Studio Legale Mascitti Avv. Chiara

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Hai un dipendente che viola le regole aziendali?�La normativa prevede un sistema di sanzioni disciplinari che il datore ...
28/02/2026

Hai un dipendente che viola le regole aziendali?�La normativa prevede un sistema di sanzioni disciplinari che il datore può applicare in modo graduato, proporzionato e documentato, in base alla gravità dell’infrazione.�

Una gestione strutturata del processo disciplinare è essenziale per tutelare l’azienda e ridurre il rischio di contestazioni.

L'impatto per l’azienda?
Una gestione non corretta delle sanzioni disciplinari può comportare:
- annullamento delle sanzioni per vizi procedurali,
- impugnazioni da parte del dipendente,
- rischi risarcitori e reintegra,
- contestazioni sindacali difficoltà di gestione interna e perdita di autorevolezza organizzativa.

Anche le sanzioni apparentemente più semplici devono seguire regole precise.

Come può tutelarsi l’azienda?
Per garantire solidità disciplinare e conformità normativa, l’azienda può:

1. Applicare sanzioni in modo proporzionato
- Rimprovero verbale (infrazioni minori)
- Rimprovero scritto, con obbligo di replica del dipendente
- Multa fino a 4 ore di retribuzione
- Sospensione fino a 10 giorni
- Licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo

2. Rispettare le procedure fissate dalla Legge
- Contestazione scritta puntuale, tempestiva e circostanziata,
- Acquisizione di prove, documenti e testimonianze,
- Rispetto del termine dei 5 giorni per le difese del dipendente,
- Decisione motivata, coerente e proporzionata.

Hai un dipendente con disabilità che supera il periodo di comporto?�La Cassazione (sent. n. 15723/2024) chiarisce che il...
15/02/2026

Hai un dipendente con disabilità che supera il periodo di comporto?�La Cassazione (sent. n. 15723/2024) chiarisce che il licenziamento è nullo se la contrattazione collettiva non prevede una disciplina specifica per le assenze collegate alla disabilità.�

Applicare la regola generale del comporto senza considerare la particolare condizione del lavoratore può integrare discriminazione indiretta.

IMPATTO PER L'AZIENDA
Una gestione non differenziata delle assenze può:
- esporre l’impresa a richieste di reintegra e risarcimento,
- generare contenziosi per discriminazione involontaria,
- creare rischi reputazionali e di non conformità normativa,
- far emergere criticità nei processi HR e nelle interpretazioni delle clausole contrattuali.

Il rischio nasce anche quando la norma applicata è apparentemente neutra ma produce effetti svantaggiosi sui lavoratori più fragili.

Come può tutelarsi l’azienda?
Per ridurre esposizione al contenzioso e rafforzare la governance, l’azienda può:
- verificare che il CCNL applicato preveda tutele adeguate per le assenze connesse alla disabilità;
- valutare caso per caso la natura delle assenze e la loro correlazione con la condizione del dipendente;
- adottare policy interne che guidino i responsabili nella gestione dei comporti;
- formare HR e management su rischi di discriminazione indiretta;
- documentare accuratamente l’intero processo decisionale.

Un approccio strutturato permette di evitare decisioni che, pur formalmente corrette, risultano illegittime in sede giudiziale.

Email di lavoro e privacy: cambiano le regole sui metadatiIl Garante Privacy, con il provvedimento del 6 giugno 2024, ha...
07/02/2026

Email di lavoro e privacy: cambiano le regole sui metadati

Il Garante Privacy, con il provvedimento del 6 giugno 2024, ha aggiornato le linee guida in materia di metadati delle email aziendali.
La novità più rilevante? Solo i metadati tecnici registrati automaticamente dai sistemi di posta (log di invio, indirizzi IP, orari, esiti di consegna) sono soggetti a limiti di conservazione.

Non sono inclusi i contenuti dei messaggi o gli allegati.
La conservazione di questi dati, per assicurare la funzionalità del sistema, potrà avvenire per un massimo di 21 giorni, salvo casi eccezionali e documentati.



Perché è importante?

- Chiarito il perimetro: non tutto ciò che riguarda l’email è metadato.
- Eliminati molti dubbi e paure delle aziende.
- Definito un termine orientativo di conservazione (21 giorni), nel rispetto del principio di accountability.

Il provvedimento ristabilisce equilibrio tra tutela della privacy e necessità operative delle imprese.

Un dipendente è stato licenziato per superamento del comporto, ma ha periodi di day hospital? La Cassazione (sent. n. 15...
24/01/2026

Un dipendente è stato licenziato per superamento del comporto, ma ha periodi di day hospital?
La Cassazione (sent. n. 15845/2024) chiarisce che i giorni di day hospital non possono essere conteggiati nel periodo di comporto, perché rientrano tra le assenze equiparate al ricovero.
Un calcolo errato può rendere il licenziamento illegittimo, con conseguenze economiche per l’azienda.

Impatto per l’azienda
Una gestione non corretta del comporto può determinare:
- annullamento del licenziamento,
- reintegra del dipendente,
- risarcimento del danno,
- contestazioni sindacali,
- responsabilità per errata applicazione del CCNL.

Come può tutelarsi l’azienda
Per ridurre l’esposizione al contenzioso e garantire conformità al CCNL, l’azienda può:
- Verificare con precisione le assenze
- Distinguere tra malattia ordinaria, ricoveri, day hospital e altri tipi di assenza
- Applicare correttamente quanto previsto dal CCNL di riferimento
- Documentare il processo di calcolo del comporto
- Conservare certificazioni mediche, comunicazioni e calcoli intermedi
- Garantire tracciabilità delle valutazioni effettuate

Formare HR e responsabili su:
- regole del comporto previste dal contratto collettivo,
- assenze escluse dal conteggio,
- gestione corretta dei rapporti con il lavoratore durante la malattia

Richiedere consulenza preventiva prima di procedere al licenziamento
per verificare eventuali criticità normative.

Una decisione disciplinare o risolutiva basata su un conteggio errato è facilmente impugnabile.

Vuoi ridurre il rischio di contenziosi sul comporto e sulla gestione delle assenze?
Contattaci per verifiche che tutelano la tua azienda.

Sbagliare scelte non significa fare bancarotta.Secondo la Cassazione penale (sent. n. 22978/2024), l’amministratore di u...
17/01/2026

Sbagliare scelte non significa fare bancarotta.

Secondo la Cassazione penale (sent. n. 22978/2024), l’amministratore di una società fallita non commette bancarotta fraudolenta se i debiti derivano da scelte gestionali rivelatesi errate senza dolo.
Il reato sussiste solo se c’è volontarietà nel peggiorare la situazione patrimoniale: non basta l’errore, serve l’intenzione.



Perché è importante

• l’amministratore non risponde penalmente per decisioni sbagliate, se assunte in buona fede
• la responsabilità penale richiede un comportamento doloso, non semplicemente colposo
• si rafforza il principio secondo cui l’impresa può fallire senza colpa penale del management, se non vi è stata frode

Una linea di demarcazione chiara tra l’errore imprenditoriale e il reato.

Un dipendente lamenta un “ambiente tossico” anche senza episodi di mobbing?�La Cassazione (sent. n. 15957/2024) ha stabi...
16/01/2026

Un dipendente lamenta un “ambiente tossico” anche senza episodi di mobbing?�La Cassazione (sent. n. 15957/2024) ha stabilito che un ambiente di lavoro stressogeno può essere considerato illegittimo anche in assenza di un vero intento persecutorio.�Non servono comportamenti ripetuti o ostili: è sufficiente che le condizioni organizzative compromettano il benessere psicofisico del dipendente.

IMPATTO PER L'AZIENDA
Situazioni di questo tipo possono generare:
• contenziosi per danni da stress lavoro-correlato
• criticità nella gestione delle risorse umane
• aumento dei rischi reputazionali
• calo di performance e perdita di clima organizzativo

La responsabilità può emergere anche quando i singoli comportamenti sono formalmente leciti ma inseriti in un contesto disfunzionale.

COME PUÒ TUTELARSI L'AZIENDA
Per ridurre il rischio e rafforzare la governance del personale, l’azienda può:
• monitorare periodicamente clima e carichi di lavoro
• definire procedure interne per gestire segnalazioni e criticità relazionali
• formare i responsabili sulle dinamiche organizzative potenzialmente stressogene
• intervenire tempestivamente su prassi, comunicazioni e stili di leadership non allineati
• documentare le azioni di prevenzione e tutela adottate

Una gestione strutturata dell’ambiente interno riduce esposizione al rischio e migliora efficacia organizzativa.

Un responsabile dichiara pubblicamente di voler assumere “solo donne over 40”?�Secondo il Tribunale di Busto Arsizio, un...
11/01/2026

Un responsabile dichiara pubblicamente di voler assumere “solo donne over 40”?�Secondo il Tribunale di Busto Arsizio, un’affermazione di questo tipo costituisce discriminazione indiretta, anche se formulata come semplice opinione personale.�Non serve un reale atto di esclusione: le parole sono sufficienti a produrre un effetto dissuasivo e a scoraggiare candidature legittime.

IMPATTO PER L'AZIENDA
Dichiarazioni improprie nelle fasi di selezione possono esporre l’azienda a:
• risarcimenti per discriminazione, danni reputazionali significativi,
• perdita di credibilità nei processi di recruitment,
• contestazioni da parte di enti, candidati o associazioni di categoria.

Basta una frase per generare responsabilità: non servono bandi, annunci o atti formali.

Ritardo aereo e personale assente? La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 16 maggio 2024 (C-405/23), ha stab...
28/12/2025

Ritardo aereo e personale assente?
La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 16 maggio 2024 (C-405/23), ha stabilito che la carenza di personale addetto al carico dei bagagli, se imprevista e non evitabile, può costituire una circostanza eccezionale ai sensi del Regolamento UE 261/2004.

In questi casi, la compagnia aerea può non essere obbligata a risarcire i passeggeri per il ritardo del volo.

Ma attenzione: il vettore deve dimostrare che ha adottato tutte le misure preventive e correttive per evitare il disservizio. Solo così può essere esonerato dalla compensazione pecuniaria.

Perché è importante?
- Tutela l’equilibrio tra diritti dei passeggeri e responsabilità delle compagnie
- Chiarisce che non ogni ritardo è automaticamente risarcibile
- Incentiva una gestione più attenta del personale e delle emergenze

Un dipendente denuncia stress lavoro-correlato anche senza episodi di mobbing?La Cassazione (sent. n. 15957/2024) ha chi...
27/12/2025

Un dipendente denuncia stress lavoro-correlato anche senza episodi di mobbing?
La Cassazione (sent. n. 15957/2024) ha chiarito che un ambiente di lavoro stressogeno può essere considerato ingiusto anche in assenza di condotte persecutorie.�Se il clima organizzativo compromette la salute psicofisica del dipendente, può sorgere responsabilità risarcitoria per l’azienda.

Impatto per l’azienda
Un ambiente percepito come logorante può generare:
- richieste di risarcimento per danno da stress lavoro-correlato
- contenziosi legati alla salute e sicurezza
- rischi reputazionali
- criticità nella gestione dei team e dei carichi di lavoro
- peggioramento della performance e aumento del turnover

Il rischio nasce anche in assenza di comportamenti ostili, quando l’organizzazione non previene situazioni dannose.

Come può tutelarsi l’azienda
Per ridurre l’esposizione al contenzioso e migliorare la governance interna, l’azienda può:
- monitorare regolarmente clima, carichi e dinamiche di team
- definire procedure interne per la gestione delle segnalazioni di disagio
- formare responsabili e manager sulle dinamiche relazionali potenzialmente dannose
- intervenire rapidamente su situazioni disfunzionali, anche se non configurano mobbing
- documentare in modo chiaro valutazioni, misure di prevenzione e interventi attuati

Una gestione strutturata del clima organizzativo riduce rischi legali e migliora stabilità, performance e retention.

Composizione negoziata: il nuovo correttivo dà più forza alle imprese in crisi.Il decreto correttivo sul Codice della cr...
21/12/2025

Composizione negoziata: il nuovo correttivo dà più forza alle imprese in crisi.
Il decreto correttivo sul Codice della crisi porta importanti novità per le imprese in difficoltà: dalla composizione negoziata alla semplificazione del concordato, l’obiettivo è chiaro — salvare ciò che può essere salvato, anche in extremis.

Oggi le imprese possono accedere a una gamma più ampia di strumenti di ristrutturazione, senza temere peggioramenti nella classificazione del credito bancario. Si aprono quindi nuove possibilità per risanare, ristrutturare o liquidare in modo ordinato, senza per forza cadere nella liquidazione giudiziale.



Perché è importante?

• L’accesso alla composizione negoziata non peggiora la posizione dell’impresa verso le banche.

• L’esperto potrà proporre accordi anche con l’Agenzia delle Entrate.

• Viene introdotto il principio di continuità anche nei casi di concordato preventivo.

• Nuove tutele per i creditori minori e maggiore chiarezza sulle vendite dei beni.

• Viene rafforzata la logica della “risoluzione guidata” e non più solo punitiva.

In sintesi: più strumenti, più flessibilità, più possibilità di salvare l’impresa e i posti di lavoro.

Messaggi WhatsApp validi in giudizio? Sì, se conservati correttamente. Il Tribunale di Urbino ha stabilito che i messagg...
20/12/2025

Messaggi WhatsApp validi in giudizio? Sì, se conservati correttamente. Il Tribunale di Urbino ha stabilito che i messaggi WhatsApp possono essere ammessi come prova in giudizio, a patto che vi sia un supporto informatico che ne certifichi autenticità e data.

Attenzione: la sola schermata non basta. Serve il dispositivo o un backup certificato.

Indirizzo

Via Carlo Cattaneo N. 25
Brescia
25121

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
14:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 12:30
14:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 12:00
14:00 - 19:00
Giovedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 12:00
15:00 - 18:30

Telefono

+393336438044

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