05/10/2024
Condividete e parlatene per favore.
È FINITA! Abbiamo vinto in modo definitivo alla CEDU - la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Dopo cinque anni dalla nostra denuncia, la CEDU condanna il governo Greco per gli abusi ai danni non solo dei minori ma di tutti gli abitanti dell’hotspot di Samos, accordando un risarcimento economico a favore dei minori da noi rappresentati. È un trionfo storico che suggella la fine della Missione di difesa dei diritti umani di Still I Rise in Grecia. Ce l’abbiamo fatta!
E dobbiamo tutto a Giulia Cicoli, co-fondatrice di Still I Rise e nostra Chief Communications and Fundraising Officer, per aver capitanato la battaglia per i diritti umani in Grecia, senza mai mollare, anche quando chiunque altro avrebbe gettato la spugna e rivolto le proprie attenzioni altrove. Lei no. Giulia ha perseverato, anche quando nulla si muoveva, e alla fine ci è riuscita.
E ora, sulle ali di questo evento che sa di finale, ripercorriamo i momenti più importanti di questa storia incredibile, strabiliante ma vera: la nostra.
Nel 2018, dopo un anno di volontariato sull’isola di Samos, in Grecia, abbiamo fondato Still I Rise e inaugurato Mazì, la nostra prima Scuola di Emergenza. L’abbiamo fatto per dare riparo e istruzione di eccellenza ai minori imprigionati nel campo profughi cittadino, e l’abbiamo fatto anche per denunciare quella struttura, i suoi abusi e la sua gestione criminale. Ci hanno dato dei “bugiardi”. Dei “millantatori”. Degli “stronzi”, persino. Per screditarci. Ma noi, anche davanti all’astio dei detrattori e dei negazionisti, non ci siamo fatti intimidire. Abbiamo continuato.
Nel 2019, dopo mesi di indagine, abbiamo avviato la prima denuncia penale contro la gestione dell’hotspot e il governo greco per crimini contro l’umanità e abuso di minori. Le ripercussioni sono arrivate subito, con un tentativo di arresto nei miei confronti e una contro-denuncia per diffamazione. Anche a quel punto, non ci siamo arresi. Una volta partito per la Turchia, Giulia ha raccolto il mio testimone, diventando il nuovo volto per la battaglia per la giustizia su suolo europeo. A fine 2019, la CEDU ha indicato il trasferimento immediato dei minori non accompagnati da noi rappresentati nella denuncia, un primo raggiungimento storico verso la difesa dei diritti umani sulle isole greche.
Nel 2020, grazie alla nostra campagna legale, mediatica e politica di denuncia degli abusi, l’allora direttrice dell’hotspot di Samos, Maria-Dimitra Nioutsikou, da noi accusata nella denuncia, è stata trasferita da Samos, segnando la fine di un’era di abusi senza pari.
Nel 2021, sempre grazie ai nostri sforzi, uniti a quelli di altre organizzazioni, giornalisti e politici, l’hotspot originale di Samos è stato chiuso definitivamente, a favore dell’apertura di una nuova struttura, seppur anch’essa carente, in grado di assicurare condizioni di vita migliori ai profughi che vi risiedono. Non si tratta della soluzione ideale, ma di un altro raggiungimento storico nella caccia alla giustizia nell’UE.
Nel 2022, dopo anni di stress e intimidazioni, il tribunale di Samos mi ha assolto dai capi d’accusa della denuncia sporta ai miei danni nel 2019, pronunciandomi innocente davanti alle falsità accampate dai corrotti dell’isola.
Sempre nel 2022, dopo aver portato in salvo migliaia di minori, ottenuto vittorie importanti a livello europeo, costretto alla rimozione della direttrice del campo, portato alla chiusura del campo stesso e, soprattutto, all’integrazione di tutti i nostri studenti dell’epoca all’interno del sistema scolastico pubblico, abbiamo dichiarato completata la nostra Missione educativa a Samos e, felicemente, chiuso Mazì, la nostra prima Scuola, il nostro primo, grande amore.
E oggi culmina anche la nostra Missione legale, di advocacy e di difesa dei diritti umani, chiudendo il cerchio di un incubo iniziato ormai sette anni fa e trasformatosi, attraverso la forza di volontà di tutti quelli coinvolti e una tenacia incontenibile, in uno dei successi più grandi per i diritti umani degli ultimi dieci anni in Europa.
E sebbene nessuna sentenza o risarcimento sarà mai sufficiente per compensare le ferite fisiche, psicologiche ed emotive che i nostri studenti hanno subito, questo può diventare l’inizio di una nuova Europa. Un’Europa più civile, un’Europa più umana, un’Europa più giusta.
È UFFICIALE! La CEDU ha trovato il governo greco colpevole di trattamento inumano e degradante e di violazione dei diritti umani, obbligando le autorità a risarcire i minori. Dopo cinque anni dalla nostra storica denuncia, condannando la Grecia, la CEDU riconosce incontrovertibilmente anche ciò che per anni abbiamo sottolineato: le condizioni di vita all’interno dell’hotspot di Samos erano inumane, e non solo per i minori, ma per tutti.
Ed è tutto grazie a Giulia, che non hai mai smesso di crederci; a Dimitris, il nostro primo avvocato, che dopo la nostra denuncia ha deciso di dedicare la vita ai diritti dei profughi; soprattutto, è grazie ai nostri studenti, che due anni fa hanno rifiutato di patteggiare, rifiutato un compenso economico immediato, rifiutato di chiudere il caso. L’hanno fatto sperando che un’eventuale condanna avrebbe cambiato il sistema dell’accoglienza in Europa, proteggendo così tutti i futuri minori non accompagnati, affinché nessuno debba più soffrire come loro.
E ce l’hanno fatta. Hai capito? Ce l’hanno fatta.
Ce l’abbiamo fatta.
Dio mio, alla fine ce l’abbiamo fatta…
Ci hanno dato dei pazzi, dei bugiardi, degli infami, addirittura. Non li abbiamo ascoltati. E così abbiamo cambiato l’Europa. Per sempre.