02/06/2026
Quando un nome diventa parte dell’immaginario collettivo, non è più soltanto un nome.
È anche identità, reputazione, associazione immediata nella mente del pubblico.
Lo conferma il Tribunale dell’Unione europea nella vicenda “Obelix”, annullando la decisione con cui l’EUIPO aveva respinto la richiesta di cancellazione di un marchio registrato per armi, munizioni ed esplosivi.
Il punto non era soltanto stabilire se fumetti e armi appartenessero a mercati diversi.
La questione era più sottile: un marchio molto noto può essere tutelato anche quando il segno successivo riguarda prodotti lontani, se il pubblico è comunque portato a creare un collegamento mentale tra i due.
Per le imprese, la decisione offre uno spunto importante: nella scelta di un brand non basta verificare l’assenza di identità merceologica. Occorre considerare anche la forza evocativa dei marchi anteriori, la loro notorietà e il rischio di associazioni indesiderate.
Ce ne parla Avv. Teresa Di Carlo nel suo ultimo articolo, partendo da un caso curioso solo in apparenza: perché, nel diritto dei marchi, anche un menhir può diventare una questione molto seria.
La sentenza T-24/25 del 13 maggio 2026 annulla la decisione dell’EUIPO che aveva consentito la registrazione del celebre nome per prodotti legati ad armi, munizioni ed esplosivi