11/02/2026
Separazione delle carriere?
Io voto SI.
Attualmente giudici e pubblici ministeri appartengono alla stessa “carriera” e allo stesso CSM. La riforma prevede la separazione delle carriere: ogni magistrato dovrà scegliere all’inizio del proprio percorso se essere giudice o PM, senza più possibilità di alternanza tra le due funzioni.
Il Consiglio Superiore della Magistratura verrebbe diviso in due:
un CSM per i giudici;
un CSM per i pubblici ministeri.
Ciò porterebbe ad un cambiamento nell’autogoverno della magistratura: ciascun ramo avrebbe autonomia gestionale per cose come avanzamenti di carriera, trasferimenti e valutazioni professionali.
Il referendum, in caso di vittoria del si, confermerebbe anche l’istituzione di una Alta Corte Disciplinare per i magistrati, che assorbe le funzioni disciplinari attualmente svolte da sezioni interne del CSM. La Corte sarebbe composta attraverso una combinazione di nomine e sorteggi, con membri provenienti da magistratura, avvocatura e mondo accademico, ed è previsto che parte dei membri dei nuovi Consigli non sia più eletta come oggi, ma estratta a sorte fra candidati che soddisfano determinati requisiti (con modalità diverse per togati e componenti esterni). Questo è l’elemento chiave della riforma che da fastidio a parte della attuale Magistratura.