Studio Legale Masciandaro

Studio Legale Masciandaro L'Avv. Fabio Domenico Masciandaro si occupa principalmente di affari penali con collaboratori interni ed esterni anche nelle altre branche del diritto.

COMUNICATO UFFICIALE SULLA VICENDA DI ALBEROBELLO Nel tardo pomeriggio di ieri è stata depositata, mio tramite, presso l...
21/01/2024

COMUNICATO UFFICIALE SULLA VICENDA DI ALBEROBELLO

Nel tardo pomeriggio di ieri è stata depositata, mio tramite, presso la stazione dei Carabinieri di Alberobello, formale denuncia dei fatti avvenuti la sera del 7 gennaio scorso per il reato previsto e punito dall’art. 544 ter del codice penale, ossia maltrattamento di animali.

Ho redatto l’atto su incarico della tutrice dell’animale maltrattato e di una rappresentante di un’associazione animalista di Alberobello, le quali mi hanno nominato difensore di fiducia in qualità di persone offese dal reato di cui sopra.

Nel pomeriggio di ieri, in Piazza del Popolo ad Alberobello, innanzi alla fontana in cui si è consumato il reato, si è tenuta una manifestazione organizzata da alcune associazioni animaliste facenti riferimento all’attivista Enrico Rizzi. Durante tale manifestazione hanno esplicitato le loro posizioni alcune persone tra cui lo stesso Enrico Rizzi e l’On. Francesco Emilio Borrelli, anch’egli lodevolmente presente.

Ero presente anche io e, a tal riguardo, vorrei specificare il mio punto di vista.

Benché encomiabile l’impegno quotidiano delle suddette associazioni animaliste presenti, nonché comprensibili le posizioni dei soggetti che hanno preso la parola, non condivido i toni e la violenza verbale adoperata da alcuni di loro.

Mi dissocio assolutamente e fermamente da coloro i quali hanno inneggiato alla giustizia privata e soprattutto a quelli che hanno rivolto alla ragazza autrice del gesto pesanti offese, auspici di morte o sofferenze. Mi dissocio, altresì, dalle critiche rivolte al sindaco di Alberobello e alla collega, vicesindaco, che assiste la ragazza e la sua famiglia.

La minore ha sicuramente sbagliato, ha, secondo il mio punto di vista, commesso un reato oltre ogni ragionevole dubbio poiché si è esplicitato sia nel suo elemento oggettivo che soggettivo e per tali motivi si deve instaurare un processo penale a suo carico, auspicandomi comprenda presto il suo errore.

Trovo sbagliato, in questo momento, continuare a pubblicare post riportanti notizie e aggiornamenti distorti sulla vicenda, nonché denigratori nei confronti della minore, organizzare manifestazioni di piazza che possono prendere pieghe violente, verbali e non (ieri ad Alberobello era schierato praticamente un esercito di forze dell’ordine per garantire il tranquillo svolgimento della manifestazione e questo l’ho trovato personalmente assurdo).

In questo momento si deve solo aspettare che le autorità giudiziarie facciano il proprio lavoro, a seguito della denuncia formale presentata mio tramite che era l’unica cosa dovuta e concreta da fare dopo l’accaduto.

Mi auguro vivamente si ponga fine alla “gogna mediatica” a cui attualmente è sottoposta una minorenne, alla luce anche dei recenti fatti di cronaca che hanno mostrato quale tragico effetto possono avere le pesanti offese sui social.

Io, personalmente, posso assicurare che adopererò tutti i miei mezzi e le mie facoltà affinché sia fatta giustizia per l’orrendo accaduto.

In ambito penale, come anzidetto, il procedimento a carico della ragazza è stato avviato con il deposito della denuncia completa dei fatti, corredata da precise motivazioni giuridiche e morali. Preannuncio, altresì, l’azione civile per l’ottenimento del risarcimento del danno non patrimoniale subito a seguito del fatto illecito posto in essere.

INNEGGIAMO ALLA GIUSTIZIA E NON ALLA VIOLENZA.

Grazie

Avv. Fabio Domenico Masciandaro

Tanti FANNO gli avvocati. Pochi SONO Avvocati.
24/10/2023

Tanti FANNO gli avvocati. Pochi SONO Avvocati.

La parte più delicata del mio lavoro è il colloquio in carcere con i detenuti, soprattutto se in fase cautelare, con un ...
13/10/2022

La parte più delicata del mio lavoro è il colloquio in carcere con i detenuti, soprattutto se in fase cautelare, con un processo pendente il cui esito si può solo ipotizzare.

Come un medico l’avvocato deve tranquillizzare e spiegare con chiarezza e franchezza la situazione senza però spegnere la speranza, mostrando estrema umanità ed empatia verso qualcuno che in quel momento è stato privato del bene più prezioso: la libertà.

I più cinici direbbero: “perché mostrare umanità ed empatia verso qualcuno che magari non l’ha dimostrata?”

E allora io rispondo: “che differenza ci sarebbe tra noi e loro?”…

Per me il reato più grave è non mostrare umanità e comprensione verso un altro uomo e ogni giorno io vedo tanti di questi criminali in giro a piede libero…

È facile dire: “quello ha sbagliato!”…Ma quanto è difficile dire “a volte sbaglio anche io”?…

07/03/2022

DISCORSO DI PUTIN NON CENSURATO DAI TG DEI PAESI NATO.

Credo sia GIUSTO che tutti sentano entrambe le “campane” prima di prendere una posizione.

01/02/2022

🛑🛑🛑 ATTENZIONE 🛑🛑🛑

⭕️NON SIATE VITTIME DELLA PSICOLOGIA DEL TERRORE!!!⭕️

Vi ricordo che secondo il DL, dal 1 febbraio viene permesso l'accesso in determinati luoghi, solo se in possesso di GP, ma deve essere chiaro che non significa che viene NEGATO il servizio, in quanto gli esercizi commerciali sono privati ma a servizio pubblico e anche banche poste e i vari uffici pubblici, sono obbligati a erogare il servizio, perché altrimenti commetterebbero diversi reati:

Art. 328 C. P. Rifiuto d'atto d'ufficio
Art. 340 - 331 C. P. Interruzione pubblico servizio
Art 3 Costit. Art 21 Carta di Nizza - Discriminazione

Per cui se viene negato l' accesso bisogna pretendere il servizio comunque o esigendo che la merce sia portata fuori o che il funzionario del pubblico servizio ci faccia la pratica all' esterno.
Nel caso contrario si chiamano i carabinieri e si fa verbalizzare la negazione del servizio e si fa la denuncia, meglio registrare sempre tutto.
Inoltre è importante fare presente, perché non lo sanno, ma fa parte del piano, che i certificati sanitari, come da regolamento UE art. 10 comma 3, possono essere trattati solamente dal personale USMAF che dipende dal Ministero della salute (uffici sanità marittima aeroportuale di frontiera) e da nessun altro, a meno che non abbiano ricevuto delega dal Ministero della Salute ma questo non è possibile, quindi sussiste anche il reato di violazione della privacy - GDPR 679/2016.
I gestori, commessi, o impiegati vari, potrebbero solamente informare i clienti che per l'accesso è necessario possederlo, ma non visionare e ognuno poi all'interno dei locali si prende la propria responsabilità.
Ricordo che nel caso di eventuali controlli, le sanzioni sono previste in base al Dl 19/2020, quindi viene emesso un verbale di accertamento da cui scattano i 90 gg per l'invio della sanzione amministrativa.
Il verbale quindi non è la multa, si devono attendere 90 gg per vedere se arriva la sanzione, ma difficilmente arriverà, perché la pratica dovrebbe essere messa a rapporto dall'autorità che ha emesso l'ordinanza e quindi il sindaco, perché lo stato di emergenza dichiarato sul Dec. Leg. 1/2018 della protezione civile, prevede che l'emergenza deve essere dichiarata sul territorio a partire dai sindaci dei comuni interessati da quel problema, nessun sindaco ha mai dichiarato questo, proprio perchè di fatto non avrebbe potuto dimostrare con atti ufficiali che nel proprio comune sussisteva un’emergenza sanitaria.

STAMPATELO E PORTATELO CON VOI!!!!!!!

Il giudice del tribunale di Reggio Emilia ha prosciolto una coppia dall'accusa di falso ideologico definendo il primo Dp...
16/03/2021

Il giudice del tribunale di Reggio Emilia ha prosciolto una coppia dall'accusa di falso ideologico definendo il primo Dpcm "illegittimo".

Gli imputati sono stati scagionati dall’accusa di falso ideologico dopo aver compilato un’autocertificazione con giustificazioni non reali, non perché effettivamente avessero dichiarato il vero, ma perché il giudice ha stabilito che “iI fatto non costituisce reato” sostenendo che “il Dpcm dell’8 marzo di un anno fa è illegittimo“.
Il pm non ha fatto ricorso e la sentenza è diventata definitiva, rappresentando in questo modo un possibile precedente.

Il gip emiliano ha così motivato la sua decisione: “Poiché proprio in forza di tale decreto, ciascun imputato è stato costretto a sottoscrivere un’autocertificazione incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese.”

“Nel nostro ordinamento giuridico, l’obbligo di permanenza domiciliare consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal giudice penale per alcuni reati all’esito del giudizio” ha scritto ancora il giudice nelle motivazioni alla sentenza, ricordando le garanzie della Costituzione.

La vicenda risale a un anno fa, in pieno lockdown a Correggio, in Emilia-Romagna, durante la prima fase dell’epidemia da Covid-19. È il 13 marzo e una coppia viene fermata dai carabinieri. La donna dichiara nell’autocertificazione “di essere andata a sottoporsi ad esami clinici” e l’uomo “di averla accompagnata”.
Una motivazione prevista tra i casi di legittima necessità di spostamento per comprovate ragioni di salute, ma le verifiche delle forze dell’ordine dimostrarono che quanto dichiarato non corrispondeva al vero perché non risultava che la donna fosse andata in nessun ospedale.
Il sostituto procuratore chiese allora un decreto di condanna penale con l’accusa di falso ideologico, in violazione del primo Dpcm varato dal governo Conte.
Ma lo scorso 27 gennaio il giudice si è espresso in favore della coppia.

Secondo il giudice un Dpcm, ossia un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è un semplice atto “regolamentare”, che dunque manca della forza normativa per costringere qualcuno a non uscire di casa.

Per fare ricorso sulla sentenza il pubblico ministero avrebbe dovuto presentare opposizione in appello entro 15 giorni dall’emissione della sentenza, ovvero prima della scadenza lo scorso 4 febbraio, ma il magistrato ha lasciato trascorrere i termini e il caso di giurisprudenza potrebbe costituire adesso un precedente, anche se di merito e non di Cassazione.

QUESTO POST È LUNGO MA VI CONSIGLIO VIVAMENTE DI LEGGERLO.Sta piano piano facendosi largo nell'opinione pubblica una ver...
11/06/2020

QUESTO POST È LUNGO MA VI CONSIGLIO VIVAMENTE DI LEGGERLO.

Sta piano piano facendosi largo nell'opinione pubblica una verità sconvolgente, cioè che i protocolli imposti dal Ministero della Salute a tutti gli ospedali d'Italia per curare il Covid-19, basati sulla ventilazione meccanica nelle terapie intensive, erano completamente errati. Si può quindi dedurre che fino alla scoperta rivelatrice fatta dopo l'effettuazione di alcune autopsie, le complicanze da Covid sono state in buona misura prodotte da diagnosi sbagliate e, conseguentemente, da una terapia che si è rivelata per molti versi letale. La svolta nella lotta al Coronavirus è infatti arrivata solo poco tempo fa, quando qualche medico ospedaliero fuori dal coro e, rischiando pesanti sanzioni ministeriali, si è preso la briga di fare le autopsie sui cadaveri dei pazienti deceduti durante la pandemia. Grazie a queste autopsie si è potuto così scoprire che il primo effetto del Covid-19 è la Coagulazione Intravascolare Disseminata (CID), cioè la formazione di grumi nel sangue e conseguente trombosi. Solo in seguito e nei casi resistenti alle cure antitrombosi arrivava la polmonite interstiziale doppia. Bastava dunque fare da subito l'autopsia ai primi deceduti da Coronavirus per evitare percorsi e rimedi totalmente sbagliati e, nella maggior parte dei casi, micidiali. Oggi fortunatamente, grazie alla svolta nelle conoscenze mediche, non si parla più di rianimazioni e ventilazioni che peggioravano il quadro clinico. Un disastro. E così, in virtù delle scoperte emerse dalle autopsie, al primo sintomo s'interviene sui pazienti contagiati anzitutto con i fluidificanti del sangue. Cure semplici, effettuabili anche a domicilio. E queste terapie, finalmente idonee, se fatte subito consentono di evitare la mutazione della patologia che da influenza diventa trombosi. L'epidemia diviene così gestibile e sotto controllo, mentre le terapie intensive sono decongestionate e chiudono. Ma le autorità sanitarie italiane hanno voluto seguire a tutti i costi la strada della Cina, dove autopsie ne hanno fatte pochissime, anzi quasi nessuna e il bilancio sanitario risulta disastroso. Ma perché in Italia non sono state fatte sin dall'inizio le autopsie? Perché i cadaveri venivano immediatamente inviati alle cremazioni privando così gli esperti di elementi conoscitivi fondamentali? Semplice: non si sono fatte le autopsie perché così è stato disposto e comunicato dall'alto, proprio per non poter sindacare gli eventuali errori medici.
Un misura incredibile che ha portato dritti alla situazione attuale e che, senza alcuna motivazione scientifica reale, ha imposto determinati protocolli sanitari a chi veniva diagnosticato il Covid-19, ma anche costringendo agli arresti domiciliari 60 milioni di persone.
Nonostante i clamorosi errori governativi ormai sotto gli occhi di tutti, si prosegue ancora oggi con assurde misure di controllo e terrorismo sanitario che stanno letteralmente facendo collassare l'economia italiana. Per non parlare poi della minaccia, per uscire da quest'assurda situazione, d'imporre l'obbligo vaccinale a tutti quanti, con il business multimiliardario che ne è alla spalle.
In conclusione è mai possibile che nessuno dei vertici dello Stato sia chiamato a rispondere di questo enorme disastro?

CHIEDIAMO VERITÀ E GIUSTIZIA IN RISPETTO DI CHI È MORTO PER ESSERE STATO INFETTATO DA CORONAVIRUS E FORSE NON È STATO CURATO COME DOVEVA.

Indirizzo

Viale Imperatore Traiano N. 10
Bari
70126

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
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Venerdì 09:00 - 13:00
17:00 - 20:00

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