15/06/2023
Si discute se l’ordinamento sportivo possa essere configurato come originario o derivato. In altri termini c’è una disputa in dottrina sul fatto che lo Stato si limiti a prendere atto della sua autonoma esistenza o se gli abbia delegato il potere di regolamentare lo sport conferendogli, in tal modo, una qualifica di giuridicità. Ad ogni modo l’ordinamento sportivo è sempre riuscito ad affermare a livello internazionale la propria autonomia rispetto alle ingerenze dello Stato. È il caso della Grecia che dopo aver emanato una legge che non riconosceva l’indipendenza decisionale della federazione calcistica nazionale, è stata invece costretta dalla F.I.F.A., che è appunto la Federazione internazionale del calcio, che aveva minacciato di escludere la nazionale greca dai prossimi imminenti campionati europei, a modificarla radicalmente. Una vicenda similare ha interessato la Federazione calcistica albanese nel marzo del 2008, quando la F.I.F.A. ha escluso da tutte le competizioni sportive internazionali sia le nazionali che le singole squadre in risposta al governo albanese che pretendeva di esercitare un controllo sui bilanci della Federazione calcistica albanese. La F.I.F.A. ha revocato il provvedimento soltanto a seguito della decisione del governo albanese di avviare una trattativa con la F.I.F.A. e la federazione. Sempre nel 2008 la F.I.F.A. ha adottato un provvedimento di sospensione nei confronti della Federazione calcistica del Ciad a seguito del provvedimento del locale Ministero dello Sport con cui aveva sciolto il comitato esecutivo della Federazione sportiva del Ciad e lo aveva sostituito con un altro organo violando il principio di indipendenza delle associazioni affiliate alla F.I.F.A. sancito dall’articolo 17 del suo statuto. Il ministero, per ottenere la revoca del provvedimento di sospensione, ha dovuto emanare un decreto che annullava i precedenti provvedimenti e ripristinava la situazione precedente. Solo così il Ciad è stato ammesso alla partecipazione alle qualificazioni dei mondiali del Sud Africa del 2010. Episodi analoghi hanno anche interessato le federazioni calcistiche del Kenya nel 2004, dell’Iran nel 2006 e del Kuwait nel 2007. Anche in questi casi la F.I.F.A. ha adottato provvedimenti di sospensione dai campionati internazionali delle rispettive federazioni a causa delle accertate ingerenza dei governi locali sull’amministrazione e sulle procedure elettorali delle federazioni stesse. Tutti e tre i governi dei rispettivi stati citati sono stati costretti, per ottenere la sospensione del provvedimento adottato dalla F.I.F.A., a tornare sui propri passi. In Italia, invece, nel 2006, a seguito dello scandalo denominato “Calciopoli”, la Juventus, la società maggiormente coinvolta, avanzò ricorso al TAR per evitare la retrocessione sentenziata dagli organi giudicanti della F.I.G.C. come penalizzazione. Tale ricorso fu poi ritirato a seguito delle ripetute minacce del Presidente della F.I.F.A. Blatter di sospensione da tutte le competizioni internazionali sia dei club che delle nazionali perché il ricorso alla giustizia ordinaria violava l’indipendenza dell’ordinamento sportivo.
N.B. Informazioni tratte e rielaborate dal manuale di LIOTTA G. – SANTORO L. (2013) Lezioni di diritto sportivo. Giuffrè Editore da pag. 12 e seguenti.
Come possa adesso lo stato italiano intromettersi nella regolamentazione della giustizia sportiva senza che la UEFA o la FIFA si "arrabbi" non mi è dato saperlo