07/03/2023
EREDITA'. LITIGI TRA FRATELLI.
SCELTE E POSSIBILI SOLUZIONI.
L'eredità è spesso causa di tensioni che sfociano in liti.
I fattori da cui originano i contrasti tra gli eredi fanno leva, di frequente, sui loro rapporti interpersonali: tesi e già logori.
Le motivazioni di tipo economico, non giocano sempre un ruolo decisivo, come si potrebbe pensare.
Tipico caso è quello del figlio che abbia assistito il genitore quando era in vita rispetto ad altri fratelli che se ne siano disinteressati, in tutto o in parte.
Oppure del genitore che - in vita - abbia donato danaro o altri beni in misura diversa rispetto agli altri figli e/o discendenti.
Ricorrente, infine: il mancato accordo sulla divisione dei beni ereditari.
C'è sempre chi vuol vendere ed incassare.
Chi, invece, vuol tenere o riflettere sul da farsi.
Le esigenze personali e familiari di ciascun erede sono sempre diverse ed il più delle volte incompatibili tra loro.
E' un dato di fatto.
Cosa fare in questi casi?
Qui di seguito una sintetica giuda informativa ed alcuni suggerimenti laddove fossi "chiamato alla eredità".
Dovrai tener conto, innanzitutto, che l'erede può essere:
- Legittimario.
Nel caso in cui il defunto non abbia fatto testamento: è la legge a stabilire le quote ereditaria spettanti ad ogni singolo erede.
- Testamentario.
Ossia designato tramite apposito testamento.
In ambedue i casi gli eredi non possono vedersi violata la quota di eredità riservata dalla legge.
Parliamo cioè della cosiddetta QUOTA LEGITTIMA.
In particolare:
La quota di legittima a favore del coniuge è:
- di 1/2 del patrimonio ereditario, se non ci sono figli;
- di 1/3, se oltre al coniuge c'è un solo figlio (al quale andrà un altro terzo);
- di 1/4, se oltre al coniuge vi sono due figli o più (ai quali andrà 1/2 del patrimonio ereditario, da ripartirsi equamente).
Se, pertanto, il testamento non rispetta le quote legittime degli eredi come sopra riportate: si ha lesione di detta quota.
Se invece non vi è alcun testamento la suddivisione avverrà per legge e senza possibilità di DEROGHE (modifiche).
In sostanza: a nessun erede sarà dato di poter modificare lo stato delle cose pensando di "meritare di più" di quanto, invece, preveda la legge.
Vediamo chi sono gli eredi.
Gli eredi, per la legge, sono:
- Il Coniuge ed i figli.
- Il Coniuge ed i genitori.
- Genitori e fratelli.
- Parenti prossimi fino al 6° grado.
Se coniuge e figli sono in vita: gli ulteriori parenti non saranno chiamati alla eredità.
A prescindere che il testamento lo preveda o meno.
Se cosi fosse il testamento potrà essere annullato.
Vediamo, allora, un caso tipico di annullamento del testamento.
Il defunto lascia tutti i suoi beni ad una sola persona.
L'annullamento dovrà, tuttavia, essere richiesto dagli altri eredi tramite apposita azione.
Se ciò non accade il testamento resta valido e spiega i suoi effetti.
Erediterà cioè la sola persona indicata nel testamento.
Ci sono ben dieci anni per promuovere l'azione di annullamento del testamento e recuperare la propria quota legittima.
LA DIVISIONE DEI BENI EREDITARI.
Se il bene ereditario diviene di comproprietà di due o più soggetti insorgono spesso dissidi e contrasti tra questi.
Tutti gli eredi, è pacifico, possono utilizzare e trarre beneficio dal bene ereditato in base al valore delle loro singole quote.
Ma è anche vero che spesso tutti vorrebbero decidere in modo diverso sulle sue sorti attuali o future di tali beni.
Si pensi al caso dell'appartamento ereditato da tre fratelli.
Due di essi vorrebbero entrambi abitarlo.
L'altro, metterlo a reddito con contratto di locazione.
.e se manca l'accordo?
La soluzione migliore è vendere il bene per dividere il ricavato.
In tal modo ognuno potrà reinvestire come meglio ritiene i proventi della vendita in modo del tutto autonomo.
Altra soluzione è quella dell'acquisto delle quote da parte di un erede si da diventare proprietario per intero del bene.
Gli altri eredi saranno liquidati e potranno a loro volta investire il ricavato come meglio credono.
Ma anche qui non mancano i contrasti.
Si pensi al caso in cui si debba trovare l'accordo sul valore delle quote da riscattare.
Chi propone di acquistare la quota propone 100 ma chi dovrebbe venderla chiede 150.
Il contrasto pare insanabile.
Si deve allora procedere in Tribunale tramite la richiesta di divisione della eredità.
E' questo un procedimento che parte con la stima dei beni e la successiva ripartizione su base dei valori delle quote.
Prima di intentare la causa civile sarà necessario provare a raggiungere l'accordo tramite la mediazione obbligatoria.
E' un procedimento che consente agli eredi di confrontarsi sulle possibili soluzioni dinnanzi ad un mediatore con l'assistenza del proprio avvocato.
Nel prossimo post tratteremo la questione relativa alla accettazione e rinuncia alla eredità.
Ciò per meglio esaminare e comprendere le valutazioni di convenienza che ogni singolo erede è tenuto a fare prima di assumere tale decisione.+
Esamineremo, inoltre, le incombenze relative alla apertura della successone tra cui, in primis, la denuncia di successione.
Per ogni necessità ed approfondimento della tematica in oggetto, il mio studio è a Tua disposizione.