10/11/2021
Green pass: niente controlli se il dipendente consegna la certificazione verde al datore di lavoro.
Il green pass ha sicuramente cambiato la nostra vita e la nostra (sottolineo nostra) idea e concezione della libertà.
Da quanto è stato introdotto, si sono sollevate proteste di piazza che non si vedevano da molto tempo nel nostro paese, alimentando il quesito che tutti oggi si pongono: è giusto o non è giusto mantenere la certificazione vaccinale?
Oggi non daremo la risposta alla domanda (anche perché non sarebbe unica ed assoluta, potrebbero esserci molte) ma cercheremo di partire da un aspetto.
Questioni morali o no, il green pass è previsto normativamente e le norme vanno osservate (a meno che non riteniamo di vivere nell’anarchia pura).
Posto questo, ci interessa capire cosa succede sopratutto sul luogo di lavoro. Il percorso di conversione in legge del decreto 127/2021 porta alcune semplificazioni per quanto riguarda l’obbligo di green pass sul posto di lavoro.
Viene stabilito, nello specifico, che se la certificazione verde scade durante l’orario di lavoro, il lavoratore può continuare la sua attività fino al termine del turno, senza alcuna sanzione.
Un altro emendamento prevede che ai lavoratori in somministrazione il controllo dovrà essere effettuato sia dall’agenzia di somministrazione sia dall’utilizzatore.
Si prolunga il periodo in cui i datori di lavoro del settore privato, con meno di quindici dipendenti, possono sospendere e sostituire un addetto senza green pass. Durante un’eventuale sospensione, il dipendente mantiene il diritto al posto e non può subire conseguenze disciplinari.
Infine una nuova regola: nel settore privato i dipendenti possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID - 19. In tal caso il datore di lavoro non deve effettuare controlli su tali dipendenti finché è valido il green pass.