24/05/2023
IL "PEZZOTTO" E LE CONSEGUENZE PENALI
Il pezzotto è un decoder pirata con il quale vengono trasmessi, abusivamente, dei programmi o prodotti televisivi (partite, serie tv etc) a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli ufficiali e praticati legalmente con abbonamento.
Ebbene, questa condotta implica responsabilità penale, non solo per il soggetto che mette a disposizione questi strumenti, ma anche per i fruitori. Nello specifico, la prima norma di riferimento è l'articolo 171 ter L. A., ai sensi del quale "è punito, se il fatto non è commesso per uso personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da € 2.582 a €15.493, chiunque a fini di lucro, abusivamente duplica, riproduce [...] un'opera dell'ingegno destinata al circuito televisivo o cinematografico [...]. La seconda norma di riferimento è l'art. 171 octies L.A.: "è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da € 2.582 a € 25.822 chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico o privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica che digitale. Inoltre, in ipotesi di condotte di tal sorta, l'autorità giudiziaria, oltre ai reati richiamati, potrebbe contestare anche i delitti di frode informatica, di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, e a seconda del numero di persone coinvolte, anche il delitto di associazione per delinquere. La più recente novità in materia è del marzo 2023; la Camera dei Deputati ha infatti approvato la proposta di legge anti pirateria, la quale è appunto finalizzata al contrasto della diffusione di contenuti digitali soggetti a copyright e diritti connessi. Le pene da quest'ultima previste sono la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da € 2.582 a €15.493 per chiunque abusivamente esegue [...] la fissazione su supporto digitale, audio, video o audiovideo, in tutto o in parte, di un'opera cinematografica, audiovisiva o editoriale ovvero effettua la riproduzione, l'esecuzione o la comunicazione al pubblico della fissazione abusivamente eseguita a fini di lucro. Per i fruitori di questi servizi è prevista la sanzione pecuniaria da € 1.000 a € 5.000. Il testo di questa legge passerà ora all'aula del Senato.