07/05/2026
Urge una normativa davvero seria e severa per contrastare questi pervertiti, pericoli ambulanti che camminano tra noi, nelle pubbliche strade
Da Repubblica
Odino è stato dimesso. Il gatto di due anni e mezzo vittima di una atroce tortura è tornato a casa dalla sua famiglia, Marco e Alina e la figlia di due anni e mezzo legatissima al suo gatto.
Odino era ricoverato dal dieci aprile, prima a Ostia e poi nella stessa clinica CVS dove si trovava Rosi, la gatta seviziata nel parco di Tor Tre Teste. Rosi è uscita dieci giorni fa, Odino nel pomeriggio di mercoledì sei maggio: non ha più le zampe posteriori, che gli sono state amputate a causa della tortura subita. E non ha neanche l'orecchio sinistro, anche quello amputato a causa delle torture. Ma è vivo.
Dovrà continuare una terapia a casa e fra una settimana Marco e Alina lo riporteranno in clinica per un controllo, poi arriverà il momento - sperando che vada tutto bene - per mettere una protesi alle anche posteriori e permettere al gatto di camminare. Decisivo il supporto finanziario e il sostegno della lega nazionale per la difesa del cane Animal protection, che fin dal primo momento ha assistito Marco e Alina.
Era il nove aprile, in via Maccari ad Acilia, alle porte di Ostia. Quella sera Odino, gatto domestico abituato ad andare spesso nel giardino condominiale, non era rientrato in casa. Comparve diverse ore dopo in condizioni disumane: qualcuno gli aveva legato le zampe posteriori così forte che ormai erano andate in cancrena e infine non contento gli aveva dato fuoco e bruciacchiato l'orecchio sinistro. Odino , adottato da un rifugio a Napoli e già privo di un occhio a causa di un trauma avuto da cucciolo, era ancora vivo. Ricoverato il dieci aprile dal veterinario Lorenzo Mancini, si salvò la vita ma gli dovettero amputare zampe e orecchio. Poi le cure presso il CVS del dr Selleri. E adesso il ritorno a casa.
“Siamo immensamente felici di poter dire che Odino è stato finalmente dimesso dalla clinica ed è potuto tornare a casa dalla sua famiglia. Dopo tutte queste settimane di ricovero, interventi, terapie e sofferenze, vedere che ha lasciato la clinica ed è tornato ad essere circondato dall’amore di Marco e Alina è davvero una bellissima notizia.Il nostro più grande rammarico, però, resta il fatto che ancora oggi non sia stato identificato l’autore o non siano stati identificati gli autori dei gravissimi maltrattamenti che Odino ha subito. Speriamo sinceramente che le indagini continuino e che chi ha commesso una tale atrocità venga individuato. Adesso vogliamo concentrarci anche sulla sua ripresa. Se tutto proseguirà bene, nelle prossime settimane, insieme all’ortopedico che sta già seguendo il suo caso, si procederà anche con il percorso per la protesi della zampina posteriore rimasta, così da aiutarlo ad avere una vita il più normale possibile.Odino se lo merita davvero.” spiega Emanuela Bignami della sezione di Ostia della Lndc