MGT safeguarding

MGT safeguarding Promuoviamo la trasparenza e l'integrità degli Enti Sportivi

🆕 𝐀𝐛𝐮𝐬𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐅𝐈𝐆𝐂 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐚 Di seguit...
11/04/2025

🆕 𝐀𝐛𝐮𝐬𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐅𝐈𝐆𝐂 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐚

Di seguito link all’articolo redatto dagli Avvocati dello studio Flavia Ciccotelli e Biagio Giancola per “NT+Diritto - Norme e Tributi” del Sole 24Ore che analizza l’argomento.

https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/abuso-psicologico-e-discriminazione-la-figc-sono-responsabili-allenatore-direttivo-e-societa-sportiva-AHjZ5M

Nel rispetto dell’art. 16, co. 2, D.lgs. 39/2021 e delle Linee Guida Safeguarding FIGC, la Società sportiva ha il dovere di agire “in concreto” per predisporre tutte le misure idonee a prevenire il verificarsi di abusi, violenze e discriminazioni

18/03/2025

🆕 𝐋𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐚 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐭𝐥𝐞𝐭𝐢

La 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝’𝐀𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐈𝐆𝐂 con la 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐬𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟕 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐧. 𝟗𝟐/𝟐𝟎𝟐𝟓 conferma la decisione del Tribunale Federale che condanna un tecnico allenatore per abuso psicologico e discriminazione a danno degli atleti under 15 e consistente in utilizzo abituale di espressioni offensive e denigratorie, in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità di cui all’art. 4 del Codice di Giustizia FIGC.

La decisione condanna anche la società sportiva per 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 per accertare i fatti e impedire il protrarsi del comportamento offensivo del tecnico, già segnalato al Consiglio Direttivo.

La pronuncia conferma la 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 adottato dalle affiliate, non essendo sufficiente il mero recepimento formale. Occorre dunque formazione e promozione della cultura antiabuso.

Link decisione FIGC 👉️www.mgtassociati.it/news

🆕 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐞𝐫 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞Di seguito l’articolo redatto dagli Avvocati dello studio Flavia...
03/03/2025

🆕 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐞𝐫 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Di seguito l’articolo redatto dagli Avvocati dello studio Flavia Ciccotelli e Biagio Giancola per “NT+Diritto - Norme e Tributi” del Sole 24Ore che analizza l’argomento.

28/02/2025

🆕 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐞𝐫 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

Il Responsabile Nazionale delle politiche di Safeguarding nominato da ogni organismo sportivo affiliante è la figura individuata dal CONI, con la Delibera n. 255 del 25 luglio 2023, per gestire e organizzare a livello nazionale le politiche di salvaguardia della personalità fisica e psichica dei tesserati.

Tra i compiti principale del Responsabile Nazionale delle Politiche di Safeguarding si evidenziano quelli di:

1. Vigilare sull’adozione e sull’aggiornamento da parte delle Associazioni e delle Società sportive affiliate dei M.o.c.a.s. e dei codici di condotta e sulla nomina del Responsabile contro abusi violenze e discriminazioni;
2. Adottare le opportune iniziative per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
3. Segnalare agli organi competenti eventuali condotte rilevanti;
4. Relazionare con cadenza semestrale, sulle politiche di Safeguarding della Federazione all’Osservatorio Permanente del C.O.N.I. per le Politiche di Safeguarding.

Per un approfondimento sui poteri e le funzioni del Safeguarding Officer Nazionale anche rispetto alle segnalazioni di abusi, violenze e discriminazioni, si rinvia all’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐋𝐞𝐠𝐚𝐥𝐞 e pubblicato in data 27 febbraio 2025 sulla 𝐑𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐨𝐥𝐞 𝟐𝟒 𝐎𝐫𝐞 “𝐍𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐞 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐏𝐥𝐮𝐬”.

safeguardingofficer

🛡 Lo 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐓𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢𝐨 ha collaborato alla realizzazione di un Software di cloud – 𝐌𝐆𝐓 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 - c...
25/02/2025

🛡 Lo 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐓𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢𝐨 ha collaborato alla realizzazione di un Software di cloud – 𝐌𝐆𝐓 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 - che facilita il rispetto della nuova normativa in materia di 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 , offrendo agli enti sportivi e al Responsabile Safeguarding, un efficiente strumento per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni di abusi, violenze e discriminazioni.

🛡 𝐌𝐆𝐓 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 è il programma che semplifica la gestione del canale di segnalazione di cui ogni ente sportivo deve dotarsi per la salvaguardia della salute fisica e psichica dei propri atleti.

🛡 Per avere informazioni puoi scrivere a [email protected]

19/02/2025

🆕 𝐈𝐥 𝐑𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐜𝐲 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞

La gestione delle segnalazioni deve avvenire nel rispetto della privacy del momento della sua ricezione fino alla chiusura dell’attività istruttoria.

Infatti, ai sensi dell’art. 11, co. 3, lett. f) dei “Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione” adottati dall’Osservatorio Permanente del CONI è previsto che i Codici di condotta contengano delle “𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑖𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑣𝑢𝑡𝑒 𝑜 𝑟𝑒𝑝𝑒𝑟𝑖𝑡𝑒 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑎 𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑜 𝑑𝑒𝑛𝑢𝑛𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑑𝑖𝑐𝑒”.

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, quindi, dopo aver ricevuto una segnalazione non deve diffondere il nome del segnalante, se è stato fornito, né riportare ad altri i fatti descritti.

Affinché sia garantita la riservatezza del segnalante è fondamentale permettere l’accesso ai documenti connessi alla segnalazione al solo Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.

È evidente che se si usa per le segnalazioni un’apposita casella di posta elettronica oppure una piattaforma a ciò dedicata è necessario che le credenziali di accesso siano possedute e utilizzate dal solo Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni.

Alla conclusione delle indagini, se i fatti non sono ritenuti violativi della disciplina safeguarding, il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni deve cancellati i dati personali trattati. Laddove, invece, la segnalazione sia fondata sarà necessario informare la procura Federale rispettando la riservatezza del segnalante.

19/02/2025

🆕 𝐋𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠

Dopo aver ricevuto la segnalazione il Responsabile ha il dovere di accertare i fatti descritti, pertanto:

1) se la segnalazione è anonima, dovrà ascoltare tutti i soggetti che potrebbero aver avuto a che fare con l’evento descritto;
2) se la segnalazione è nominativa, potrà chiedere al segnalante di chiarire o specificare i fatti, se non chiari e successivamente rivolgersi a coloro che potrebbero essere coinvolti.

Conclusa l’attività istruttoria il Responsabile può:

1) archiviare la segnalazione se la ritiene infondata;

2) attivarsi se ritiene avvenuto il fatto:
a. informando l’ente sportivo, che può anche adottate misure cautelari, come la sospensione o l’allontanamento dell’autore della violenza;
b. informando il Responsabile Federale delle politiche di Safeguarding;
c. informando la Procura dell’organismo di affiliazione affinché vengano svolte le necessarie indagini che potrebbero portare al deferimento dell’autore dell’illecito;
d. nei casi più gravi, informando anche le forze dell’ordine competenti.

17/02/2025

🆕 𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐢, 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢

In ottemperanza alla normativa in materia di safeguarding ogni ente sportivo deve dotarsi di un efficiente canale di segnalazione, che permetta:

a) l’invio della segnalazione da parte del segnalante;
b) la ricezione e la gestione della segnalazione da parte del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazione.

Rispetto alla scelta del canale di segnalazione, si osserva che non esistono specifiche indicazione sullo strumento di segnalazione da adottare, sicché sono ammesse sia le cassette in cui infilare segnalazioni cartacee, sia l’utilizzo di un apposito indirizzo email, sia l’adozione di strumenti telematici maggiormente fruibili.

L’adozione di una piattaforma digitale semplifica certamente la ricezione e la gestione, poiché permette al Responsabile di controllare costantemente la ricezione e lo stato delle segnalazioni ricevute, con la possibilità di registrare costantemente per ogni segnalazioni le attività intraprese.

13/02/2025

🆕 𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐞 𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐢, 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni deve essere nominato da ogni ente sportivo per la gestione delle politiche di safeguarding.

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni è anche incaricato della tutela dei minori, inglobando la funzione del Responsabile per la tutela dei minori di cui all’art. 33 del d.lgs. n. 36/2021, così come specificato dalla delibera CONI n. 255 del 25 luglio 2023.

Egli deve:
1) vigilare sul corretto recepimento del Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva e del Codice di condotta;
2) verificare che i protocolli interni per prevenire abusi, violenze e discriminazioni siano applicati e rispettati (es. disciplina su accessi all’impianto, uso degli spogliatoi, distribuzione delle stanze in caso di trasferte e pernottamenti, formazione, supporto psicologico, funzionalità del canale di segnalazione);
3) gestire il canale di segnalazione;
4) condurre l’attività istruttoria per accertare i fatti segnalati, verbalizzando le risultanze e i risultati;
5) redigere una valutazione annuale sull’andamento delle politiche di safeguarding;
6) partecipare ai corsi formativi organizzati dagli organismi affilianti.

10/02/2025

🆕𝐋’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞

La 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, tramite cui un tesserato possa informare il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni di fatti illeciti subiti o di cui è entrato a conoscenza, è un 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐀𝐒𝐃 𝐞 𝐒𝐒𝐃 sancito dai “Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione” adottati dall’Osservatorio Permanente del CONI per le politiche di Safeguarding e dalle Linee Guida degli organismi affilianti che hanno recepito i suddetti principi, anche nel rispetto dell’art. 16, D.lgs. n. 39/2021.

Per essere funzionale, il canale di segnalazione deve essere conosciuto e facilmente accessibile per tutti i tesserati e può avere plurime forme.

Tra le modalità più funzionali, vi è l’adozione di un’apposita piattaforma che permette al segnalante di accedere facilmente al modulo per la segnalazione, descrivere il fatto e inoltrare la segnalazione.

I sistemi che garantiscono l’anonimato possono essere degli ottimi strumenti per incentivare l’emersione di eventi abusivi compiuti nella propria realtà sportiva.

La predisposizione di un canale di segnalazione efficiente semplifica l’emersione di condotte violative della dignità dell’atleta e permette all’ente sportivo di agire per migliorarsi.

07/02/2025

🆕 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐚

Il modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva è il documento centrale dell’attuazione delle politiche di safeguarding, perché in esso sono descritte le misure adottate dall’ente sportivo per prevenire abusi, violenze e discriminazione e i protocolli da azionare nel caso in cui tali eventi si verifichino.

È fondamentale disciplinare nel Modello organizzativo:
1) accesso all’impianto durante gli allenamenti, specialmente per gli atleti minori d’età;
2) divisione e utilizzo degli spogliatoi tra atleti di sesso differente;
3) divisione degli spogliatoi tra atleti e allenatori;
4) accesso a spogliatoi e zone doccia nel caso in cui non si disponga di distinti spogliatoi per maschi e femmine;
5) disciplina delle trasferte e dei pernotti per garantire stanze separate per gli atleti di sesso differente e per atleti e allenatori;
6) garantire la contestuale presenza di almeno due allenatori o di un allenatore e un collaboratore/volontario durante allenamenti, gare e trasferte;
7) disciplina degli eventi di squadra;
8) formazione dei tecnici;
9) supporto psicologico per gli atleti, anche per prevenire disturbi alimentari,
10) creazione di un apposito canale di segnalazione;
11) redazione della valutazione annuale;
12) misure andoassociative per contrastare abusi, violenze e discriminazioni.

̀sportiva

06/02/2025

🆕 𝐆𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐞𝐦𝐩𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐠

L’art. 16 del D.Lgs. n. 39/2021 ha introdotto l’obbligo per le 𝐀𝐒𝐃 e 𝐒𝐒𝐃 di adottare specifiche misure per la salvaguardia dell’integrità fisica e piscologica dei tesserati.

Per raggiungere questo obiettivo le ASD e SSD devono:
1) adottare un Modello Organizzativo e di controllo dell’attività Sportiva;
2) adottare un Codice di condotta;
3) nominare un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni;
4) predisporre un canale di segnalazione.

La documentazione adottata, i contatti del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni e il canale di segnalazione devono essere pubblicati sul sito internet ufficiale dell’ente sportivo e affisse presso la bacheca presso la sede legale dello stesso ente.

I primi tre adempimenti devono anche essere comunicati al Responsabile Federale delle Politiche di Safeguarding.

Indirizzo

Via Garibaldi N. 3
Bologna
40124

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