06/03/2026
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: COSA SUCCEDE SE L’ALCOLTEST VIENE ESEGUITO A DISTANZA DI TEMPO DALLA GUIDA?
La Cassazione penale, Sezione IV, con la sentenza n. 6795 del 19 febbraio 2026, ha chiarito un punto importante in materia di guida in stato di ebbrezza: il tempo trascorso tra la guida e l’esecuzione dell’alcoltest può incidere sulla valutazione del reato.
Il principio della Cassazione
Secondo la Corte, se tra la condotta di guida e l’alcoltest trascorre un intervallo di tempo considerevole, il giudice deve verificare anche altri elementi indiziari per stabilire se il fatto rientra nelle ipotesi penalmente rilevanti previste dall’art. 186, comma 2, lett. b) e c) del Codice della strada.
Questo perché il valore rilevato dall’etilometro potrebbe non rappresentare esattamente lo stato del conducente al momento della guida.
Il ruolo della curva alcolemica
La questione è collegata alla cosiddetta curva alcolemica, cioè l’andamento del tasso di alcool nel sangue nel tempo: ad un determinato scorrere del tempo corrisponde, prima, un aumento e, poi, un decremento degli effetti dell’assunzione dell’alcool.
La Cassazione a questo proposito ha anche precisato che non basta richiamare in astratto questa teoria: chi la invoca deve dimostrare che il tasso esibito dalla misurazione strumentale eseguita a distanza di tempo non rappresenta la condizione organica del momento in cui si era ancora alla guida.
Quando servono altri elementi
La Suprema Corte ha quindi ricordato che:
- un certo intervallo tra guida e test è inevitabile e non invalida l’alcoltest
- se però trascorrono diverse ore, servono ulteriori elementi indiziari
Diversamente, se l’intervallo di tempo tra la guida e il test è di circa mezz’ora, non è necessario acquisire ulteriori prove: il risultato dell’etilometro è infatti considerato sufficientemente attendibile.
Www.studiolegaletonon.it