famiglia.
Su come è cambiata la professione per tutti, ma sopratutto per noi donne, in questi 25 anni potrei scrivere un libro, a cominciare dal nome.
Certamente debbo riconoscere che c’è voluta tanta forza, tanto studio e tanta tenacia per ritagliarmi un piccolo spazio nel mondo forense cagliaritano, specialmente in quello del diritto amministrativo, dove all’inizio eravamo veramente pochissime.
Una materia, quella degli appalti e dell’urbanistica, per lungo tempo monopolio degli avvocati uomini, in cui ancora oggi per riuscire a farti apprezzare devi dimostrare di essere PIU’ brava e PIU’ competente dei tuoi colleghi maschi. Un ambiente in cui non è facile dimostrare la propria autorità e in cui qualcuno ancora azzarda un signora, signorina o al massimo dottoressa.
Oggi però le cose sono cambiate: siamo diventate tante, forse più degli uomini e, non me ne vogliano i colleghi maschi, ma siamo più empaticamente brave, se non altro perché nella professione ci mettiamo un po’ più degli uomini la sensibilità e il cuore.
E’ rimasto il barcamenarci tra casa, famiglia e professione e infatti soffriamo tanto; soffrono i nostri compagni di “donne in carriera” e soffrono tantissimo i nostri figli, nel vederci tornare alle 9 di sera senza comprendere bene il perché.
Mentre noi ci pieghiamo al nostro senso di responsabilità, rispondiamo a tutti e a tutte le ore, piangiamo da sole perché nessuno ci veda (guai a mostrare il lato debole), ci disperiamo senza dirlo a nessuno (perchè sarebbe un disonore) e pensiamo spesso di cambiare mestiere, ma invece non lo cambiamo, resistiamo e andiamo avanti sempre.
Perciò, a questo punto della mia carriera professionale, mi sento di rivolgermi ai giovani e soprattutto alle giovani donne che vogliono intraprendere questa professione.
Se volete un lavoro facile, sicuro e una discreta serenità economica, non è mestiere per voi.
Se invece volete, a fronte della fatica, dell’insicurezza e del rischio imprenditoriale, un lavoro entusiasmante, sempre diverso, pieno di insidie ma ricco anche di soddisfazioni che ti scaldano il cuore e di successi che ti fanno saltare dalla sedia proprio come allo stadio … allora fate le avvocate.
Non fatevi spaventare dalle difficoltà, non fatevi scoraggiare da chi vi indirizza verso l’impiego “sicuro”.
Non abbiate paura, ma coraggio e determinazione. Rimboccatevi le maniche, non lesinate tempo e fatica, perché ce ne vuole tanto, ma non scoraggiatevi neppure e andate avanti facendovi rispettare e apprezzare.
Se avrete saputo dosare bene questi ingredienti, state pur certe che sarete orgogliose di voi stesse e, nonostante tutto, anche voi la penserete come me.
NON SCAMBIEREI QUESTO MESTIERE CON NESSUN ALTRO AL MONDO.
Avvocata Luisa Giua Marassi