03/11/2025
I limiti alla libertà di parola ruotano attorno a due diritti di pari rango costituzionale: da un lato, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 Cost.), che include il diritto di cronaca e di critica;
dall’altro, il diritto alla reputazione, ovvero all’onore e al decoro della persona, tutelato sia come diritto inviolabile dell’uomo (art. 2 Cost.) sia penalmente dal reato di diffamazione (art. 595 c.p.).
Quest’ultimo si configura quando, comunicando con più persone, si offende l’altrui reputazione.
Il diritto di critica, dunque, non è un diritto assoluto.
La giurisprudenza ha stabilito che la critica, per essere legittima, deve reggersi su tre requisiti imprescindibili:
• la verità del fatto storico che ne è alla base;
• l’interesse pubblico dell’argomento;
• la continenza espressiva (la misura e la correttezza della forma espressiva).
Le parole devono essere “strettamente funzionali alla finalità di disapprovazione” e non degenerare in insulti personali, espressioni umilianti o termini scurrili che hanno l’unico scopo di offendere la dignità del soggetto.
Se anche solo uno di questi pilastri viene a mancare, la critica cessa di essere un diritto e si trasforma in un illecito.
La critica deve rimanere attinente al fatto di interesse pubblico e non deve degenerare in attacchi diretti a colpire la sfera morale e personale del soggetto, le sue qualità umane o la sua vita privata, quando questi aspetti sono del tutto slegati dal tema in discussione.
È il classico caso dell’attacco ad hominem: invece di contestare l’idea o l’azione, si attacca la persona (Cass. Pen., Sez. 5, n. 14402 del 09.04.2024).
Si può criticare la vita privata di una persona?
No, si tratta di un illecito che mira a demolire l’immagine complessiva della persona, non a formulare un giudizio circostanziato su un fatto di interesse pubblico.
La critica legittima costruisce un dibattito, si fonda su fatti, persegue un interesse collettivo e rispetta la dignità della persona.
La diffamazione, al contrario, demolisce, si basa sull’insulto, sulla decontestualizzazione e sull’attacco personale.