Studio legale Lanotte & Partners - Justice & Law

Studio legale Lanotte & Partners - Justice & Law Studio Legale

Justice & Law è un ufficio specializzato nella consulenza legale che si propone di offrire assistenza alle imprese ed ai privati nel campo del business in genere. Opera sul territorio italiano, in particolare nell’ambito della regione Puglia, Friuli, Veneto e Trentino Alto Adige, ed all’estero (UE e mercati emergenti) direttamente e con l’ausilio di professionisti esperti nei settori commerciale, societario, lavoro, fiscale, internazionale e della responsabilità in generale.

🔴 615 euro all'avvocato. Ma solo se il migrante accetta di andarsene.È questa la norma che il Parlamento sta per convert...
20/04/2026

🔴 615 euro all'avvocato. Ma solo se il migrante accetta di andarsene.

È questa la norma che il Parlamento sta per convertire in legge. E non è un dettaglio tecnico: è la definizione esatta di ciò che i nostri codici chiamano, da sempre, con un nome preciso.

Pagare il difensore in funzione di un esito «gradito» dall'amministrazione non è una riforma. È la fine della difesa come la Costituzione la conosce.

Il difensore non può avere un interesse proprio, diverso — e potenzialmente opposto — a quello dell'assistito. Quando ce l'ha, non è più difensore: è un altro soggetto del procedimento. Quello del quale il cliente, giustamente, dovrebbe diffidare.

L'avvocato non è un ingranaggio dell'amministrazione.
Non è un facilitatore di politiche.
Non è l'interfaccia operativa di una volontà governativa.

È — e deve restare — la garanzia che tiene quando tutto il resto cede.
Soprattutto per chi non ha voce.
Soprattutto per chi non ha nulla.

Avv. Giuseppe LANOTTE

Cristo è risorto. È veramente risorto. Alleluia!Lo Studio Legale LANOTTE & Partners augura a tutti i clienti, agli amici...
05/04/2026

Cristo è risorto. È veramente risorto. Alleluia!

Lo Studio Legale LANOTTE & Partners augura a tutti i clienti, agli amici e alle loro famiglie una Santa Pasqua di pace, serenità e speranza.

Che questo giorno santo sia per tutti un tempo di autentico rinnovamento, per ricominciare nella fede, nell’amore e nella forza di una vita nuova.

Buona Pasqua.

Avv. GIUSEPPE LANOTTE
Studio Legale LANOTTE & Partners

Buone palme
29/03/2026

Buone palme

🔴 PRIMA ARRESTI, POI CAPISCI L'ERRORE E TI SCUSI?L'interrogatorio preventivo di garanzia: una civiltà giuridica che aspe...
27/03/2026

🔴 PRIMA ARRESTI, POI CAPISCI L'ERRORE E TI SCUSI?
L'interrogatorio preventivo di garanzia: una civiltà giuridica che aspettavamo da trent'anni
Permettetemi una domanda semplice, che ogni cittadino onesto dovrebbe porsi.
Se domani mattina qualcuno vi accusasse di qualcosa, preferireste essere ascoltati prima che il giudice decida di privarvi della libertà, oppure dopo — quando i danni alla vostra reputazione, al vostro lavoro, alla vostra famiglia sono già irreversibili?
La risposta è ovvia. Eppure, per decenni, nel nostro ordinamento ha prevalso la logica opposta.

📌 Ricordatevi sempre una cosa: nella fase delle indagini preliminari siete indagati, non condannati
Questa distinzione non è un tecnicismo da addetti ai lavori. È il cuore dello Stato di diritto.
L'indagato è una persona sulla quale la Procura sta raccogliendo elementi. Non è ancora imputato. Non è stato processato. Non è stato condannato. È, fino a prova contraria, innocente.
Eppure, fino alla riforma NORDIO del 2024, era perfettamente possibile — e accadeva — che un GIP emettesse un'ordinanza cautelare, anche detentiva, senza mai aver sentito quella persona nemmeno per un minuto. Il giudice decideva sulla base dei soli atti del pubblico ministero. L'indagato scopriva di essere in carcere, o agli arresti domiciliari, o sospeso dal lavoro, al momento dell'esecuzione della misura.
Se l'ordinanza era sbagliata? Si aspettava il riesame. Nel frattempo, però, il danno era fatto: il titolo sui giornali, il posto di lavoro perso, la famiglia sconvolta, la carriera distrutta. E il giudice non si "scusa" — semplicemente revoca la misura. Come se nulla fosse.

📌 Cosa cambia con l'interrogatorio preventivo
La riforma punta a porre rimedio all'assenza di un previo dialogo tra il giudice chiamato ad emanare il provvedimento cautelare e la persona destinata a subirlo. Processo Aperto alla Giustizia
Tradotto: prima di decidere se privarvi della libertà, il giudice vi sente. Voi — o il vostro avvocato — potete esporre le vostre ragioni, fornire documenti, chiarire equivoci, smentire ricostruzioni unilaterali. La finalità è evitare l'applicazione di provvedimenti restrittivi non governati dal principio del carcere quale extrema ratio. Ordineavvocatinola
E se il giudice procede lo stesso senza sentirvi, nei casi in cui l'interrogatorio era obbligatorio? L'ordinanza cautelare è nulla. Giurisprudenza Penale Non annullabile su ricorso, non "valutabile": nulla. Una garanzia con i denti.

📌 Quando NON si applica — e perché è ragionevole
La legge non è ingenua. L'interrogatorio preventivo non scatta quando ci sono concrete esigenze di segretezza: pericolo di fuga, rischio di inquinamento delle prove, reati di criminalità organizzata, reati gravi commessi con le armi. In quei casi, l'effetto sorpresa della misura è una necessità investigativa reale, e la legge lo riconosce. Si applica nei casi in cui non sia necessario adottare un provvedimento cautelare a sorpresa, al fine di garantire il principio del contraddittorio preventivo. Il Diritto
Ma per la vastissima platea di procedimenti "ordinari" — il funzionario pubblico accusato di irregolarità, l'imprenditore indagato per una gara d'appalto, il professionista sotto inchiesta per un atto del suo ufficio — quella voce, finalmente, viene ascoltata prima.

📌 Perché ci è voluto così tanto?
Perché per anni ha prevalso una cultura processuale che considerava il contraddittorio preventivo un ostacolo alle indagini, anziché una garanzia di civiltà. La logica del "prima lo blocchiamo, poi vediamo" ha prodotto migliaia di misure rivelatesi infondate, e con esse altrettante vite segnate per sempre da un'accusa che non ha retto al processo.
Nessuno restituisce quegli anni. Nessuno risarcisce quella reputazione. Nessuno ripara quel matrimonio, quel rapporto con i figli, quella carriera.
L'interrogatorio preventivo non è un favore agli indagati. È il minimo che uno Stato civile deve garantire a chiunque rischi di perdere la libertà prima ancora di essere processato.

Avv. Giuseppe LANOTTE
Studio Legale LANOTTE & Partners — Barletta


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🔵 ABUSO D’UFFICIO: L’EUROPA DICE “REINTRODUCETELO”, MA ATTENTI — NON È LO STESSO REATOIeri il Parlamento europeo ha appr...
27/03/2026

🔵 ABUSO D’UFFICIO: L’EUROPA DICE “REINTRODUCETELO”, MA ATTENTI — NON È LO STESSO REATO
Ieri il Parlamento europeo ha approvato con 581 voti a favore la prima direttiva anticorruzione della storia dell’Unione. Il dibattito politico si è subito infiammato: “L’Italia dovrà reintrodurre l’abuso d’ufficio!”, gridano le opposizioni. Il centrodestra risponde: “Non è vero, abbiamo piena discrezionalità”.
Chi ha ragione? Entrambi, parzialmente. E qui sta il punto che i titoloni non spiegano.
⚖️ La direttiva non reintroduce l’art. 323 c.p. — quel vecchio abuso d’ufficio che per vent’anni ha paralizzato migliaia di amministratori pubblici per atti poi rivelatisi legittimi. Introduce una fattispecie diversa: l’“esercizio illecito di funzioni pubbliche”, costruita su tre pilastri ben precisi:
✔️ Violazioni gravi della legge — non qualsiasi irregolarità, ma condotte di spessore reale
✔️ Intenzionalità della condotta — dolo generico, non il dolo specifico del vantaggio patrimoniale che caratterizzava il vecchio reato
✔️ Ampia discrezionalità per gli Stati nella tipizzazione delle fattispecie e delle categorie di soggetti coinvolti
In parole semplici: il legislatore italiano avrà 24 mesi per recepire la direttiva, e potrà — anzi, dovrà — scrivere una norma nuova, più tassativa e meno suscettibile di abusi giudiziari rispetto al precedente art. 323 c.p.
🎯 La vera partita non si gioca a Strasburgo. Si giocherà in Parlamento, in sede di trasposizione. Sarà lì che si misurerà se nascerà uno strumento davvero efficace contro la corruzione o l’ennesima norma-manifesto.
Nel frattempo, il rischio concreto è uno solo: se l’Italia non si adegua entro i termini, apre le porte a una procedura d’infrazione europea. E quella, a differenza dei comunicati stampa, fa davvero male.

Avv. Giuseppe LANOTTE
Studio Legale LANOTTE & Partners — Barletta

Indirizzo

Via Falcone E Borsellino, 75
Barletta
76121

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