19/10/2025
Ho saputo della notizia dell’attentato praticamente in diretta. L’ha rilanciata Lazio Tv poco dopo mezzanotte. Si parlava di “un’auto esplosa davanti a casa di Ranucci”.
Ho mandato subito un messaggio terrorizzato a Sigfrido. Non so come, ha trovato il tempo di rispondermi e mandarmi anche alcuni video allucinanti.
Mi ha spiegato che la situazione era molto più drammatica e che le auto erano due: la sua e quella di sua figlia, che era passata davanti a quelle macchine pochi minuti prima. È stato usato almeno un chilo di tritolo e l’esplosione ha danneggiato anche altre macchine e qualche casa circostante.
Questo attentato è terrificante e ci riporta a decenni bui del secolo scorso.
Come ha scritto Francesco Cancellato su Fanpage: “Non giriamoci attorno: quando un chilo di esplosivo esplode sotto l'auto di uno dei più importanti giornalisti d'inchiesta italiani, venti minuti dopo che accanto a quell'auto ci era passata la figlia, siamo a un livello di minaccia completamente fuori scala, per una democrazia.
Questo è quel che è successo a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, già sotto scorta da anni per minacce mafiose, alla vigilia dell'inizio della nuova stagione del suo programma. E già basterebbe così, se ci pensate. Già sarebbe grave abbastanza, se Ranucci, come dovrebbe essere in una democrazia, fosse un giornalista temuto, ma tutelato dalle istituzioni.
E invece, spiace ricordarlo in queste occasioni, Sigfrido Ranucci è da anni oggetto di una campagna di denigrazione che ha pochi eguali, ha denunciato operazioni di spionaggio ai suoi danni, si è visto tagliare le puntate di Report nonostante gli ottimi ascolti della trasmissione. Minacce e intimidazioni, cui si aggiunge l'irrisione subita solo due anni fa in Commissione di Vigilanza Rai - quando ancora si riuniva - dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che per minimizzare le minacce subite dal giornalista Rai gli aveva offerto una boccetta di cognac "Se ha bisogno di farsi coraggio".
Il giornalismo, e in particolare il giornalismo d'inchiesta, sono il canarino nella miniera di qualunque democrazia. Quando funzionano, quando sono tutelati, quando riescono a rompere le scatole al potere e al malaffare più di quanto il potere e il malaffare le rompano a loro, allora la democrazia è in salute.
Quando accade il contrario, allora dobbiamo iniziare a preoccuparci tutti. Non solo i giornalisti d'inchiesta. Non solo i giornalisti. Tutti. Nessuno escluso. Nessuna esclusa”.
È proprio questo il punto: in italia le istituzioni non tutelano Ranucci. Lo osteggiano, ostacolano, danneggiano, delegittimano.
Gente come Gasparri dovrebbe vergognarsi in eterno, nascondersi (a prescindere), cacciarsi la boccetta di cognac sai dove, chiedere scusa e abbandonare (a prescindere) la politica. E purtroppo di Gasparri ce ne sono tanti e troppi nel potere italiano.
Questa notizia mi atterrisce e devasta. A Sigfrido voglio bene, lo stimo oltremodo e giusto un anno fa gli ho conferito il premio Gaberiana, esprimendogli tutta la stima e l’affetto che provo per lui.
L’ho fatto in privato, lo rifaccio anche qui: ti abbraccio forte, grande Sigfrido. Siamo in tanti a volerti bene.